Mojtaba Khamenei eletto Guida Suprema dopo la morte del padre. Chi è il nuovo leader e la minaccia di Israele
Se qualcuno sperava in un cambio di postura da parte di Teheran, così da voltare pagina dopo il regno del terrore di Ali Khamenei, allora la nomina del figlio Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema dell’Iran sembra destinata a infrangere questa speranza.
Secondo quanto riportato dall’emittente in esilio Iran International, con un’indiscrezione rilanciata dal quotidiano israeliano Haaretz, la nomina sarebbe arrivata dal Consiglio degli Esperti, ma sotto la pressione “pesante e decisiva” della Guardia Rivoluzionaria che pretendeva una figura dura e intransigente.
Da Ali a Mojtaba Khamenei, l’Iran diventa una dinastia
Per anni la Repubblica islamica ha respinto l’idea di una trasmissione ereditaria del potere. Lo stesso Ali Khamenei, recentemente ucciso dai raid di Usa e Israele contro l’Iran, aveva sempre escluso una “linea di sangue” al vertice. Eppure oggi il testimone passa al figlio prediletto, 56 anni, religioso sciita senza incarichi governativi ufficiali ma con relazioni robuste nei gangli della sicurezza.
Mojtaba era considerato da tempo l’uomo nell’ombra, con un’influenza silenziosa ma costante sull’amministrazione di Teheran, contatti stretti con i Pasdaran, e avrebbe avuto perfino un ruolo di primo piano, almeno secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, nelle controverse elezioni del 2009 che riportarono alla presidenza Mahmoud Ahmadinejad.
Un personaggio noto in occidente soprattutto perché il suo nome è comparso in inchieste su presunti arricchimenti e proprietà immobiliari che avrebbe acquistato anche nel Regno Unito.
Tra guerra e studi religiosi, ecco chi è Mojtaba Khamenei
Nato a Mashhad nel 1969, Mojtaba ha combattuto nella guerra Iran-Iraq negli ultimi anni del conflitto e dopo la fine della guerra si è dedicato agli studi teologici a Qom. Un percorso classico, almeno in apparenza, e culminato con una rapidissima ascesa al potere che è stata certamente favorita dal padre Ali.
Un personaggio controverso per il quale, negli ultimi giorni si sono susseguite le voci sulla sua possibile morte. Un giallo, raccontato dai media israeliani, durato un paio di giorni fino a quando l’agenzia Mehr ha smentito le indiscrezioni affermando che Mojtaba “è vivo, in salute, impegnato a gestire le questioni familiari e le partite cruciali del Paese”.
Katz minaccia: “La nuova Guida Suprema è un bersaglio di Israele”
Davanti a questo curriculum, la nuova Guida Suprema dell’Iran difficilmente cambierà la postura dell’Iran. Insomma, a dispetto delle speranze di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, niente cambio di regime e nemmeno un’amministrazione più incline a negoziare.
Proprio per questo il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che qualsiasi successore di Khamenei è un “bersaglio inequivocabile da eliminare”. E “non importa il nome, non importa dove si nasconda” ma “lo colpiremo”, ha tuonato il ministro al The Times of Israel. Una frase che pesa come piombo perché significa che la leadership iraniana, qualunque volto assuma, resta nel mirino, ma che denota anche che a Tel Aviv speravano in un nome ben diverso rispetto a quello del figlio di Ali Khamenei
Fonte lanotiziagiornale.it di Nicola Scuderi
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