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Elicotteri da guerra Usa sulle Madonie: è rivolta dei sindaci. “Sicilia usata come una portaerei”

Last updated: 16/03/2026 7:58
By Redazione 86 Views 5 Min Read
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Il caso esplode dopo le foto pubblicate sui canali ufficiali della U.S. Navy. Ventidue primi cittadini e il Parco delle Madonie scrivono a Schifani: “Chi ha autorizzato l’atterraggio in un’area protetta dall’Unesco?”. Interrogazioni all’ARS e al Parlamento Europeo.

Quello che doveva essere un normale volo di addestramento si è trasformato in un caso politico e diplomatico che scuote la Sicilia. Al centro della polemica ci sono gli elicotteri pesanti della Marina degli Stati Uniti, immortalati mentre sorvolano e atterrano nel cuore del Parco delle Madonie, in un’area di altissimo pregio naturalistico.

Tutto ha avuto inizio sui social. La pagina Instagram ufficiale della U.S. Navy ha pubblicato alcuni scatti degli elicotteri MH-60S Sea Hawk, appartenenti all’HSC-28 di base a Sigonella, impegnati in esercitazioni tra l’Etna e le Madonie. Se per gli americani si tratta di normale “supporto alla letalità e alla prontezza delle forze navali in Europa e Africa”, per gli amministratori locali si è trattato di uno shock.

Le immagini mostrano infatti i velivoli bellici a terra a Piano Catarineci, un sito che non è solo una zona di conservazione della rete “Natura 2000”, ma un’area tutelata dal marchio Unesco Global Geopark.

Immediata la reazione del territorio. Ventidue sindaci del comprensorio, insieme al presidente del Parco delle Madonie, hanno firmato una lettera congiunta indirizzata al governatore della Sicilia, Renato Schifani, e al prefetto di Palermo, Massimo Mariani. I quesiti sono diretti: le autorità italiane erano state avvisate? Esiste una valutazione di incidenza ambientale per tali manovre in un ecosistema così fragile?

I primi cittadini chiedono lo stop immediato alle attività, citando i rischi per la popolazione e l’ambiente, aggravati da un contesto internazionale “privo di piena legittimazione”.

Il caso è approdato d’urgenza all’Assemblea Regionale Siciliana. Valentina Chinnici, deputata del PD, ha presentato un’interrogazione parlamentare parlando di “atto unilaterale gravissimo”. “Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una portaerei in balia di decisioni prese altrove”, attacca Chinnici. “È una questione di tutela ambientale, ma anche di dignità istituzionale: queste manovre avvengono senza alcun dibattito democratico in uno scenario internazionale già incandescente”.

Duro anche l’intervento dell’eurodeputato di AVS, Leoluca Orlando, che ha portato il caso all’attenzione di Bruxelles: “L’Italia non può essere complice di un’escalation militare legata alle strategie dei governi Usa e Israele. È irresponsabile coinvolgere il nostro Paese nelle follie di governi che agiscono fuori dalla legalità internazionale”.

Oltre al piano geopolitico, resta il danno potenziale al patrimonio naturale. Piano Catarineci è noto per la sua biodiversità e per la presenza di specie di flora e fauna protette. L’atterraggio di mezzi pesanti in zone così delicate richiede solitamente protocolli rigidissimi, che in questo caso sembrano essere stati ignorati in nome delle esigenze militari.

Ora la palla passa al governo regionale e alla Prefettura, chiamati a chiarire se il “cielo di Sicilia” sia diventato, a tutti gli effetti, una zona franca fuori dal controllo dello Stato italiano.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La foto dal profilo Instagram della Us Navy

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