In questi giorni si è opportunamente posto all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della chiusura del Parco Dubini. Uno spazio, il Dubini, che indubbiamente appartiene ai luoghi di affezione dei cittadini nisseni. Uno spazio di aggregazione, un pezzo di natura e di storia della città che i nisseni non vogliono perdere. Così come abbiamo perso tanti altri luoghi, tanti altri spazi della nostra città.
Ci pare altrettanto opportuno evidenziare il fatto che siano trascorsi sette mesi dall’abbattimento della storica Antenna RAI di Colle Sant’Anna e regni un assoluto silenzio su quest’altro tema.
E’ vivido nella nostra mente, in una calda giornata di luglio della scorsa estate, il “flash” del rapido ripiegarsi dell’antenna su sé stessa per poi schiantarsi al suolo. E così, abbiamo perso per sempre uno dei riferimenti fisici, visivi del paesaggio urbano nisseno. Abbiamo perso per sempre uno dei simboli della nostra città. Il simbolo della Caltanissetta moderna. Quella Caltanissetta che è stata capace di guardare avanti, di guardare in alto.
Malgrado l’amarezza, malgrado le ambiguità e le contraddizioni subite dalle Istituzioni competenti (da Rai Way, dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e dal Comune), al di là di tutto, l’esperienza in difesa di questo bene culturale e simbolo cittadino è stata, per molti nisseni, un’importante esperienza di partecipazione e impegno. Un’esperienza di libertà. Un’esperienza di conoscenza e consapevolezza nei confronti della città nella quale viviamo, abitiamo. E dunque un’esperienza di democrazia.
Un’intensa vicenda collettiva che, come tante vicende nissene, pare si sia spenta nel silenzio e nell’oblio. Ed è per questo, dunque che, infrangendo silenzio e oblio, in attesa dei ristori richiesti a Rai Way per la mancata tutela e la conseguente perdita del bene, chiediamo lumi sull’acquisizione del sito da parte del Comune di Caltanissetta e sul consolidamento del livello di tutela, sollecitando ancora una volta l’avvio di un grande progetto pubblico finalizzato alla valorizzazione e fruizione di questo luogo davvero straordinario e di tutti i beni culturali e ambientali in esso presenti.
Lo ribadiamo: di certo, noi impediremo ogni tentativo di speculazione edilizia su questo brano di territorio che è prezioso “bene comune” della città. Il Parco Sant’Anna è, deve essere, un traguardo irrinunciabile per la città di Caltanissetta. E di certo una città cresce, si configura, si consolida tutelando il meglio di ciò che possiede, ma anche innovando, creando nuovi simboli e nuove opportunità. Nuovi servizi. Non disconoscendo i suoi valori, non distruggendo i suoi luoghi, non cancellando la sua storia e i suoi sogni migliori.
Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia
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