Nelle scorse ore la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un “velivolo a pilotaggio remoto” della Task force air italiana, andato distrutto. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Secondo l’Idf la guerra potrebbe durare ancora per “tre settimane” mentre proseguono i raid su Teheran e Beirut
Alta tensione nelle prime ore di questa mattina presso la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, infrastruttura strategica che ospita contingenti statunitensi e italiani. Un attacco condotto tramite un drone ha colpito uno shelter (un capannone rinforzato), distruggendo un velivolo a pilotaggio remoto (APR) appartenente alla Task Force Air italiana.
Il bilancio: danni materiali ma nessun ferito
Nonostante la gravità dell’impatto, lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che tutto il personale italiano è rimasto illeso. Le procedure di sicurezza hanno permesso ai militari di trovarsi al riparo al momento dell’esplosione.
Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale tramite i canali social della Difesa:
“Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni dei nostri uomini. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza. Ho prontamente informato il Ministro Crosetto, con il quale siamo in costante contatto per monitorare l’evoluzione della situazione.”
Misure di sicurezza e continuità operativa
Secondo quanto riferito dal Generale Portolano, il dispositivo italiano era già stato “preventivamente alleggerito” nei giorni scorsi a causa del deterioramento del quadro di sicurezza nella regione. Nella base è rimasto solo il personale strettamente necessario alle attività essenziali.
Il drone distrutto rappresentava un assetto indispensabile per le operazioni di sorveglianza e intelligence, mantenuto in teatro proprio per garantire la continuità della missione nonostante l’alto rischio dell’area.
La reazione della politica
L’episodio ha sollevato immediate reazioni ai vertici del governo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al Tg4 Diario della domenica, ha ribadito la linea della fermezza:
–Nessun passo indietro: «Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano», ha dichiarato il vicepremier.
–Sicurezza dei militari: Tajani ha confermato che è in atto una riduzione del personale non essenziale per «mettere al sicuro il maggior numero di uomini tenendo fede agli impegni internazionali».
–Precedenti: Il Ministro ha inoltre ricordato che la base di Ali Al Salem non è nuova a simili episodi, essendo già stata oggetto di attacchi in passato.
La situazione resta sotto lo stretto monitoraggio del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e dello Stato Maggiore, in costante collegamento con i contingenti sul campo.
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