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Rottamazione Quinquies, una boccta d’ossigeno per lavoatori e imprese. SINALP Sicilia denuncia: Negare la pace fiscale locale significa condannare la Sicilia al declino

Last updated: 20/01/2026 6:23
By Redazione 126 Views 6 Min Read
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La Segreteria Regionale del SI.NA.L.P. Sicilia accoglie con grande favore le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di riscossione, riconoscendo nella Rottamazione-quinquies uno strumento fondamentale di giustizia sociale, riequilibrio economico e rilancio produttivo.

La nuova definizione agevolata rappresenta una vera tregua fiscale per migliaia di famiglie, lavoratori autonomi, dipendenti, pensionati e piccole imprese, troppo spesso soffocati da debiti cresciuti in modo sproporzionato a causa di sanzioni, interessi di mora e aggio, con l’unico risultato di distruggere il contribuente e rendere il credito, di fatto, inesigibile.

La Rottamazione-quinquies introduce una pace fiscale di lungo periodo, fino a 9 anni, consentendo l’estinzione dei debiti affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con vantaggi senza precedenti come l’abbattimento totale di sanzioni, interessi di mora e aggio, la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, e l’accesso esteso anche ai contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni, restituendo una seconda opportunità a chi ne era stato escluso.

Mentre il Governo Nazionale tende una mano concreta ai contribuenti, assistiamo con profonda indignazione, dichiarano il Dr. Giuseppe Dioguardi, il Dr. Gaetano Bonura e il Dr. Andrea Monteleone del Centro Studi Fiscali SINALP, al silenzio assordante e all’inerzia del Comune di Palermo e di numerose altre amministrazioni locali siciliane.

La normativa è chiara: per i tributi locali (IMU, TARI, contravvenzioni e altre entrate comunali) l’accesso alla definizione agevolata dipende esclusivamente dalla volontà politica degli Enti locali, attraverso una specifica delibera di adesione alla Rottamazione.

Ad oggi, Palermo e molti altri Comuni dell’Isola sembrano scegliere consapevolmente di negare questa opportunità, arroccandosi su un rigore burocratico che si traduce in una vera e propria vessazione fiscale ai danni dei cittadini e delle imprese.

Questo comportamento crea cittadini e imprese di Serie B, ed è inaccettabile che un lavoratore palermitano possa rottamare un debito IRPEF con lo Stato, ma sia costretto a pagare sanzioni e interessi esorbitanti su una vecchia TARI o IMU solo perché il proprio Comune decide di non aderire alla definizione agevolata.

Negare la rottamazione dei tributi locali significa condannare quei crediti all’inesigibilità.
Molti contribuenti vorrebbero pagare il capitale dovuto, ma sono materialmente impossibilitati a farlo a causa del peso insostenibile di sanzioni e interessi accumulati nel tempo.

In una Regione come la Sicilia, che registra tassi di disoccupazione e povertà tra i più alti d’Italia, negare la pace fiscale locale significa bloccare la ripartenza economica, deprimere i consumi, ostacolare gli investimenti e spingere i giovani all’emigrazione.

La Rottamazione-quinquies locale non è un regalo, ma uno strumento di equità, di buon senso amministrativo e di sviluppo economico, capace di rimettere in circolo risorse economiche, salvaguardare la continuità delle imprese, rafforzare la coesione sociale, e garantire pari opportunità fiscali a tutti i cittadini siciliani, indipendentemente dal Comune di residenza.

Per queste ragioni, per voce del Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone, il SI.NA.L.P. Sicilia chiede formalmente ai Sindaci di Palermo, Catania, Trapani, Siracusa e di tutte le amministrazioni locali dell’Isola di deliberare immediatamente l’adesione alla Rottamazione-quinquies per i tributi locali, evitando ulteriori penalizzazioni a cittadini e aziende già provati da inflazione e caro-vita.

Solo così potrà essere garantita una reale uniformità di trattamento tra debiti erariali e debiti locali, restituendo dignità fiscale al territorio.

“La politica non può essere generosa solo a parole” – dichiara il SINALP – “se Palermo e gli altri Comuni siciliani continueranno a fare muro contro la Rottamazione, la nostra Organizzazione Sindacale promuoverà ogni forma di mobilitazione a tutela di lavoratori, pensionati e imprese, affinché non vengano trattati come bancomat da spremere per coprire buchi di bilancio causati da anni di cattiva amministrazione”.

La scadenza per la presentazione delle domande di rottamazione è fissata al 30 aprile 2026.
Il tempo delle attese è finito.

La Segreteria Regionale – SI.NA.L.P. Sicilia

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