L’offensiva contro il tabagismo entra nel vivo: la proposta di legge di iniziativa popolare è a un passo dal Parlamento. Nel mirino non solo le “bionde” classiche, ma anche e-cig e tabacco riscaldato, il cui consumo tra i giovani è raddoppiato in soli quattro anni.
Il tempo delle mezze misure sembra finito. La campagna “5 euro contro il fumo” corre veloce e ha già convinto 40.000 cittadini, raggiungendo l’80% delle firme necessarie (50.000) per portare la discussione nelle aule parlamentari. L’obiettivo è ambizioso quanto drastico: aumentare di 5 euro il prezzo di ogni pacchetto di sigarette e di tutti i prodotti da inalazione con nicotina.
L’allarme: il boom delle e-cig tra i giovani
I dati fotografano un cambiamento pericoloso nelle abitudini degli italiani. Se nel 2021 solo il 3,9% della popolazione utilizzava sigarette elettroniche o tabacco riscaldato, nel 2025 la percentuale è balzata al 7,4%.
Il dato più preoccupante riguarda la Generazione Z e i Millennials: nella fascia 18-34 anni, ben il 16,5% fa uso di questi dispositivi. Secondo AIOM e Fondazione AIRC, la percezione che lo “svapo” sia un’alternativa innocua è un mito da sfatare. Spesso, infatti, questi prodotti fungono da porta d’ingresso alla dipendenza: un giovane su cinque inizia proprio con i nuovi dispositivi elettronici.
Il paradosso del “rischio quadruplicato”
La scienza lancia un monito severo: l’idea che l’elettronica aiuti a smettere è smentita dai fatti. La maggior parte degli utilizzatori diventa un “fumatore duale”, alternando sigarette classiche e vaporizzatori.
Secondo una ricerca dell’Università del Nuovo Galles del Sud pubblicata su Carcinogenesis, l’uso combinato di sigarette tradizionali ed elettroniche quadruplica il rischio di cancro ai polmoni rispetto al consumo della sola sigaretta tradizionale. Un dato allarmante che colpisce duramente anche i fumatori under 50.
I numeri di una strage silenziosa
Perché una stretta così decisa sul prezzo? I promotori della legge (AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM) puntano ai numeri:
- 93.000 morti ogni anno in Italia per patologie legate al tabacco.
- 10 milioni di fumatori attivi.
- -37% di consumi: è la riduzione stimata che si otterrebbe con il rincaro di 5 euro.
Un investimento per la Sanità Pubblica
Oltre al deterrente economico per i più giovani, l’aumento dei prezzi servirebbe a dare ossigeno alle casse dello Stato. Le maggiori entrate verrebbero infatti destinate direttamente al Servizio Sanitario Nazionale, gravato ogni anno dai costi enormi per la cura di malattie respiratorie, oncologiche e cardiovascolari derivanti dal fumo.
La proposta ha già incassato il sostegno di 52 società scientifiche e decine di associazioni. Per chi volesse aderire, è possibile firmare digitalmente sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID, CIE o CNS: un ultimo sforzo per trasformare una “battaglia di civiltà” in una legge dello Stato.
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