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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Sicilia, l’ultima della classe: i fondi UE restano al palo
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Sicilia, l’ultima della classe: i fondi UE restano al palo

Last updated: 10/05/2026 6:27
By Redazione 117 Views 5 Min Read
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Maglia nera per la spesa Fesr e ritardi nei Patti di Coesione. L’Isola arranca mentre il resto del Sud prova a correre.

Contents
Il crollo del Fesr: Sicilia fanalino di codaFondo Sociale Europeo: un tiepido segnalePatti di Coesione: due anni di attesa, pochi risultatiTabella: La spesa Fesr a confronto (Percentuali)Un’occasione che rischia di sfumareSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

I dati della Ragioneria Generale del Ministero dell’Economia (aggiornati al 28 febbraio) disegnano un quadro impietoso per la Sicilia. Nonostante una dotazione finanziaria imponente, l’Isola si conferma la Regione più lenta d’Italia nell’utilizzo delle risorse europee e nazionali destinate allo sviluppo.

Il crollo del Fesr: Sicilia fanalino di coda

Il dato più critico riguarda il Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), il pilastro principale dei finanziamenti UE. A fronte di un budget superiore ai 5 miliardi di euro, la Sicilia ha certificato pagamenti per un magro 6,57%.

– Il confronto con il Sud: La Sicilia è staccata di circa 2,5 punti percentuali rispetto alla media delle altre regioni meno sviluppate.

– Le “concorrenti”: La Campania, pur essendo in difficoltà, raggiunge il 7,82%, la Calabria tocca il 9% e la Puglia vola all’11,6%.

– Il divario con il Nord: Sebbene il confronto sia su cifre assolute diverse, il 26,72% del Friuli Venezia Giulia evidenzia una velocità di crociera inarrivabile per gli uffici regionali siciliani.

Fondo Sociale Europeo: un tiepido segnale

Leggermente migliore, ma comunque insufficiente, la gestione del Fondo Sociale Europeo (Fse). Qui la spesa si attesta sull’11% (su una base di 1,2 miliardi).

Il paradosso: Sebbene la Sicilia faccia meglio di Molise e Basilicata in questo ambito, resta comunque a distanza siderale da Puglia e Campania, che hanno già speso tra il 22% e il 23% del loro budget.

Patti di Coesione: due anni di attesa, pochi risultati

Oltre ai fondi UE, ci sono i quasi 5 miliardi del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), legati al patto siglato il 27 maggio 2024 al Teatro Massimo di Palermo tra la premier Meloni e il governatore Schifani.

Nonostante la solennità di quell’accordo, la messa a terra dei progetti è rallentata:

  1. Spesa attuale: Solo il 5,06% delle risorse è stato utilizzato.
  2. Ritardi burocratici: Il dato risente di un’approvazione del patto avvenuta in ritardo rispetto ad altre regioni.
  3. Benchmark: Mentre la Sicilia stagna al 5%, regioni come la Calabria (9,53%) e la Campania (8,35%) mostrano una maggiore capacità di attivazione.

Tabella: La spesa Fesr a confronto (Percentuali)

RegionePercentuale SpesaStato Sviluppo
Sicilia6,57%Meno sviluppata
Campania7,82%Meno sviluppata
Calabria9,00%Meno sviluppata
Puglia11,60%Meno sviluppata
Basilicata14,00%Meno sviluppata

Un’occasione che rischia di sfumare

In totale, tra Fesr e Fsc, la Sicilia ha a disposizione oltre 10 miliardi di euro. Una cifra monstre che avrebbe il potenziale per cambiare radicalmente il volto dell’Isola, tra infrastrutture, innovazione e politiche sociali. Tuttavia, il ritmo attuale mette seriamente a rischio il rispetto delle scadenze della programmazione. Senza un’accelerazione decisa, il rischio di dover restituire i fondi a Bruxelles o Roma si fa ogni giorno più concreto.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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