Il governo della città vacilla sotto il colpo di indagini, defenestrazioni, autosospensioni e malesseri intestini
Quello che fino a pochi mesi fa sembrava un blocco granitico, il cuore battente del centrodestra nisseno, oggi appare come un puzzle i cui pezzi si cominciano a staccare.
Forza Italia è in pieno fermento, tra inchieste giudiziarie, defezioni e sospetti di nuovi posizionamenti politici.
Siamo stati contattati da una persona che per ovvie ragione non dichiara il suo nome, ma che conosce molto bene le dinamiche interne al partito azzurro e la situazione dell’intera giunta comunale, insomma una persona che respira l’aria di quelle stanze o che comunque ne sente gli “odori” e che contano e che ha chiesto spontaneamente e di raccontarci parecchie cose, a patto di restare nell’ombra, per far luce su quello che lui stesso definisce un vero e proprio “sciame sismico”, che potrebbe portare ad un vero e proprio terremoto. Dopo i convenevoli e i saluti, ecco l’intervista:
Domanda: Partiamo dall’attualità più scottante. Cosa sta succedendo davvero all’interno di Forza Italia a Caltanissetta?
Risposta: Vede, non bisogna girarci troppo intorno. Lo scossone dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto Mancuso e Tricoli è stata la scintilla di tutto. È stato l’evento che ha fatto saltare il tappo a anche se una certa pressione già covavano sotto.
D: In che senso “scintilla”? La politica non dovrebbe essere distinta dalle vicende giudiziarie?
R: In teoria sì, ma la pratica è diversa. La giunta comunale era solida e forte perché aveva alle spalle delle coperture politiche importanti. Queste non davano solo stabilità politica, ma erano capaci anche di far arrivare finanziamenti e di dare un peso specifico a Caltanissetta nei tavoli che contano. Improvvisamente, quella spalla è venuta meno e la giunta si è trovata, per così dire, “nuda” o meglio dire senza chi la dirigeva.
D: Ma visti gli stretti rapporti, come mai nessuno a Palazzo del Carmine, si fosse accorto di quanto stava succedendo?
R: Se posso esprimere un mio giudizio del tutto personale, che non ha prove dirette, su questo nutro qualche dubbio, anche se in tutta onestà devo dire che quando arrivano finanziamenti, che alla fine fanno fare grandi cose, nessuno va a chiedere il come il quando o cosa c’è dietro, a caval donato non si guarda in bocca
D: Ma oltre all’inchiesta, quale è stata l’altra miccia che ha innescato lo scontro?
R: Ovviamente la presa di distanza del Sindaco e di alcuni assessori da Mancuso. In molti, dentro il partito, lo hanno letto come un girargli le spalle, un tradimento umano più che politico, proprio nel momento in cui l’amico ne aveva più di bisogno, dopo tutto quello che aveva fatto per la loro elezione e per il loro percorso. È una ferita umana, oltre che politica, che molti non hanno apprezzato e che difficilmente si rimarginerà.
D: In questo quadro, quanto pesa l’allontanamento di Mirisola?
R: Pesa moltissimo. Che Mirisola fosse molto legato politicamente a Mancuso non è un mistero per nessuno, con il padre il rapporto era strettissimo. Marcello rappresentava, per molti, il futuro del partito a Caltanissetta e sono sicuro che in futuro sentiremo parlare di lui, giovane, sveglio, con belle idee e soprattutto ha un carattere forte che non si arrende, come sta dimostrando. La sua uscita di scena non è stata un semplice avvicendamento, ma un segnale di rottura definitiva con una certa area.
D: Adesso c’è il caso Di Dio, che ha annunciato una “sospensione di riflessione”. Come la legge?
R: Di Dio, come altri, era molto vicino anche lui a Mancuso e questo nei rapporti con Forza Italia, parlo di quelli in giunta C’è un punto che ha dato fastidio a lui e a diversi altri consiglieri, il fatto che alla cacciata di Mirisola sia subentrato Licata. Parliamo di colui che, in campagna elettorale, non era stato certo tenero nei confronti della coalizione e del partito. Vedere chi ti remava contro prendere il posto di un “fedelissimo” è stato un boccone amaro da digerire.
