Una giornata ad altissima tensione sul fronte mediorientale si chiude con un clamoroso quanto incerto annuncio diplomatico. Direttamente dallo Studio Ovale, e tramite i propri canali social, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il via libera definitivo a un “ottimo accordo” con l’Iran, annunciando contestualmente di aver annullato i raid militari americani pianificati.
“Firmeremo molto presto, forse già nel fine settimana in Europa”, ha spiegato il tycoon ai giornalisti. Trump ha precisato che non sarà presente di persona, ma che a guidare la delegazione statunitense ci sarà il vicepresidente JD Vance, affiancato dagli inviati speciali.
Secondo quanto filtrato da Washington, l’accordo imporrebbe paletti strettissimi alla Repubblica Islamica: “L’Iran non avrà, non acquisterà e non svilupperà in alcun modo l’arma nucleare”, ha ribadito con forza il presidente statunitense. Tra i punti chiave inseriti nella proposta figurerebbero anche l’immediata riapertura e la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz per il transito marittimo internazionale, oltre alla rimozione delle mine navali. “Hanno capito che facciamo sul serio. È un accordo eccellente per gli Stati Uniti, per il Medio Oriente e anche per lo stesso Iran, che potrà tornare a essere un Paese prospero”, ha concluso Trump.
L’entusiasmo della Casa Bianca si è scontrato, tuttavia, con la prudenza e il parziale scetticismo provenienti dalle istituzioni iraniane. Fonti ufficiali e media legati alla Repubblica Islamica hanno parzialmente frenato, smentendo la formale approvazione di un memorandum iniziale e parlando di “annuncio prematuro”.
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha chiarito che, sebbene lo scambio di messaggi attraverso i canali diplomatici sia in una fase avanzatissima, “non è stata ancora raggiunta una conclusione definitiva”. Per l’ufficialità, infatti, si attende ancora il via libera supremo dell’Ayatollah Mojtaba Khamenei.
Ciononostante, segnali di un cauto ottimismo arrivano dall’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars, secondo la quale le probabilità di un successo diplomatico restano comunque molto alte: “Dato che gli Stati Uniti hanno accettato il testo proposto dall’Iran, la probabilità che l’intesa venga approvata dalle massime autorità decisionali è relativamente elevata”. Sul tavolo delle trattative parallele restano ancora da limare i dettagli relativi allo sblocco dei fondi iraniani congelati e le precise garanzie sulle sanzioni economiche.
Le prossime ore saranno decisive per capire se il fine settimana europeo sancirà la storica firma della pace o se si tratterà dell’ennesima fumata nera in un Medio Oriente sempre sull’orlo del baratro.
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