L’annuncio della tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran ha innescato un’ondata di euforia sui mercati globali, ma la strada verso la normalità appare ancora in salita. La riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% del greggio mondiale, ha rimosso lo spettro di uno shock energetico permanente, provocando reazioni immediate e violente in borsa e sui prezzi delle materie prime.
Reazione dei mercati: Milano guida il rally europeo
Le borse europee hanno aperto la seduta di oggi, mercoledì 8 aprile 2026, in forte rialzo, spinte dall’allentamento delle tensioni geopolitiche.
–Piazza Affari (FTSE MIB): La Borsa di Milano si conferma tra le migliori in Europa, segnando un balzo del +3,24% (aggiornato alle 10:00), con l’indice che sfiora quota 47.000 punti. A trainare il listino sono i titoli bancari e industriali, mentre soffrono i titoli energetici come Eni (-6,4%) a causa del crollo del greggio.
–Spread e Titoli di Stato: Si respira aria di sollievo anche sul fronte del debito; lo spread BTP-Bund scende a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano che cala al 3,68%.
–Mercati Esteri: Volano Tokyo (+5,0%) e l’indice Euro Stoxx 50 (+4,5%).
Petrolio: Prezzi in picchiata
Il mercato del greggio ha reagito con un “sell-off” massiccio. Con la garanzia di un passaggio sicuro per le petroliere a Hormuz, i timori sulla scarsità di offerta sono evaporati:
–Brent: Crollato del 16%, scambiato ora intorno ai $94 al barile.
–WTI: In flessione analoga a quota $95.
Aviazione: Mesi per la normalizzazione e voli a rischio
Nonostante l’apertura dello Stretto, il settore aereo frena gli entusiasmi. Il Direttore Generale della IATA, Willie Walsh, ha avvertito che la crisi dei carburanti non si risolverà istantaneamente.
“Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente. Non credo che accadrà in poche settimane.”
I punti critici per i passeggeri:-
-Aumento dei biglietti: Walsh ha definito “inevitabile” il rincaro dei voli. Le compagnie aumenteranno i prezzi per compensare i picchi di costo subiti nelle ultime settimane.
–Capacità produttiva: È emersa una vulnerabilità strutturale: la produzione di carburante per aerei è troppo concentrata e la ripresa degli hub del Golfo, seppur prevista come “rapida”, non cancellerà immediatamente i disagi.
La situazione in Italia: restrizioni negli aeroporti
L’impatto della crisi dei carburanti è già concreto negli scali italiani. Negli ultimi giorni, a causa della scarsità di scorte, sono scattate restrizioni di rifornimento (fuel rationing) in quattro aeroporti chiave:
- Milano Linate
- Venezia
- Bologna
- Treviso
In questi scali, il rifornimento è limitato e garantito solo per le emergenze (ambulanze) e voli di Stato di lunga durata.
L’allarme di Federconsumatori
Sebbene molte compagnie utilizzino l’hedging (acquisti anticipati a prezzo fisso) per proteggersi temporaneamente, Federconsumatori avverte: “Se la situazione attuale dovesse protrarsi oltre la fine di aprile, le conseguenze potrebbero abbattersi pesantemente sui cittadini con cancellazioni di massa e prezzi dei biglietti fuori controllo per l’estate”.
Se da un lato la finanza festeggia la “tregua di Pasqua”, l’economia reale e il settore dei trasporti restano in allerta. La finestra di due settimane concessa dalla diplomazia servirà a capire se la riapertura di Hormuz sarà definitiva o solo una breve pausa prima di nuove tensioni.
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