Dalla pagina Facebook della Democrazia Cristiana Sicilia
“Il “Mostro”, dicono. I sudditi e le Sudditanze
Ogni mattina si alza all’alba, non per dominare il mondo, sarebbe troppo semplice, ma per fare l’unica cosa davvero sospetta, ascoltare chi gli chiede aiuto. Inizia così la sua giornata criminale, con file di persone armate di problemi, fogli stropicciati e speranze enormi.
Il Mostro non guida. E questo, certo, è gravissimo. La gara quotidiana per accompagnarlo in auto viene interpretata come un raffinato piano di depistaggio, un carosello di macchine e volontari che, secondo qualcuno, serve non a spostarsi… ma a confondere gli inseguitori.
Geniale, troppo geniale per essere innocente.
Il telefono del “Mostro” vive una vita propria: cinquecento chiamate, mille messaggi al giorno. Così a tanti che spesso non può rispondere lui, risponde chi sta con lui o il Mostro risponde a più telefonate con telefoni di chi ha intorno. E poi ha un’arma segreta che non usa nessuno “whatsapp”.
“Eccolo!”, gridano gli investigatori della fantasia: il quadro della mente criminale è completo.
Quando il “Mostro” chiede che un lavoratore da 600 euro al mese possa avere qualche ora in più per arrivare a 700 per sopravvivere, ecco che nasce un nuovo sospetto: “Per forza! Favorisce qualcuno!”. In fondo, aiutare i deboli è da sempre un segnale inquietante.
Il “Mostro” riceve richieste su figli malati, genitori in difficoltà, famiglie disperate. Ha fatto arrivare decine di Bambini dal Burundi per farli operare, ma sarà anche per preparare la sua fuga in Burundi.
È capace di telefonare, cercare contatti, tentare soluzioni. Lobbista incallito per le risposte a tutti.
Poi c’è la sua casa. Il covo. La tana del male, dove, incredibile ma vero, le porte restano aperte o dentro c’è sempre qualcuno che parla, ascolta, discute. Trasparenza talmente ostentata da sembrare di nuovo un sofisticato trucco.
Dire che andare a casa del “Mostro” faccia sospettare una sudditanza è davvero geniale.
Sotto casa del “Mostro” ci sono telecamere ovunque, ci vive un super Magistrato, chiunque entra ed esce viene filmato, ma qualcuno deve aver usato occhiali da sole, oppure l’ombrello mentre pioveva per non farsi riconoscere, sofisticato stistema per eludere la pioggia e i controlli.
Il vero problema del “Mostro”, però, è uno solo: dice sì. Sempre. A tutti. Il superpotere più pericoloso che esista. Da decenni vive tra la gente, nelle strade, nelle piazze, nei paesi dimenticati. La sua passione politica è talmente ossessiva da generare un effetto collaterale devastante: nessuno riesce a stargli dietro, e quindi molti, semplicemente, lo detestano.
È troppo. Troppo presente, troppo disponibile, troppo unico. E quando qualcuno è così, così mostruosamente diverso,l’unica conclusione possibile, dicono i suoi detrattori nella nostra storia ironica, è che va fermato, anzi arrestato.
Ma dietro il “Mostro” esistono migliaia di persone per bene che credono che si può essere Liberi & Forti, quelle non potrete fermarle.
Stefano Cirillo”
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