Riceviamo e pubblichiamo
Caltanissetta dispone di un patrimonio verde in gran parte inesplorato, e l’effetto politico immediato di questa situazione è una sistematica riduzione dell’autonomia e della libertà degli abitanti della città.
La questione ambientalista cittadina, infatti, non dovrebbe essere scomposta in più lotte a seconda dell’oggetto di contesa, per esempio la contestazione relativa all’area del Dubini o quella per un accesso sicuro alle ville comunali, ma ricondotta a un’unica prospettiva di lotta, che metta maggiormente in luce il lato socio-economico del problema.
Ciò che accomuna la mancata fruizione dell’area verde del Dubini e del Parco Assunto, il silenzio sulla collina di Sant’Anna e la scadente qualità degli ambienti delle ville comunali è una precisa volontà politica: comprimere quegli spazi di autonomia che contribuiscono a determinare la qualità della vita urbana.
Non si tratta soltanto di valorizzare il patrimonio naturalistico della città affinché possa essere messo a disposizione dei cittadini, ma anche di garantire che esso sia realmente accessibile a tutte le classi sociali e non si trasformi in un privilegio riservato ai più ricchi.
Per essere fruite in modo dignitoso, tuttavia, le aree verdi non possono restare isole separate dal resto della città. Esse devono essere collegate a una rete di servizi (mobilità, sicurezza, manutenzione, spazi di socialità e attività pubbliche) che le renda parte integrante del contesto urbano e della vita quotidiana dei cittadini.
Senza questa rete, il verde urbano rimane una promessa incompiuta e una risorsa sottratta alla collettività. In questo senso, le aree verdi non sono soltanto spazi naturali da tutelare, ma possono diventare una vera e propria soggettività politica resistente.
La loro difesa e la loro apertura alla città rappresentano, infatti, una forma concreta di opposizione alle politiche urbane di stampo capitalistico che spesso producono, da un lato, nuove forme di povertà e marginalità e, dall’altro, un uso strumentale della città come terreno di profitto elettorale.
Restituire e integrare il verde urbano nella vita collettiva significa dunque difendere non solo l’ambiente, ma anche la possibilità di una città più giusta, libera e condivisa.
Per questo motivo, se da un lato il Circolo di Sinistra Italiana di Caltanissetta sostiene le mobilitazioni cittadine in difesa dei polmoni verdi urbani, dall’altro intende rimarcare la propria prospettiva ambientalista nell’iniziativa del 14 marzo, a partire dalle ore 20:00, presso la Scalinata Grazia: una serata di resistenza a favore della Collina di Sant’Anna, tutt’ora sguarnita di tutele e il cui destino di sopravvivenza appare incerto.
Anche attraverso gesti semplici ma concreti, come una firma sulla petizione in sua difesa, sarà possibile sortire il suo diritto all’esistenza.
Per il Circolo di Sinistra Italiana:
Andrea Salvatore Alcamisi – Segretario del Circolo di Sinistra Italiana di Caltanissetta
Jessica Natale – Amministratrice del Circolo di Sinistra Italiana di Caltanissetta
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