Il terremoto politico a Palazzo del Carmine raggiunge il suo culmine in un clima di incertezza e tensione istituzionale.
Nonostante la strenua difesa dei giorni scorsi, per il Presidente del Consiglio Comunale Gianluca Bruzzaniti, che è pure assessore allo Sviluppo economico del Libero Consorzio, è arrivata la sospensione dal partito, un provvedimento che scuote le fondamenta della maggioranza nissena.
Lo scudo locale e l’assedio delle opposizioni
Solo pochi giorni fa, il 18 aprile 2026, il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia era intervenuto con un comunicato durissimo per blindare il Presidente. In quella nota, il partito locale aveva respinto con fermezza le “gravissime insinuazioni, le offese personali e le strumentalizzazioni politiche” contenute negli attacchi del consigliere Roberto Gambino.
Un muro difensivo che mirava a respingere l’offensiva lanciata non solo dall’ex sindaco, ma da un fronte d’opposizione compatto: dal PD (regionale, provinciale e locale) a Futura – Costruiamo insieme la città, passando per Area Civica e l’on. Ismaele La Vardera.
Il colpo di scena: la notizia dai giornalisti
Il dato che rende la vicenda ancora più surreale riguarda le modalità del provvedimento. Gianluca Bruzzaniti avrebbe infatti appreso della sua sospensione ieri sera direttamente dai giornalisti. La decisione, partita dai vertici regionali di Palermo, parrebbe aver scavalcato completamente i canali ufficiali e il coordinamento locale, lasciando il Presidente del Consiglio in una posizione di estremo isolamento politico proprio alla vigilia di un appuntamento cruciale.
Proprio per oggi infatti è prevista la seduta del Consiglio Comunale, un appuntamento che si preannuncia infuocato.
La domanda che molti si pongono è: chi siederà sulla poltrona della presidenza?
La risposta definitiva arriverà tra poche ore nell’aula di Palazzo del Carmine. Il consiglio comunale è fissato per le 17:30.
Va tuttavia precisato che, sotto il profilo normativo, chi viene sospeso da un partito può solitamente continuare a svolgere le proprie funzioni istituzionali. La sospensione partitica è infatti una sanzione interna , “politica”, e non giuridica. Il rapporto tra l’eletto e la propria forza politica non incide automaticamente sulla carica pubblica ricoperta. Pertanto, Bruzzaniti avrebbe tecnicamente il diritto di mantenere il suo ruolo, sebbene la pressione politica sia ormai ai massimi livelli.
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