Mazzette da 12 mila euro: respinti i ricorsi delle difese. L’onorevole Mancuso resta ai domiciliari, confermato il carcere per Tricoli. Le sentenze
La Corte di Cassazione ha definitivamente blindato l’impianto accusatorio relativo all’inchiesta sulle presunte tangenti legate ai finanziamenti e alla gestione degli eventi pubblici locali. Rigettando i ricorsi presentati dalle difese, i giudici di legittimità hanno confermato la solidità del quadro indiziario raccolto dalla Procura e dalla Squadra Mobile, definendolo «esaustivo e non manifestamente illogico». Restano dunque invariate le misure cautelari: custodia in carcere per Lorenzo Tricoli e arresti domiciliari per il deputato regionale di Forza Italia, l’onorevole Michele Mancuso.
La posizione di Lorenzo Tricoli
Le motivazioni pubblicate i giudici della Cassazione hanno ritenuto pienamente legittimo l’iter procedimentale che ha condotto all’inasprimento della misura restrittiva per Lorenzo Tricoli. Inizialmente sottoposto ai domiciliari, Tricoli era stato successivamente trasferito in carcere per via di un aggravamento della misura, causato dalla violazione delle prescrizioni e dall’aver mantenuto contatti non consentiti con l’esterno.
Il ricorso presentato dal suo legale, basato sul principio del “minimo sacrificio necessario” in relazione alla personalità e ai precedenti penali, è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che né i riferimenti alla condotta passata né l’assenza di un ruolo formalizzato di amministratore sono argomenti idonei a confutare le precise e gravi esigenze cautelari evidenziate dal Tribunale del Riesame. Le prove a suo carico – costituite da un fitto impianto di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e accertamenti bancari – delineano una spiccata gravità indiziaria.
La posizione del deputato Michele Mancuso: il presunto passaggio di denaro
L’inchiesta si intreccia profondamente con gli equilibri politici del territorio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, supportata in modo determinante da riprese video e intercettazioni ambientali coordinate dalla Squadra Mobile, l’onorevole Michele Mancuso avrebbe intascato tre “bustarelle” per un valore complessivo di 12 mila euro.
Nelle carte della Cassazione viene dedicato ampio spazio anche al ruolo di intermediario e al presunto passaggio di denaro. I magistrati hanno messo in luce come le condotte dei soggetti coinvolti fossero caratterizzate da una “scarsa accortezza o da un’eccessiva sicurezza”, elementi che hanno permesso agli investigatori di documentare i passaggi finanziari illeciti senza che le difese siano riuscite a intaccare la valenza indiziaria di quanto positivamente emerso dalle indagini. Anche per il parlamentare forzista, difeso dall’avvocato Alberto Fiore, il ricorso è stato rigettato, confermando la necessità della permanenza del regime dei domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento probatorio o reiterazione.
Sentenza Tricoli
Sentenza Mancuso
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