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Camion di documenti Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia

Last updated: 31/01/2026 6:30
By Sergio Cirlinci 108 Views 6 Min Read
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Blanche smentisce interferenze politiche. Documenti su Clinton, Gates e Trump

Contents
Smentita l’interferenza politicaReazioni e tensioni dopo la pubblicazioneNomi di alto profilo nei documentiLa conclusione dell’operazione e le criticheSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

AGI – Nei file di Jeffrey Epstein ce n’è per tutti. Dal principe Andrea, a Bill Gates, passando per Bill Clinton e arrivando addirittura a Donald Trump. Molti nomi erano già emersi dal dossier, ma il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dato il via a una massiccia operazione di trasparenza, riversando sull’opinione pubblica una mole monumentale di documenti legati al caso Jeffrey Epstein.

L’iniziativa, presentata come l’adempimento agli obblighi di integrità dell’amministrazione Trump, ha assunto proporzioni sbalorditive. “Oggi pubblichiamo più di tre milioni di pagine, inclusi più di 2.000 video e più di 180.000 immagini”, ha annunciato Todd Blanche, vice sceriffo del Dipartimento di Giustizia, nel corso di una conferenza stampa.

Smentita l’interferenza politica

Blanche, figura centrale in questo delicato passaggio istituzionale data la sua passata vicinanza a Donald Trump e la frequentazione dei medesimi ambienti di Epstein negli anni ’90, ha categoricamente smentito ogni ipotesi di interferenza politica: “Abbiamo rispettato la legge e non abbiamo protetto il presidente Trump né protetto o mancato di proteggere nessuno”. Nonostante l’imponenza del materiale, la posizione del Dipartimento rimane improntata a un gelido pragmatismo investigativo. Richiamando un memorandum di luglio, Blanche ha ribadito che non sono emersi elementi tali da giustificare nuove azioni penali, aggiungendo una nota che smorza le aspettative di chi cercava clamorose rivelazioni: “Come abbiamo detto a luglio, se noi del Dipartimento di Giustizia avessimo informazioni su uomini che sfruttano sessualmente le donne, li incrimineremo. Ma non credo che il pubblico, né tu, ne troverete nei documenti di Epstein, purtroppo”.

Reazioni e tensioni dopo la pubblicazione

Questa chiusura ha riacceso le tensioni in diversi fronti. Da un lato, la base “MAGA” continua a vedere nella vicenda Epstein il cuore pulsante di sospetti sulla corruzione delle élite; dall’altro, le vittime del finanziere hanno espresso un amaro dissenso attraverso una nota ufficiale, sottolineando come l’operazione di trasparenza rischi di essere asimmetrica: i documenti “espongono” le donne sfruttate “mentre gli uomini che ci hanno abusato restano nascosti e protetti”.

Nomi di alto profilo nei documenti

L’analisi del materiale rivela frammenti di una rete di relazioni di altissimo profilo, già parzialmente nota ma ora documentata in modo più analitico. Tra le righe emerge il nome di Bill Gates: una bozza di email pubblicata venerdì fa riferimento a presunte relazioni extraconiugali del fondatore di Microsoft, la cui fondazione ha però prontamente liquidato la questione parlando di “accuse assolutamente assurde provenienti da un bugiardo evidente”. Spuntano anche dettagli sui legami tra Epstein e il principe Andrea, evidenziati da uno scambio del 2010 relativo a un invito a Buckingham Palace, avvenuto proprio mentre il finanziere era appena uscito dagli arresti domiciliari per prostituzione minorile. Anche i profili di Bill Clinton e Donald Trump tornano in primo piano attraverso vecchi scatti e ammissioni di passate frequentazioni, sebbene entrambi abbiano sempre negato qualsiasi coinvolgimento o conoscenza delle attività criminali di Epstein.

La conclusione dell’operazione e le critiche

Con la pubblicazione di quasi 3,5 milioni di pagine totali da dicembre a oggi, il governo considera concluso il proprio compito. “La pubblicazione di oggi segna la fine di un processo molto approfondito di inventario e analisi dei documenti per garantire trasparenza al popolo americano e rispetto per la legge”, si legge nella lettera inviata al Congresso a firma del ministro Pam Bondi e di Blanche. Mentre Ghislaine Maxwell resta l’unica figura di spicco a scontare una condanna, il Dipartimento ha precisato che l’oscuramento di volti e nomi è stato necessario per proteggere l’identità delle vittime. Un epilogo che soddisfa solo a metà la politica: il deputato democratico Ro Khanna si è detto lieto della pubblicazione, pur mantenendo un cauto scetticismo sulla reale buona fede dell’operazione fino a una completa analisi dei faldoni.

Fonte AGI di Gabriella Bianchi

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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