Ritorna la stagione del BENE COMUNE, al Teatro Rosso di San Secondo, promossa da PrimaQuinta e da Aldo Rapè, direttore artistico del teatro di Caltanissetta.
Mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 16.30 per un appuntamento speciale in vista delle celebrazioni pasquali.
Il BENE COMUNE torna per parlare di carcere e libertà. Un luogo fuori o dentro la società. Un’esperienza afflittiva o rieducativa? Una limitazione della libertà o un’educazione alla libertà?
Un incontro speciale dopo l’anno giubilare della speranza. Parole suoni e immagini dall’universo che si muove dietro le sbarre. Perché anche il carcere deve diventare un bene comune di tutti. Ne parleranno insieme il dott. Walter Carlisi, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta, Padre Giuseppe Alessi, cappellano della casa circondariale di Caltanissetta, Modera Giuseppe Rapè.
Con gli interventi teatrali e musicali di PrimaQuinta.
Si ringrazia sentitamente il Gruppo Leto srl come main partner di PrimaQuinta.
INFO FB Prima Quinta
Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
