Il 2026 è iniziato con duri colpi per Caltanissetta
Non è bastata la furia della natura a mettere in ginocchio il territorio, ci si sono messi anche gli uragani giudiziari e amministrativi a scuotere le fondamenta di una città già abbastanza provata.
Quello che sta emergendo in queste settimane tra inchieste per presunte tangenti e il caos dei bilanci ATO, è un quadro desolante che riapre, con violenza, anche il capitolo del debito ATO che ha fatto e fa ridiscutere la politica e l’intera città.
Credevamo fosse un discorso chiuso, invece ci sbagliavamo.
La presunzione d’innocenza è un principio che ribadiamo con forza, ma non può e non deve diventare un paravento per nascondere lo sdegno di quello che sta accadendo.
Mentre la città osserva divisa tra chi assolve per partito preso, chi condanna a priori e chi, più saggiamente, attende l’evolversi dei fatti, una cosa deve essere ferma e non negoziabile, “non finisca tutto a tarallucci e vino”.
Non possiamo permetterci il lusso dell’oblio, non possiamo accettare che il tempo sgonfi gli scandali e che tutto si risolva con nulla di fatto, o peggio, con una pacca sulla spalla e un “volemose bene”.
Chi siede sulle poltrone del comando gode di onori prestigiosi e altrettanti prestigiosi stipendi, ma deve rispondere di oneri altrettanto pesanti.
Se dovesse emergere che la fiducia dei cittadini è stata svenduta o gestita con leggerezza, il conto si dovrà pagare nelle sedi opportune e senza “saldi”
La magistratura e gli organi competenti faranno sicuramente il loro corso, ma anche la politica e la società civile devono fare il proprio.
Non si nascondi la testa sotto la sabbia o la polvere sotto il tappeto per paura cge venga fuori anche alyto e altri “insospettabili”, è il momento di alzare la guardia, di pretendere una chiarezza assoluta che sgomberi il campo da ombre, dicerie e retropensieri.
A noi cittadini resta un compito fondamentale, quello di non dimenticare facilmente e di essere messi al corrente di tutto, anche tramiti gli atti pubblici.
Ad esempio abbiamo cercato sul sito del comune i verbale dell VII° commissione nell’era Gambino, presidente Matilde Falcone, sicuri di trovare i verbali contenenti le audizioni di esponenti della giunta di allora o di dirigenti, che hanno sicuramente incontrato e affrontato la questione del Dedito ATO, ma purtroppo mancano all’appello tantissimi verbali, circa un anno e mezzo, ma probabilmente siamo noi a non saper cercare.
Altra cosa da fare e che quando saremo chiamati nuovamente alle urne, se i fatti contestati venissero confermati, dovremo ricordarci di quello che sta succendo e dello sconcerto che stiamo provando oggi.
Basta lasciarsi ammaliare dai bei discorsi da palcoscenico o dalle promesse elettorali scritte sulla sabbia e dimenticate al primo soffio di vento.
Al prossimo “giro” guardiamo bene alle persone, analizziamo la loro storia, di chi si circonda e non limitiamoci alle parole o a qualche contentino ma, soprattutto, torniamo a votare in massa per riprenderci il destino della nostra città, perche la dignità di Caltanissetta non si scambia per un brindisi, men che meno a tarallucci e vino. Ad Maiora
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