D: Pensa che gli altri consiglieri di Forza Italia, Miccichè, Lomagno, Mosca, Di Carlo e Millaci possano seguire le orme di Di Dio?
R: Su alcuni ho dei sentori forti, specialmente in chi non ha mai nascosto un profondo attaccamento a Mancuso. Su altri ho qualche dubbio, ma una cosa è certa, il malumore c’è trasversale.
D: Ma dietro queste “sciame” c’è un progetto politico preciso o è solo caos?
R: Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma di certo gli equilibri si sono rotti. Il problema è che qualcuno pensa di poter decidere le sorti di tutti all’interno del partito, senza capire che ormai sono rimasti soli e allo sbando. E le assicuro che, sia a livello provinciale che regionale, il partito non ha affatto apprezzato come è stata gestita questa transizione.
D: Da quello che percepisce lei, la giunta rischia di non arrivare a fine mandato?
R: Nessuno vuole andare a casa temendo a maggior ragione che in un momento simile rischierebbe di non essere rieletto
D: Quando dice nessuno, intende anche l’opposizione?
R: Certo, come vede, oltre ad essersi ridotta è pure frammentata, in caso impossibile di ritorno alle urne, si rivedrebbe quanto successo nel 2024, la Petitto candidata ma probabilmente con meno sostegno politico, Orgoglio Nissseo è passato con la maggioranza, anche se qualche voce la vede puntare la Regione come Gambino.
D: Circolano voci persistenti che qualcuno in giunta stia “strizzando l’occhio” a Grande Sicilia, nonostante le smentite del Sindaco. Cosa ci dice a riguardo?
R: Vede, la politica è fluida, si muove e con essa i politici. Specialmente quando si comincia a comprendere che l’aria che tira non è poi così salubre, si cercano nuovi approdi o nuove sponde. Le smentite, è chiaro, fanno parte del gioco, i fatti però spesso vanno in un’altra direzione.
D: Ma in questo qudro o anche se si arrivasse alla scadenza naturale del mandato, Tesauro & C. pensa che si ricandiderebbe?
R: La vedo dura senza gli appoggi del 2024
D: Neanche se approdasse, come qulche voce sussurra a Grande Sicilia?
R: Fare questa operazione, alla quale personalmente non credo, da solo, o al limite con qualche assessore e Orgoglio Nisseno, sarebbe un salto nel vuoto. Se da un canto Giancarlo Cancelleri ne sarebbe contento, dall’altro i numeri sarebbero bassi e Forza Italia di certo non gli andrebbe dietro.
D: Vede all’orizzonte un candidato sindaco di Fratelli d’Italia?
R: Con tutto il rispetto, non vedo una figura all’altezza che possa candidarsi.
D: E una sindaca?
R: L’unica donna che potrebbe farlo sarebbe la Petitto, oltre a lei non vedo altre donne impegnate nella politica nissena, non dico all’altezza, ma che politicamente possano aspiarare a candidarsi e di conseguenza essere elette.
D: Quindi cosa dobbiamo aspettarci per il futuro prossimo della giunta e del partito?
R: Sicuramente il caso Di Dio non sarò il solo, anche se qualcuno che non parla perchè ha aspettative per le regionali, altri non parlano apertamente perchè in fondo, è brutto dirlo, hanno poco peso politico.
D.: Ma Forza Italia oggi, con tutto quello che sta succedendo a Palermo può permettersi di perdere certe figure che, parliamoci chiaro, hanno preso una marea di voti?
R.: Forza Italia proprio ora, come dice lei, non può permettersi di perdere né uomini né tantomeno voti, specialmente se di peso. Ma se anche rimanessero formalmente nel partito e remassero a favore del partito alle regionali, un partito così diviso non è certo un vantaggio per la città, che alla fine è dell’interesse di essa che stiamo parlano. Il rischio reale è che in città, i cittadini non vedrebbero più una coalizione solida e affidabile, ma una giunta debole. Senza certe coperture politiche, anche le promesse fatte in campagna elettorale diventeranno difficilissime da realizzare.
