Il Segretario Provinciale Gero Valenza interviene duramente dopo la revoca dell’Assessore Falcone: “Atto incomprensibile che rompe gli equilibri e manca di rispetto alle istituzioni”
La recente riorganizzazione della giunta comunale di Caltanissetta, voluta dal Sindaco Walter Tesauro, continua a sollevare un polverone di polemiche che scuote le fondamenta della maggioranza.
Al centro del dibattito non c’è solo il merito delle sostituzioni, che hanno visto l’uscita di Matilde Falcone (DC) e Marcello Mirisola (Forza Italia) in favore di Salvatore Licata e Cristian Genovese, ma soprattutto il metodo e la gestione politica dell’operazione.
Gero Valenza, Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana, secondo quanto emerso, ha espresso il fermo dissenso del partito con toni molto netti.
Pur ammettendo la legittimità formale del Sindaco nel revocare i componenti della squadra di governo, Valenza punta il dito contro la sostanza della scelta:
“Questa decisione appare priva di qualsiasi reale motivazione amministrativa. Si configura come una scelta dettata da logiche di potere che nulla hanno a che vedere con il bene di Caltanissetta. L’assessore Falcone ha servito la città per due anni con impegno e serietà.”
Secondo la posizione della DC, la rimozione di Falcone non sarebbe una “normale dinamica di rotazione”, ma un vero e proprio strappo politico che mette in discussione lo spirito di collaborazione della coalizione.
Uno dei punti più critici sollevati riguarda la modalità con cui è stata comunicata la revoca. Il ricorso a una comunicazione via PEC, senza un preventivo confronto umano o politico, viene descritto come un gesto “freddo”.
Si contesta al Sindaco di non aver cercato un dialogo diretto con chi ha lavorato lealmente per l’amministrazione e il metodo burocratico è interpretato come una mancanza di rispetto verso le persone e la tradizione politica nissena. L’atto aprirebbe una fase di instabilità per il futuro amministrativo del capoluogo.
Il Segretario Valenza sottolinea che la politica richiede trasparenza e confronto, avvertendo che la città saprà giudicare queste scelte nelle sedi opportune.
La tesi sostenuta è che tali decisioni non rafforzino l’amministrazione, ma la indeboliscano, allontanandola dal “bene comune”.
La giunta Tesauro deve ora gestire i nuovi ingressi in un clima di forte tensione.
Se l’obiettivo era un rilancio, il rischio evidenziato dalle forze politiche colpite è quello di una profonda frattura interna che potrebbe pesare sul futuro della consiliatura.
Nota di Redazione
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