“In merito alla revoca delle mie deleghe assessoriali, ritengo doveroso fare chiarezza di fronte alla cittadinanza e a chi ha riposto in me la propria fiducia. La revoca delle mie deleghe non è un fatto tecnico, ma una scelta politica di cui non comprendo le reali motivazioni, che non possono essere quelle del provvedimento adottato dal Sindaco.
L’avv. Tesauro fa esplicito riferimento alla mancata sottoscrizione di un documento ma, evidentemente, per una strana amnesia sul contenuto del mio comunicato o, forse, per una mancata comprensione dello stesso, cerca di arrampicarsi sugli specchi per giustificare una squallida operazione di potere.
Pertanto, rammento che ho rifiutato di firmare un documento politico-amministrativo che ritenevo improprio nel metodo e nel merito.
Avevo infatti scritto così:
“Prendo atto del comunicato inviato dal Sindaco e dai colleghi assessori di Forza Italia e, pur condivendone il contenuto nelle linee generali e nel richiamo alla legalità e alla correttezza della attività della Amministrazione, non ho ritenuto di sottoscriverlo in quanto in assenza di riferimenti provinciali del Partito, era doveroso raccordarsi personalmente e collegialmente con il Segretario Regionale Marcello Caruso al fine di concordare ogni futura azione e iniziativa politico-amministrativa. Aggiungo che sarebbe stato preferibile coinvolgere nel documento l’intero Gruppo Consiliare di Forza Italia, ferma restando la inopportunitá di riferimenti personali in pendenza di procedimenti non ancora conclusi e definiti nel loro iter”.
Dunque, non sono io ad essere andato fuori dalla linea del Partito ma coloro i quali, oggi, hanno agito in pieno spregio delle più elementari regole di correttezza e di rispetto altrui.
La mancata sottoscrizione da parte mia del documento in questione è stata inoltre causata da ragioni di opportunità.
Dai resoconti di stampa relativi alle indagini in corso nei confronti dell’onorevole Mancuso e di altre persone apprendo della assidua presenza del sindaco e dell’assessore Del Popolo nelle riunioni oggetto di approfondimenti investigativi. Emerge una continua condivisione di strategie e valutazioni che rivelano una forte contiguità.
Ho il massimo rispetto dell’Autorità Giudiziaria e d’altro canto credo che vada rispettata profondamente anche la presunzione di innocenza. In proposito mi auguro che il proseguio delle indagini dimostri la estraneità dell’onorevole Mancuso ad ogni ipotesi di reato.
Se così non dovesse essere credo che si aprano degli scenari inquietanti quantomeno sotto il profilo politico, dell’opportunità e del buon andamento della pubblica amministrazione.
In tal senso gli autori del documento in questione avrebbero il dovere di fare un passo indietro.
È nota infatti la strettissima unità di intenti tra i sottoscrittori del documento e l’onorevole Mancuso, l’assidua frequentazione politica e personale e la piena condivisione di tutte le scelte.
È sotto gli occhi di tutti il ruolo di guida che l’onorevole Mancuso ha sempre avuto nei loro confronti. Entrambi frequentano da anni la segreteria dello stesso con cui hanno condiviso tutte le battaglie politiche.
Per tali ragioni la presa di distanza e l’affermazione secondo la quale lo stesso onorevole avrebbe tradito la loro fiducia, oltre ad essere umanamente disgustosa, appare come un goffo tentativo di rifarsi una verginità per andare avanti come se nulla fosse successo.
La verità è che non ho accettato forzature istituzionali né logiche che travalicano i ruoli, ed è stata una decisione consapevole in quanto ho scelto di non adeguarmi a meccanismi ricattatori.
Quando si sceglie di non adeguarsi, si diventa scomodi.
Prendo atto che, in questa amministrazione, molte decisioni non sembrano nascere da una visione realmente condivisa o da un confronto collegiale, ma da equilibri interni che finiscono per orientarle e che poco hanno a che fare con la responsabilità istituzionale che il ruolo di Sindaco richiederebbe.
Quando un Assessore diventa il baricentro delle decisioni e il Sindaco rinuncia alla propria autonomia politica, il problema non è chi mantiene la schiena dritta. Il problema è il modello di governo che si sta affermando.
Quando la guida politica si indebolisce, il confronto diventa inevitabile. E il confronto, sostenuto dal consenso, non è instabilità: è democrazia.
Sono stato il primo degli eletti.
Mi sono dimesso da Consigliere per senso di responsabilità e per garantire stabilità, ma registro che quella fiducia non è stata ricambiata con altrettanta lealtà.
Oggi riaffermo la stessa linea: il mio impegno non cambia e non si piega.
Il consenso è mandato popolare.
E il mandato non è nella disponibilità di nessuno.
Se la coerenza è diventata un limite, me ne assumo fino in fondo il peso ma continuerò a rappresentare con determinazione chi mi ha dato fiducia, dentro e fuori dal Palazzo.
Già Assessore, Dott. Marcello Fabrizio Mirisola“
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o