L’analisi di Itamilradar evidenzia movimenti insoliti di un Northrop Grumman MQ-4C Triton della US Navy. Il velivolo avrebbe operato a transponder spento sopra l’area dove si cerca il pilota disperso.
SIGONELLA (Sicilia) – Non è una missione come le altre quella decollata nelle scorse ore dalla base siciliana di Sigonella. Secondo i dati raccolti da Itamilradar, piattaforma indipendente specializzata nel monitoraggio del traffico militare, un drone MQ-4C Triton della US Navy avrebbe giocato un ruolo chiave, seppur non ufficiale, nelle frenetiche operazioni di ricerca e soccorso del navigatore dell’F-15 statunitense, abbattuto recentemente dai sistemi di difesa iraniani.
Un cambio di rotta sospetto
Il drone, un sofisticato assetto da sorveglianza marittima a lungo raggio, ha attraversato il Mediterraneo orientale per dirigersi verso il cuore del Medio Oriente. Tuttavia, una volta giunto nel Golfo Persico, il suo comportamento ha attirato l’attenzione degli analisti per tre motivi fondamentali:
- La posizione: Il velivolo ha concentrato le proprie orbite sulla parte settentrionale del Golfo, un’area molto più a nord rispetto alle consuete zone operative dei Triton nella regione.
- Il “silenzio” elettronico: Per la prima volta, il drone ha operato con il transponder spento. Si tratta di una variazione significativa: finora, i Triton avevano sempre volato con i sistemi di tracciamento attivi.
- La reiterazione: È il secondo giorno consecutivo che viene registrato esattamente questo schema di volo anomalo.
Ipotesi Search and Rescue (SAR)
Nonostante manchino conferme ufficiali dai vertici del Pentagono, l’ipotesi più accreditata è che il Triton stia fornendo supporto vitale per localizzare il pilota disperso. La permanenza di circa tre ore nell’area critica suggerisce un’attività di scansione intensiva della superficie marina e delle coste limitrofe.
“Si tratta di un’anomalia interessante che devia dalle abitudini operative di questo specifico assetto,” spiegano gli esperti di Itamilradar.
Il rientro alla base
Dopo aver completato la finestra di sorveglianza, il drone ha riacceso i sistemi di navigazione per intraprendere la rotta di rientro verso la Sicilia. Mentre il destino del navigatore dell’F-15 resta avvolto nell’incertezza, l’attività incessante dei velivoli partiti da Sigonella conferma quanto la base italiana sia strategicamente centrale nella gestione delle crisi in Medio Oriente.
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