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LIVE. I negoziati di Islamabad sono già “falliti”, Trump: “Non rispettano gli impegni su Hormuz. Non rinunceranno al nucleare”. Cosa è andato storto. Tutti gli aggiornamenti di domenica

Last updated: 12/04/2026 18:43
By Redazione 66 Views 10 Min Read
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DONALD TRUMP PRESIDENTE USA
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Dopo una maratona di 21 ore gli Stati Uniti lasciano il tavolo. Per l’Iran le richieste americane sono “irragionevoli”. Nessun accordo sullo Stretto, il nucleare e i fondi iraniani bloccati

Contents
14.53 – IRAN, TRUMP ATTACCA: “NON RISPETTANO GLI IMPEGNI SU HORMUZ E NON RINUNCIANO AL NUCLEARE”“DEVONO RIAPRIRE SUBITO LO STRETTO”“IRAN NON VUOLE RINUNCIARE AL NUCLEARE”13:00 – HORMUZ E’ TOTALMENTE SOTTO IL CONTROLLO IRANIANO11:30 – IL PAKISTAN DICE CHE GLI USA NON SONO RIUSCITI A CONQUISTARE LA FIDUCIA DELL’IRAN10:30 – ISRAELE NON SMETTE DI BOMBARDARE IL LIBANO8:30 – ANCHE L’IRAN SE NE VA7:45 – COSA E’ ANDATO STORTO7:00 – TRUMP DICE DI AVERE IN MANO UNA CARTA VINCENTE6:30 – L’IRAN: IRREALISTICO RAGGIUNGERE UN ACCORDO IN UN GIORNOSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Tutti gli aggiornamenti di domenica:

14.53 – IRAN, TRUMP ATTACCA: “NON RISPETTANO GLI IMPEGNI SU HORMUZ E NON RINUNCIANO AL NUCLEARE”

Nuovo attacco di Donald Trump all’Iran dopo i colloqui di Islamabad. In un lungo messaggio pubblicato su Truth, l’ex presidente degli Stati Uniti accusa Teheran di non aver rispettato gli impegni presi, in particolare sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il traffico energetico globale.

Secondo Trump, l’Iran avrebbe promesso di garantire la sicurezza della navigazione, ma “non ha mantenuto la parola”, causando “ansia, disagi e danni” a livello internazionale. Nel post si fa riferimento anche alla possibile presenza di mine nelle acque, che renderebbe rischioso il passaggio delle navi.

“DEVONO RIAPRIRE SUBITO LO STRETTO”

Trump chiede un intervento immediato: “Devono iniziare subito il processo per riaprire questa via d’acqua internazionale”, scrive, sostenendo che Teheran stia violando “tutte le leggi possibili”.

Nel messaggio, l’ex presidente riferisce anche di essere stato aggiornato dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner sull’esito dell’incontro tenuto in Pakistan, elogiando il ruolo di mediazione del capo di stato maggiore pakistano Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif.

“IRAN NON VUOLE RINUNCIARE AL NUCLEARE”

Trump rivela inoltre alcuni dettagli sui negoziati, durati circa 20 ore tra mattina e notte, sottolineando che il nodo centrale resta irrisolto. “L’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”, afferma.

Pur riconoscendo che alcuni punti dell’intesa potrebbero essere preferibili

I colloqui di pace di Islamabad sono già “falliti”. Così ha detto il vicepresidente americano J.D. Vance nel lasciare il tavolo, e il Pakistan, dopo una mezza maratona di 21 ore. “Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni”, ha detto Vance in una breve conferenza stampa da Islamabad. “Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice: un metodo di intesa che rappresenta la nostra offerta finale e migliore”, ha aggiunto. “Vedremo se gli iraniani l’accetteranno”. Ha lasciato quindi uno spiraglio aperto.

Vice President JD Vance gives an update in Pakistan:

"The simple fact is that we need to see an affirmative commitment that they will not seek a nuclear weapon, and they will not seek the tools that would enable them to quickly achieve a nuclear weapon." pic.twitter.com/il4THN5DwV

— The White House (@WhiteHouse) April 12, 2026

I colloqui tra alti funzionari si sono protratti oltre le 6 del mattino di domenica, ora locale, per quello che tutti i media internazionali raccontano come un evento a suo modo “epocale”, “storico”. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto sui social media che i colloqui in Pakistan “hanno riguardato diverse questioni principali oggetto di negoziazione, tra cui lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva della guerra contro l’Iran e nella regione”. Baqaei, che si trovava in Pakistan come membro della delegazione iraniana, ha aggiunto che il successo dei colloqui dipendeva dall’”accettazione da parte degli Stati Uniti dei legittimi diritti e interessi dell’Iran”.

