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Caltanissetta: Una città attonita che spera e che non accetterà un finale a “tarallucci e vino”

Last updated: 03/02/2026 7:52
By Sergio Cirlinci 228 Views 5 Min Read
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Il 2026 è iniziato con duri colpi per Caltanissetta

Non è bastata la furia della natura a mettere in ginocchio il territorio, ci si sono messi anche gli uragani giudiziari e amministrativi a scuotere le fondamenta di una città già abbastanza provata.

Quello che sta emergendo in queste settimane tra inchieste per presunte tangenti e il caos dei bilanci ATO, è un quadro desolante che riapre, con violenza, anche il capitolo del debito ATO che ha fatto e fa ridiscutere la politica e l’intera città.

Credevamo fosse un discorso chiuso, invece ci sbagliavamo.

La presunzione d’innocenza è un principio che ribadiamo con forza, ma non può e non deve diventare un paravento per nascondere lo sdegno di quello che sta accadendo.

Mentre la città osserva divisa tra chi assolve per partito preso, chi condanna a priori e chi, più saggiamente, attende l’evolversi dei fatti, una cosa deve essere ferma e non negoziabile, “non finisca tutto a tarallucci e vino”.

Non possiamo permetterci il lusso dell’oblio, non possiamo accettare che il tempo sgonfi gli scandali e che tutto si risolva con nulla di fatto, o peggio, con una pacca sulla spalla e un “volemose bene”.

Chi siede sulle poltrone del comando gode di onori prestigiosi e altrettanti prestigiosi stipendi, ma deve rispondere di oneri altrettanto pesanti.

Se dovesse emergere che la fiducia dei cittadini è stata svenduta o gestita con leggerezza, il conto si dovrà pagare nelle sedi opportune e senza “saldi”

La magistratura e gli organi competenti faranno sicuramente il loro corso, ma anche la politica e la società civile devono fare il proprio.

Non si nascondi la testa sotto la sabbia o la polvere sotto il tappeto per paura cge venga fuori anche alyto e altri “insospettabili”, è il momento di alzare la guardia, di pretendere una chiarezza assoluta che sgomberi il campo da ombre, dicerie e retropensieri.

A noi cittadini resta un compito fondamentale, quello di non dimenticare facilmente e di essere messi al corrente di tutto, anche tramiti gli atti pubblici.

Ad esempio abbiamo cercato sul sito del comune i verbale dell VII° commissione nell’era Gambino, presidente Matilde Falcone, sicuri di trovare i verbali contenenti le audizioni di esponenti della giunta di allora o di dirigenti, che hanno sicuramente incontrato e affrontato la questione del Dedito ATO, ma purtroppo mancano all’appello tantissimi verbali, circa un anno e mezzo, ma probabilmente siamo noi a non saper cercare.

Altra cosa da fare e che quando saremo chiamati nuovamente alle urne, se i fatti contestati venissero confermati, dovremo ricordarci di quello che sta succendo e dello sconcerto che stiamo provando oggi.

Basta lasciarsi ammaliare dai bei discorsi da palcoscenico o dalle promesse elettorali scritte sulla sabbia e dimenticate al primo soffio di vento.

Al prossimo “giro” guardiamo bene alle persone, analizziamo la loro storia, di chi si circonda e non limitiamoci alle parole o a qualche contentino ma, soprattutto, torniamo a votare in massa per riprenderci il destino della nostra città, perche la dignità di Caltanissetta non si scambia per un brindisi, men che meno a tarallucci e vino. Ad Maiora

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