D: Questo è vero, ma ricordiamoci che la giunta non è composta solo da esponenti di Forza Italia, ci sono i Fratelli d’Italia, Noi Moderati e l’ultimo entrato Licata.
R.: Se mi porta ad all’allargare la discussione sul resto dei componenti, stasera facciamo notte e qui ci buttano fuori….(risatina)
D: Non c’è problema, se vuole la invito a cena a casa mia, posto isolato, dove siamo al riparo dalla vista di tutti, mentre qui se ci vede qualcuno pensa male…(risatina)
R:Vero è quello che dice lei sulla composizione della giunta, ma non sono tutte rose e fiori.
D: I fiori fanno profumo, le rose anche ma hanno le spine, parliamo delle spine
R: Fratelli d’Italia era sul punto di mollare quando, dopo che chiedeva da tempo un altro assessorato, rimaneva inascoltato mentre avanzava sempre l’ingresso di Licata. Adesso che è stata accontentata sta a godersi lo spettacolo, ma anche loro hanno i loro problemi e non da poco.
D: Allora è stato per questo motivo che Licata non entrò subito dopo le elezioni al Libero consorzio?
R: Esattamente, anche perchè, se ricorda bene si parlava di sacrificare un assessore di Noi Moderati, che anche loro minacciarono di andar via e lo dimostrarono assentandosi contemporaneamente in alcuni consigli comunali, ma c’erano anche molti di Forza Italia che si opponevano, memori delle parole di Licata sul palco con la Petitto.
D: Cosa sbloccò il tutto?
R: Diciamo una concomitanza di situazioni, la prima, uno stratega in giunta elaborò la lettere di dissociazione da Mancuso, non anticipando nulla a Mirisola, che reagì nella maniera che ben ricordiamo e gli servì su un piatto d’argento la revoca.
D: Chiedo troppo se le chiedo chi è lo stratega?
R: Lo sa meglio di me, come lo sanno in tanti
D: E la Falcone perchè
R: La motivazione data lascerebbe pensare al fatto che fa parte della DC di Cuffaro, ma non c’entra nulla, se così fosse stato l’avrebbero, dico l’avrebbero e non l’avrebbe, revocata prima, come fu con Aiello, ordine arrivato dopo la lite Schifani Salvini.
D: Pensa che dietro queste continue scosse ci sia un “regista”?
R: Le rispondo con una similitudine gastronomica. Chi non digerisce bene qualcosa “erutta” a lungo, e spesso certi “fastidi intestinali” durano a lungo. In politica i segnali di malessere sono come quei fastidi, indicano che qualcuno non ha ancora mandato giù quello che è successo e continuerà a farsi sentire finché la situazione non cambierà,
D: Cambiare in che senso?
R: Semplice quando ad esempio in una coppia si litiga giornalmente, prima o poi uno dei due molla e va via, in questo caso vedremo chi sarà il più debole e che di conseguenza sarà costretto a fare le valigie.
D: Caso Cefpas, che ne pensa?
R: Penso che è un classico sistema della politica, mi riferisco alla politica in generale e a tutti i livelli, che pensa che comportarsi in un certo modo sia normale, quasi dovuto, spetta, proprio su questo anni fa vide coinvolti anche parenti di altri partiti.
D: Ma è giustificabile tutto ciò
R: Assolutamente no, ma la politica se ne frega di giustificarsi agli occhi dei cittadini, a loro li accontenta con poco e chi prova invece a giustificarsi sbaglia, non ricordo che lo ha scritto, forse proprio lei excusatio non petita accusatio manifesta.
D: Lei poco fa parlava di stallo, ma non passa giorno dove l’assessore di turno racconta di novità importanti
R.: Vede la politica si fa con i fatti e se ci ha fatto caso i casi, magari meno roboanti li fanno quegli assessori che non li sente parlare, lavora e portano a casa i risultati
D: Dalla piscina, al centro per l’impiego, passando per l’acquisto della ex Banca d’Italia, vengono dati per certi e oramai vicini al taglio del nastro.
