Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: La verità relativa: Quando il passato diventa l’alibi perfetto, ma c’è sempre un dopo che prima o poi spiega tutto
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Caltanissetta > La verità relativa: Quando il passato diventa l’alibi perfetto, ma c’è sempre un dopo che prima o poi spiega tutto
CaltanissettaCronacaPolitica localeRiflessioni

La verità relativa: Quando il passato diventa l’alibi perfetto, ma c’è sempre un dopo che prima o poi spiega tutto

Last updated: 21/03/2026 7:36
By Sergio Cirlinci 159 Views 6 Min Read
Share
SHARE

Nel teatro della politica contemporanea, la verità sembra essere diventata un accessorio opzionale, un concetto modellabile e piegato alle esigenze del consenso.

Uno dei fenomeni più diffusi e sistematici è la strategia dello scaricabarile retroattivo, la tendenza cioè di chi governa a individuare nei predecessori l’origine di ogni male, trasformando l’eredità ricevuta in un perenne scudo contro le critiche.

Quando un governo si insedia, la narrazione è quasi sempre la stessa: “Abbiamo trovato il caos”, “L’amministrazione precedente ha creato un disasto”, “Siamo qui per riparare i danni”.

Questo approccio assolve due funzioni psicologiche fondamentali.

Intanto alza l’asticella delle aspettative, se il punto di partenza è descritto come catastrofico, anche un risultato mediocre sembrerà un successo.

Crea poi un nemico esterno, è molto più semplice combattere contro il “fantasma” di chi c’era prima che affrontare la complessità dei problemi strutturali.

Tuttavia, questa visione è curiosamente sproporzionata. Se in mezzo alle macerie ereditate spunta un indicatore positivo o un’opera pubblica completata, il merito viene istantaneamente assorbito dall’amministrazione attuale, perchè il passato è colpevole solo per i fallimenti, ma mai complice dei successi.

Ma il punto di rottura di questa strategia avviene quando chi ha preceduto il governo attuale risponde e lo fa con “documenti alla mano”.

Date, numeri, decreti e altro spesso smentiscono la retorica del disastro causato dal passato, ma è qui che entra in gioco l’arma più efficace della politica moderna, il silenzio.

Di fronte all’evidenza dei fatti che smontano l’accusa, chi governa raramente corregge il tiro, anzi rilancia citando cose fatte anche se si sono trovati la tavola già apparecchiata, vedi rifacimento manto stradale.

Semplicemente, smette di parlarne, confidando nel fatto che il ciclo delle notizie è talmente rapido da seppellire la smentita.

Il dibattito non si conclude con un chiarimento, come vorrebbberi i cittadini per capire chi dice il vero, ma con un cambio di argomento. La verità non è più ciò che è dimostrabile, ma ciò che viene ripetuto più spesso e con più forza.

Perché questa strategia funziona così bene? La risposta risiede nell’elettorato.

I sostenitori più accaniti non cercano la verità oggettiva, ma la conferma dei propri pregiudizi.

Se il “leader” dice che la colpa è dei predecessori, il sostenitore ci crede perché ammettere il contrario significherebbe mettere in discussione la propria scelta elettorale e chi governa sa di poter contare su una base che non chiede prove, ma colpevoli. E finché il “passato” potrà essere usato come capro espiatorio, la responsabilità politica del presente resterà un concetto astratto e mai esercitato.

L’evidenza documentale viene snobbata e in questo scenario, la verità non scompare perché viene confutata, ma perché viene resa irrilevante.

In questo perenne gioco di specchi, dove la colpa è sempre un’eredità e il merito è sempre un’intuizione del momento, si smarrisce il senso profondo del servizio pubblico.

L’episodio del Terminal Bus, qui l’articolo, non è che l’ultimo sintomo di una metodo comunicativo che preferisce lo scontro frontale alla trasparenza amministrativa.

Invece di rifugiarsi nel comodo esercizio dello “scaricabarile”, la politica dovrebbe riscoprire il valore del silenzio o, meglio ancora se può, della replica documentata.

Se un assessore in carica ritiene che quanto scritto del suo predecessore sia infondato o inesatto, la strada maestra non è l’attacco a chi governava prima o la narrazione vittimistica, ma la smentita tecnica.

Rispondere con “carte alla mano”, dimostrando, ad esempio, che quella specifica variazione non è farina del proprio sacco o che i documenti esibiti dall’ex assessore sono parziali o decontestualizzati, sarebbe l’unico modo per onorare il mandato ricevuto dai cittadini.

Ma se tale smentita non arriva, se ai documenti si risponde con il mutismo, allora il sospetto diventa certezza, il racconto serve a scaricare le critiche su altri e la verità non è l’obiettivo, è solo un ostacolo da aggirare.

Ammettere un errore, o quantomeno evitare di attribuire ad altri proprie scelte, non è un segno di debolezza, ma un atto di onestà intellettuale.

Delle volte, nel dubbio di non poter smentire l’evidenza, tacere sarebbe un esercizio di stile e di rispetto superiore a qualsiasi tentativo di manipolazione della realtà.

Perché se è vero che i sostenitori possono credere a tutto, è altrettanto vero che i fatti, prima o poi, presentano sempre il conto. Ad Maiora

——————

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o

Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

You Might Also Like

Stallo nella DC per l’elezione del nuovo Segretario

Terremoto a Ragalna, il sindaco Caruso: 600 segnalazioni di danni importanti a case private

Maxi evasione fiscale: Sequestrati 2.5 milioni a imprenditore nisseno

Santa Caterina:Per la Pace, contro ogni guerra

Sciopero 28 novembre, dai treni agli aerei fino alla scuola: l’Italia si ferma

TAGGED:CaltanissettaCronacaPolitica localeRiflessione
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?