Torna a salire la tensione nello Stretto di Hormuz
Torna a salire la tensione nello Stretto di Hormuz. Dopo che in mattinata il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato il “Project Freedom“, ovvero un piano per scortare in sicurezza le navi straniere attraverso lo Stretto di Hormuz, nel corso della giornata si sono susseguite notizie di attacchi ed esplosioni. Gli Usa hanno fatto sapere di aver attraversato lo stretto di Hormuz con due mercantili, smentendo un attacco di Teheran. In serata, poi, nuove dichiarazioni che non promettono niente di buono, con Trump che torna ad ‘avvertire’ l’Iran, col suo solito stile: “Se l’Iran attacca le navi americane sarà spazzato dalla faccia della terra”. Intanto, oggi i droni iraniani hanno colpito una nave sudcoreana e un importante sito petrolifero degli Emirati Arabi uniti.
TRUMP: “SE IRAN CI ATTACCA SARÀ CANCELLATA DALLA FACCIA DELLA TERRA”
Se la Repubblica islamica attacchera’ le navi americane che scortano le imbarcazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, sara’ “cancellata dalla faccia della Terra”, ha detto a Fox News a quanto riporta la stessa emittente su X.
LE NAVI AMERICANE COLPITE, GLI USA SMENTISCONO: “ATTRAVERSATO LO STRETTO”
Nel corso della giornata, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha dato notizia di due missili iraniani che avrebbero colpito una fregata della Marina Usa nei pressi di Jask, sulla costa iraniana, dopo che la nave avrebbe tentato di entrare nello Stretto, “ignorando l’avvertimento della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran” e non fermandosi all’alt. Gli Usa però hanno smentito l’attacco, sostenendo invece che “due nostre navi mercantili hanno attraversato con successo Hormuz“. Lo ha annunciato il comando centrale Centcom su X
ATTACCATO IL SITO PETROLIFERO DI FUJAIRAH
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno segnalato un incendio divampato in un sito petrolifero a Fujairah in seguito a un attacco di droni iraniano. Fujairah non è un obiettivo casuale. Si tratta del principale terminale di esportazione petrolifera degli Emirati Arabi Uniti sul Golfo dell’Oman, l’unico porto importante degli Emirati Arabi Uniti che aggira completamente lo Stretto di Hormuz.
LA NAVE SUDCOREANA ATTACCATA
Su una imbarcazione sudcoreana che si trovava nello stretto di Hormuz ci sarebbero state prima un’esplosione e poi un incendio. Il ministero degli Esteri di Seul ha dichiarato che, intorno alle 20.40 (14:40 italiane), “un’esplosione e un incendio si sono verificati a bordo di una nave della compagnia di navigazione sudcoreana ancorata nelle acque vicino agli Emirati Arabi Uniti, all’interno dello Stretto di Hormuz”, aggiungendo che “per ora non si sono registrate vittime”.
TRUMP: “PROJECT FREEDOM È OPERAZIONE UMANITARIA”
L’iniziativa, ha spiegato il presidente Usa, nasce come risposta alle richieste di numerosi Paesi non coinvolti nella crisi mediorientale, le cui navi sarebbero rimaste bloccate nella zona. “Faremo tutto il possibile per far uscire in sicurezza le loro navi e i loro equipaggi”, ha dichiarato, definendo il progetto “uno sforzo umanitario” per aiutare “persone, imprese e Paesi innocenti”.
Trump ha sottolineato anche le difficoltà degli equipaggi: molte imbarcazioni, ha detto, starebbero esaurendo scorte essenziali come cibo e beni di prima necessità. L’annuncio arriva mentre proseguono, secondo lo stesso presidente, “colloqui molto positivi” con l’Iran, che potrebbero portare a sviluppi diplomatici. Ma il piano rischia di complicare ulteriormente il quadro.
TEHERAN AVVERTE: “NAVI USA NON VIOLINO GLI ACCORDI“
L’annuncio del Project Freedom di Trump è stato accolto da Teheran con un avvertimento: qualsiasi intervento americano sarà considerato una violazione degli accordi.
L’ESERCITO IRANIANO AGLI USA: MANTERREMO HORMUZ CON TUTTE LE FORZE
A poche ore di distanza, l’Iran ha reagito duramente. Ebrahim Azizi, capo della Commissione per la Sicurezza nazionale del Parlamento, ha avvertito che qualsiasi interferenza statunitense nel “regime marittimo” dello stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco. “Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico non saranno gestiti dai post di Trump”, ha dichiarato, invitando a evitare “retorica” su una questione così delicata.
La sicurezza della via d’acqua “è nelle mani delle forze armate della Repubblica Islamica”, hanno dichiarato le forze armate dell’Iran in una nota. Nel testo si sottolinea poi che “qualsiasi passaggio sicuro e navigazione, in qualsiasi situazione” dovrebbe essere “effettuato in coordinamento con le forze armate”.
I comandi di Teheran hanno aggiunto: “Manterremo e gestiremo la sicurezza dello Stretto di Hormuz con tutte le nostre forze”. Nella nota si avverte: “Annunciamo a tutte le navi commerciali e petroliere di astenersi da qualsiasi azione di transito senza il coordinamento delle forze armate stanziate nello Stretto di Hormuz, affinché la loro sicurezza non venga messa a rischio”.
MISSILI IRANIANI CONTRO NAVE USA?
Due missili hanno “colpito” una nave della Marina americana presso l’isola di Jask, all’ingresso dello Stretto di Hormuz, dopo che questa aveva ignorato un ordine di alt da parte dell’Iran: lo hanno riferito fonti citate da Fars, agenzia di stampa di Teheran. Sull’episodio è giunta pochi minuti dopo anche una comunicazione delle forze armate dell’Iran.
Nel testo si legge: “Con un avvertimento fermo e tempestivo della Marina della Repubblica islamica, è stato impedito l’ingresso di cacciatorpedinieri nemici americani e sionisti nello Stretto di Hormuz”.
CENTCOM (COMANDO USA): “NESSUNA NOSTRA NAVE COLPITA A HORMUZ”
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha smentito che una delle sue navi da guerra sia stata colpita da due missili iraniani.
In un post su X, il Centcom ha aggiunto, con riferimento a un’operazione americana: “Le forze statunitensi stanno sostenendo ‘Project Freedom’ ed eseguendo il blocco navale dei porti iraniani”.
IL MONITO DI MACRON: “LA RIAPERTURA DI HORMUZ VA CONCORDATA”
La riapertura dello Stretto di Hormuz deve essere “concordata” tra Iran e Stati Uniti: lo ha detto oggi il presidente francese Emmanuel Macron, al suo arrivo in Armenia per l’ottavo vertice della Comunità politica europea.
Il capo di Stato, riferiscono i media di Parigi, si è mostrato scettico riguardo all’intervento della marina americana prospettato dal presidente Donald Trump. Secondo Macron, l’azione immaginata per sbloccare il passaggio si fonderebbe su un quadro “non chiaro”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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