Israele non è stato coinvolto nei colloqui e Benjamin Netanyahu ci ha tenuto a precisare che la guerra “non è finita”. Mentre Vance illustrava la situazione di stallo nei negoziati, il presidente Trump e il segretario di Stato Marco Rubio si trovavano in un palazzetto dello sport a Miami per l’UFC 327, a guardare un montaggio video di incontri passati, racconta il New York Times.

13:00 – HORMUZ E’ TOTALMENTE SOTTO IL CONTROLLO IRANIANO

Il vicepresidente del parlamento iraniano, Haji Babaei, ha detto che lo stretto di Hormuz è “completamente” sotto il controllo iraniano, aggiungendo che i pedaggi per far passare le navi devono essere pagati in rial, la valuta iraniana: “250 membri del parlamento hanno appoggiato all’unanimità il piano per lo Stretto di Hormuz e, secondo la formula della leadership, questa via d’acqua strategica non è negoziabile in nessuna circostanza”, avrebbe dichiarato. “Nonostante le sanzioni, le esportazioni di petrolio iraniano hanno superato 1,6 milioni di barili e oggi il petrolio del nostro Paese è diventato praticamente intoccabile. La nazione iraniana non cederà di un millimetro sulle sue richieste”.

11:30 – IL PAKISTAN DICE CHE GLI USA NON SONO RIUSCITI A CONQUISTARE LA FIDUCIA DELL’IRAN

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha detto che la delegazione statunitense “non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati”. Ghalibaf, che ha guidato la delegazione iraniana nei colloqui mediati dal Pakistan con gli Stati Uniti a Islamabad, ha aggiunto che la delegazione del suo paese ha negoziato in buona fede e ha proposto “iniziative lungimiranti”, senza specificare di cosa si trattasse.

10:30 – ISRAELE NON SMETTE DI BOMBARDARE IL LIBANO

Israele continua a bombardare il Libano. Sono stati segnalati attacchi in tutto il Libano meridionale, comprese le città di Qana e Maaroub. Almeno 21 persone sono rimaste uccise e altre 13 ferite.

8:30 – ANCHE L’IRAN SE NE VA

Dopo quella americana, anche la delegazione iraniana ha lasciato il Pakistan. Per l’Iran i principali negoziatori erano il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. 

7:45 – COSA E’ ANDATO STORTO

“Abbiamo chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali no”, ha detto Vance dichiarando il fallimento dei negoziati di Islamabad. Vance non ha specificato quali fossero queste linee rosse, ma i nodi al pettine sono sempre gli stessi. Secondo due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui che hanno parlato con il New York Times, alle prime ore di domenica restavano tre i principali punti critici: la riapertura dello Stretto di Hormuz; il destino di quasi 900 libbre di uranio altamente arricchito; e la richiesta dell’Iran di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di entrate congelate e detenute all’estero.

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di riaprire immediatamente lo Stretto, ma l’Iran si è rifiutato, affermando che lo avrebbe fatto solo dopo un accordo di pace definitivo. Secondo quanto riferito dai funzionari, l’Iran ha anche chiesto un risarcimento per i danni causati da sei settimane di raid aerei e lo sblocco dei proventi petroliferi congelati in Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania per finanziare la ricostruzione. Gli americani hanno respinto queste richieste.

Un altro punto di contesa è stata la richiesta di Trump che l’Iran consegnasse o vendesse l’intero suo arsenale di uranio arricchito. L’Iran ha risposto con una controproposta, ma le parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso.

7:00 – TRUMP DICE DI AVERE IN MANO UNA CARTA VINCENTE

Donald Trump, non ha ancora commentato ufficialmente il fallimento dei colloqui di pace. Intanto però ha pubblicato su Truth Social il link ad un articolo intitolato “La carta vincente che il presidente ha in mano se l’Iran non cede: un blocco navale”.

L’articolo, scritto da John Solomon, un controverso giornalista statunitense di lungo corso, e pubblicato sul sito web conservatore di Solomon, “Just the News”, cita esperti secondo i quali Trump “potrebbe semplicemente aggirare il blocco iraniano sullo Stretto di Hormuz”.

6:30 – L’IRAN: IRREALISTICO RAGGIUNGERE UN ACCORDO IN UN GIORNO

Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che i colloqui si sono svolti in un clima di sfiducia e che era irrealistico credere che si potesse raggiungere un accordo in una sola sessione. Lo riporta la Reuters. Il portavoce ha affermato che i contatti e le consultazioni tra Iran, Pakistan e altri alleati nella regione continueranno.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it

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