Egregio Assessore, le scrivo io, ma la mia voce è quella dei quattro corsi storici che ho rappresento insieme ai miei colleghi in una Commissione Consigliare il 20 giugno 2025. Siamo i custodi di un’eredità che si sta sgretolando sotto i nostri occhi.
Sono passati sei mesi da quando ci siamo seduti davanti alla IV Commissione Comunale dello Sviluppo Economico.
Sei mesi di silenzio.
Per la politica è un battito di ciglia; per noi, che alziamo la saracinesca ogni mattina, è un’eternità che si misura in incassi mancati e vetrine che si spengono.
Abbiamo ascoltato anche l’amministrazione attiva: seguono una “Roadmap” (Università all’ex Banca d’Italia, uffici in centro), con tutto il rispetto, Assessore, è una cura palliativa.
State applicando logiche degli anni ’80 a un corpo urbano che sta morendo nel 2025.
Spostare uffici, attenzione, è anche necessario; crea burocrazia, gente che sbriga una pratica e scappa; non crea vita, non crea passeggio, non crea comunità.
Smettiamola di mappare il vuoto.
Abbiamo 255 saracinesche abbassate solo nei corsi, il deserto nei quartieri e l’estinzione del mercato storico.
La città brucia 25 milioni di euro l’anno di economia locale persa. Nessun ufficio pubblico colmerà mai questa voragine.
L’Ufficio Tecnico comunale è eccellente per l’edilizia, ma qui non dobbiamo costruire muri, dobbiamo ricostruire un mercato.
Chiedere ai vostri tecnici di fare marketing territoriale è come chiedere a un muratore di operare a cuore aperto: non è il loro mestiere.
Il regalo di Natale che le chiedo è un atto di coraggio e lucidità.
Nel bilancio 2026 non disperda risorse in “interventi a pioggia” o contributi a fondo perduto che drogano il mercato per pochi mesi e favoriscono aperture fuori contesto che degradano il decoro.
Non serve elemosina, serve strategia. Serve un piano commerciale/artigianale per il centro storico, capace di gestire anche l’impatto demografico del CARA o CPR e trasformare la crisi in integrazione reale, non in ghettizzazione.
Usi quei soldi per chiamare un RETAIL MANAGER ESTERNO, una società specializzata in RIGENERAZIONE URBANA che abbia la competenza e la neutralità per dirci la verità scomoda.
Serve un “PIANO DI CONTRAZIONE URBANA”: bisogna avere il coraggio di dire che la periferia va disincentivata per riportare valore al centro.
Serve uno “statista” del commercio che sappia attrarre sia nuove realtà economiche che i fondi europei (PNRR, FESR) con studi di fattibilità inattaccabili, perché i bandi oggi premiano la visione, non l’improvvisazione o tanto meno progetti vecchi rispolverati dall’Agenda 2000.
ASSESSORE, ci faccia questo regalo. Non ci dia risposte politiche, ci dia una competenza tecnica esterna che salvi il valore degli immobili dei nisseni prima che diventino gusci vuoti in mano all’illegalità.
Il tempo è scaduto. O si cambia visione, oppure saremo solo i custodi delle macerie o di nuove metamorfosi.
Lorina Cosimo
P.S. Le immagini allegate sono elaborazioni provocatorie dall’AI per mostrare due futuri da incubo: abbandono o la perdita incontrollata dell’identità locale. La realtà che cerco sta nel mezzo: una città viva, integrata, pianificata e che respira. Di colpe noi Nisseni virtuosi ne abbiamo, è vero, ma non siamo noi gli autori di questo suicidio urbanistico. NO!


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