Secondo il rapporto della Nato, l’Italia è passata dall’1,52% al 2,01% del Pil nel 2025. Ovvero 12 miliardi in più rispetto all’ano prima
L’Italia nel 2025 – sulla base delle stime preliminari della Nato – ha speso per la difesa il 2,01% del Pil (calcolato sui prezzi del 2021). Lo afferma il rapporto annuale dell’Alleanza. L’Italia, nel 2024, era all’1,52%. Tutti gli alleati ora centrano l’obiettivo del 2% anche se alcuni per il rotto della cuffia. Sull’obiettivo raggiunto dall’Italia eloquente ci pare la nota di Stefano Patuanelli. “Dodici miliardi in più per la difesa, in un solo anno. Secondo il rapporto della Nato guidata da Mark Rutte, l’Italia è passata dall’1,52% al 2,01% del Pil: circa 45 miliardi nel 2025, con un aumento di 12 miliardi rispetto al 2024. Dodici miliardi, un’accelerazione folle che ha messo in ginocchio il Paese. Con quei soldi avremmo potuto: rifinanziare integralmente e per due anni Transizione 4.0, dando ossigeno vero alle imprese che investono, innovano e producono; raddoppiare l’Assegno Unico, sostenendo davvero le famiglie in un Paese che crolla demograficamente; tagliare il costo dell’energia per imprese e cittadini in modo strutturale”.
“E invece no. Questo Governo ha fatto una scelta politica chiarissima: meno welfare, meno industria, più spesa militare. Ci siamo accodati supinamente alle richieste americane, forse senza nemmeno che Meloni, Giorgetti e Urso se ne rendessero conto. Abbiamo preso soldi che potevano generare lavoro, sviluppo, natalità, e li abbiamo trasformati in proiettili. Questa non è sicurezza, è una scelta miope che indebolisce il Paese”, ha commentato il vicepresidente M5S.
Fonte lanotiziagiornale.it di Raffaella Malito
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