Riceviamo e pubblichiamo
“Scrivo in nome e per conto del Comune di Serradifalco e del Comune di Mussomeli per chiedere – ai sensi della vigente legge sulla stampa – la seguente precisazione con riferimento all’articolo pubblicato ieri 7 maggio 2026 sulla prima pagina della Cronaca di Caltanissetta.
L’articolo in questione è intitolato “L’ATO CL1 rivendica la correttezza dei bilanci”.
In questo articolo l’Avvocato che ha difeso l’ATO Ambiente CL1 S.p.A. in liquidazione afferma, in sintesi, con argomentazioni tecniche, che i bilanci della Società d’Ambito sarebbero corretti nella sostanza e che il Tribunale delle Imprese di Palermo li avrebbe annullati per vizi formali che, a quanto è dato rilevare dal comunicato al quale il sottoscritto replica con questa nota, non toccherebbero i numeri.
Sul punto ritengo opportuno, se non necessario, dire semplicemente che le cause si fanno negli Uffici Giudiziari e non sulla stampa.
La Stampa ha il diritto e il dovere – come la Vostra Testata fa benissimo da sempre – di informare i cittadini lettori a tutela della verità e così Essa ha fatto in questa vicenda, partita dall’affermazione del liquidatore dimissionario secondo cui il bilancio della Società d’Ambito sarebbe stato risanato e che c’era solo un ricorso pendente.
L’affermazione non era veritiera perché in realtà c’è una sentenza che ha annullato i bilanci e un appello pendente.
Si tratta palesemente di due situazioni diverse e il sottoscritto, nella sua qualità e a tutela dei propri assistiti, aveva l’obbligo di far ristabilire o, meglio, far conoscere la verità.
Infatti nella sua precisazione l’avvocato della Società d’Ambito scrive che la sentenza c’era e aveva annullato i bilanci.
Restano da comprendere le ragioni per le quali la suddetta Società ha proposto appello se la sentenza non ha spostato i numeri.
Sarebbe infatti stato sufficiente apportare le correzioni necessarie e chiudere la vicenda.
Un appello ha il duplice effetto di dilatare i tempi della chiusura della liquidazione e di aumentare i costi della procedura.
Tuttavia queste circostanze non vanno discusse in questa sede ma in quelle giudiziarie e politiche.
A queste sedi, pertanto, il sottoscritto rinvia, ritenendo chiusa la questione, anche in presenza di ulteriori repliche della controparte, nella considerazione che non vince chi scrive o parla per ultimo.
Con osservanza – Avv. Antonio Onofrio Campione n.q.”
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