Un equipaggio di oltre 160 uomini della Marina militare italiana è pronto a dirigersi verso Cipro, a bordo della fregata missilistica Federico Martinengo, per difendere l’isola dagli attacchi provenienti da Iran o Libano. Potranno avvistare con i radar eventuali droni o razzi fino a circa duecento chilometri di distanza, mentre a neutralizzare le minacce potrebbero essere i missili Aster, attivi nel raggio di cento chilometri. L’urgenza è di evitare che l’escalation in Medio Oriente possa allargarsi ulteriormente. Nei cieli di Cipro sono stati neutralizzati diversi droni, uno dei quali lo scorso marzo aveva raggiunto la base militare britannica e colpito la pista di atterraggio, che nei giorni precedenti sarebbe stata anche indicata per l’utilizzo dei caccia statunitensi.
Episodi come questo avevano già innescato una prima catena di aiuti: la Grecia ha spostato una batteria del sistema Patriot sull’isola di Karpathos, nell’Egeo orientale, mentre la Spagna e la Gran Bretagna sono state le prime a inviare navi verso Cipro. La Martinengo, uno degli assetti più avanzati della difesa navale italiana, è dotata di missili antiaerei e antinave, cannoni e siluri. Inoltre può ospitare elicotteri ed è equipaggiata con sofisticati sistemi radar e sonar.
Ma non è l’unico supporto che l’Italia fornirà: sul tavolo restano gli aiuti ai Paesi del Golfo annunciati nei giorni scorsi, per i quali c’è una riflessione in corso, proprio a causa degli scenari in costante cambiamento. Spostare il potente sistema di difesa terra-aria Samp T in Kuwait o negli Emirati non è un’operazione facile e bisognerà capire se, con una progressiva riduzione dell’arsenale iraniano, l’utilizzo si rivelerà necessario oppure serviranno altri strumenti. L’utilizzo della contraerea italo francese prevederebbe poi un team di almeno settanta persone appositamente addestrate e capaci di operare nelle varie postazioni, da quella di comando, ai radar, fino a ogni lanciatore. Altri dispositivi, come gli stinger o gli stessi droni, potrebbero invece non richiedere l’invio di personale. Roma ha comunque a disposizione radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare.
Fonte TgCom24
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