R: Della piscina abbiamo visto solo un passerella, ma abbiamo sentito tutti con le nostre orecchie che ancora ci vorrà del tempo. Io subito dopo il consiglio comunale, quello che approvò i 700 mila euro, dissi ad un amico, che mi prese per folle, “chissa è piscina ca nun si sapi quanno grapi”. Certo mi auguro di sbagliare ma al momento è così.
D: Sul centro dell’impiego?
R: Sui locali che varranno a breve acquistati e non è detto che ciò accada, considerato che per il rogito ancora devono arrivare le verifiche della Regione e da non sottovalutare anche quanto denunciato dalla CGIL che se dovesse aver ragione la vedo molto complicata e con ulteriori implicazioni e qualche problema.
D: rimane la ex Banca d’Italia
R.: Ah Ah, la ciliegina sulla torta per qualcuno, ma anche su questo, quando e se arriveranno i soldi, essendo la concorrenza su qui fondi molto forte, consideri che nel mezzo c’è anche Enna, che non vede l’operazione di buon occhio, ci vorrà nel caso molto tempo prima che si realizzi quanto prospettato.
D: Le posso fare una domande che mi riguarda?
R: Prego.
D.: Lei, considerato che mi ha detto che segue quello che scrivo avrà letto che spesso lamento il fatto, diciamo di non essere considerato, da chi amministra, come anche il tentativo, di cui ho scritto stamattina di rabbonirmi. Lei che ne pensa
R: La politica è come una persona, se sta bene ed è in forza sopporta tutto e non gli pesa nulla, ma se è cagionevole, cerca di evitare che qualche spiffero lo possa far ammalare ed allora comincia a prendere le medicine, convinta che sia la migliore soluzione, non capendo che le medicine curano da un lato ma che hanno gli effetti collaterali.
D: Vuole dirci qualche altra cosa che non le ho chiesto?
R: Le ho già detto abbastanza, ma una cosa la voglio precisare, questo incontro che ho voluto fare con lei, non era per sfogarmi o per attaccare uno o difendere l’altro, ma solo per il bene innanzitutto della città che da questa situazione di stallo ne ha solo da perdere e anche del partito.
Io: Con questa ultima domanda che mi ero ripromesso di farle, sperando che mi rispondesse, e di questo la ringrazio, come la ringrazio per avermi telefonato e di avermi raccontato fatti, anche se ho ben compreso che su argomenti, alcuni passaggi non è entrato a fondo, magari per non far capire chi è.
Interlocutore: Sono io che ringrazio lei e, non me ne voglia nessuno, ma ne potevo parlare che solo con lei.
Si chiude così questa intervista esclusiva, protetta dall’anonimato che il nostro interlocutore ha scelto per ovvie ragioni di tutela.
Di fronte alle sue parole, le reazioni saranno inevitabilmente diverse, forse alcuni lettori sapevano già quanto raccontato, altri lo immaginavano da tempo, molti, invece, ne resteranno profondamente sorpresi. Così come saranno in molti, c’è da scommetterci, pronti ad affermare che le cose non stanno così.
Da parte nostra, l’intento è stato uno e uno soltanto, abbiamo semplicemente fatto un lavoro di cronaca, senza alcuna pretesa di verità assoluta.
Ci sarebbero stati anche altri argomenti che avremmo voluto affrontare, però abbiamo preferito i più caldi, anche perchè, si sa, il tempo è tiranno, ma alla fine il suo“alla prossima” ci lascia sperare in in una seconda intervista, giusto il tempo che altri temi “lievitino”.
Nota della redazione: Come sempre, il nostro obiettivo rimane quello di offrire una panoramica della realtà cittadina.
La direzione rimane a completa disposizione di chiunque volesse smentire, replicare o semplicemente dare la propria versione riguardo a quanto raccontatoci in questa intervista. Chi lo desiderasse può farlo scrivendoci direttamente all’indirizzo email redazione@caltanissetta401.it o contattandoci in qualsiasi altro modo.Ad Maiora
La versione audio (qualche parola non potrebbe corrrispondere perfettamente a quanto scritto nell’articolo)
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