Il decreto n. 373 impone tagli per 25 milioni di euro. L’allarme dei camici bianchi: “Impossibile tagliare su farmaci salvavita e oncologici. Così si nega il diritto alla salute”.
La tempesta perfetta: Meno fondi, più vincoli
Il sistema sanitario siciliano trema sotto l’effetto del decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026. Il provvedimento, nato con l’obiettivo di contenere i costi della spesa farmaceutica territoriale, ha ridotto il budget regionale da 410 a 385 milioni di euro. La conseguenza diretta per i medici di medicina generale è un limite di spesa drastico: 9.000 euro a trimestre per le prescrizioni.
A distanza di settimane dall’emanazione, il malcontento si è trasformato in una rivolta aperta. I medici denunciano non solo un attacco alla loro autonomia clinica, ma un vero e proprio rischio per la tenuta sociale della sanità nell’isola.
Il Paradosso delle terapie obbligate
Il punto più critico del provvedimento riguarda la natura delle prescrizioni. Tra i farmaci che rientrano nel tetto di spesa ci sono antidiabetici, antibatterici, ma soprattutto terapie salvavita e oncologiche.
- Responsabilità indotta: Spesso queste cure sono prescritte da specialisti ospedalieri. Il medico di base, però, si ritrova a doverle materialmente “staccare” sul ricettario, computandole nel proprio budget trimestrale.
- L’impossibilità di scelta: «Su questi farmaci non esiste margine decisionale», denunciano i sindacati. Eppure, se il tetto viene sforato, il medico finisce sotto la lente dei controlli delle Asp, rischiando sanzioni disciplinari.
Un sistema che “Naviga a Vista”
Le critiche piovono anche sul metodo utilizzato per stabilire i tagli. La Cgil Medici e i rappresentanti della medicina territoriale sottolineano come, nonostante la disponibilità dei fascicoli sanitari elettronici, il decreto non tenga conto dell’età media dei pazienti o delle patologie croniche specifiche di ogni singolo distretto.
“Si chiede ai medici di fare da scudo amministrativo alle disfunzioni del sistema, trasformandoli in burocrati del risparmio anziché in professionisti della salute,” afferma Luigi Galvano (Fimmg).
Le conseguenze per i cittadini
Il rischio sociale è altissimo. Se il medico è costretto a operare entro vincoli troppo stretti, il peso economico della cura rischia di traslare direttamente sulle tasche dei siciliani. Chi può permetterselo pagherà di tasca propria; per gli altri, l’accesso alle cure diventerà un percorso a ostacoli.
Verso l’audizione all’Ars: Richiesta una “Cabina di Regia”
Il fronte politico è in fermento. Il Partito Democratico, attraverso il deputato Mario Giambona, ha chiesto un’audizione urgente in Commissione Salute. L’obiettivo è chiaro: sospendere gli effetti del provvedimento e istituire una cabina di regia che coinvolga i rappresentanti dei medici.
La sfida per il nuovo assessore alla Salute, Marcello Caruso, è ardua: trovare un punto di equilibrio tra la sostenibilità dei conti e la tutela dei pazienti. La richiesta della piazza è univoca: la razionalizzazione della spesa non può essere fatta sulla pelle dei più fragili né può lasciare i medici soli di fronte a responsabilità che non appartengono loro.
I Punti dello Scontro
| Criticità | Impatto su Medico/Paziente |
| Taglio Budget | Da 410 mln a 385 mln di euro annui. |
| Tetto Trimestrale | Limite di 9.000€ per medico (oltre il quale scattano controlli). |
| Farmaci Vincolati | Inclusione di salvavita e oncologici nel conteggio. |
| Burocrazia | Aumento degli adempimenti e riduzione dell’autonomia clinica. |
| Rischio Sociale | Possibile aumento delle spese sanitarie a carico del cittadino. |
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