Domenica 22 marzo 2026 – L’Italia torna alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. I dati dell’affluenza alle ore 19:00 delineano un quadro di partecipazione straordinaria, segnando un netto distacco rispetto alle precedenti consultazioni referendarie. Con il sistema del voto spalmato su due giorni (oggi fino alle 23:00 e domani dalle 07:00 alle 15:00), il primo traguardo pomeridiano vede la media nazionale sfiorare il 39%.
Salvini nella bufera: il post sui social
Nonostante il divieto di propaganda durante le operazioni di voto, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha sollevato un polverone politico pubblicando un messaggio sui propri canali social:
“State votando in tanti? Mi sembra proprio di SÌ. Urne aperte fino alle 23, e domani dalle 7 alle 15. Ottima affluenza dai primi dati. Partecipare è fondamentale… mi raccomando!”.
Il gioco di parole sulla risposta al quesito (“SÌ”) è stato interpretato da molti come una chiara violazione del silenzio elettorale. Salvini, dopo aver partecipato ai funerali di Umberto Bossi a Pontida, è atteso a Roma in serata per esercitare il proprio diritto di voto.
I numeri dell’affluenza: un confronto storico
Il dato nazionale delle ore 19:00 si attesta esattamente al 38,9%. Si tratta di un vero e proprio “boom” se confrontato con i precedenti storici:
- +10% rispetto al referendum sul taglio dei parlamentari del 2020 (fermo al 29,7% alla stessa ora).
- Quasi il doppio rispetto al referendum sulla Devolution del 2006 (22,4%).
- Un abisso rispetto ai referendum su lavoro e cittadinanza del 2025 (16,1%).
È bene ricordare che, trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto il quorum: il risultato sarà valido e produrrà effetti indipendentemente dal numero finale dei votanti.
La mappa del voto: Nord trainante, Sud a rilento
L’Italia appare ancora una volta spaccata sul fronte della partecipazione, con un Nord molto attivo e un Sud più tiepido.
| Regione / Città | Affluenza ore 19:00 |
| Emilia-Romagna | 46,3% (Primato nazionale) |
| Lombardia | 44,9% |
| Toscana | 44,7% |
| Roma (Città) | 44,0% |
| Liguria | 41,9% |
| Puglia | 30,9% |
| Campania | 29,9% |
| Calabria | 29,3% |
| Sicilia | 28,7% (Dato più basso) |
Cosa si vota: i punti chiave della riforma
Il quesito propone ai cittadini una trasformazione radicale dell’ordinamento giudiziario. I punti cardine della riforma sono:
- Separazione delle carriere: distinzione netta tra magistratura inquirente (PM) e giudicante.
- Sdoppiamento del CSM: creazione di due organi di governo autonomo distinti.
- Alta Corte Disciplinare: un nuovo organismo per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.
Prossimo aggiornamento: I dati definitivi della prima giornata di voto saranno diffusi dal Viminale subito dopo la chiusura dei seggi, prevista per le ore 23:00.
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