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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Tensione alla Camera: scontro sulle case popolari. L’opposizione: «Evocano le leggi razziali»
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Tensione alla Camera: scontro sulle case popolari. L’opposizione: «Evocano le leggi razziali»

By Redazione 106 Views 5 Min Read
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Serata di altissima tensione a Montecitorio durante il dibattito sul “Piano casa”. Il movimento Futuro Nazionale (Fn) – il partito che fa capo al generale Vannacci – ha scatenato una dura bagarre nell’aula della Camera presentando una serie di ordini del giorno destinati a far discutere. La richiesta formale, indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, è quella di emanare linee guida per spingere le Regioni a garantire una vera e propria premialità ai cittadini italiani nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari.

A incendiare gli animi è stato l’intervento dell’esponente di Fn, l’ex leghista Rossano Sasso, che ha usato toni decisamente perentori:

«Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul».

Le parole di Sasso hanno immediatamente innescato la reazione dei banchi del centrosinistra, da cui sono piovute contestazioni accese. Senza scomporsi, il deputato ha rincarato la dose definendo i contestatori «filo islamisti, amici dei musulmani» e provocando apertamente la stessa maggioranza di centrodestra: «Il problema è che da quell’altra parte non si ribellano. E infatti votano contro il nostro ordine del giorno, quando le coppie italiane, che non hanno una casa, non possono pianificare un futuro».

La mossa di Futuro Nazionale ha preso di mira anche il “Capitano” della Lega. Edoardo Ziello ha espresso profondo stupore per il parere contrario espresso dal ministero guidato da Salvini, accusando il leader del Carroccio di «incoerenza politica».

Ziello ha citato il caso di Vigevano, dove la Lega avrebbe persino presentato candidati di fede islamica che hanno distribuito volantini in lingua araba inneggianti ad Allah, affermando che «la Lega sta passando dalla parte della sinistra». A sostegno della sua tesi sulla necessità della premialità nazionale, il deputato ha snocciolato alcuni dati: l’8,5% delle case popolari sarebbe occupato da cittadini stranieri e il 50% delle prime assegnazioni andrebbe a beneficio di questi ultimi. «Anche per colpa di Salvini che non emana le linee guida», ha concluso.

A seguire, anche Domenico Furgiuele ha ribadito la linea del movimento: «Noi diciamo una cosa molto semplice: nelle politiche pubbliche prima vengono le famiglie italiane».

Le dichiarazioni della destra radicale hanno spinto la deputata del Partito Democratico, Ouidad Bakkali, ad abbandonare l’aula visibilmente indignata per protesta: «Violata la dignità del Parlamento», ha commentato la dem, che nei giorni scorsi aveva già denunciato pubblicamente i circa 13mila commenti d’odio ricevuti sui social dopo un post contro la manifestazione dei “vannacciani” per la remigrazione.

La gravità del dibattito è stata rimarcata dall’esponente della sinistra Federico Fornaro, che ha richiamato esplicitamente i fantasmi del passato: «Evocano le leggi razziali del ’38, marchiati per portare un nome straniero».

Il clima è rimasto incandescente anche sul piano istituzionale. La vicepresidente della Camera, Anna Ascani, che in quel momento presiedeva l’aula, è stata ripetutamente chiamata «signor presidente» dall’esponente di Fn Emanuele Pozzolo. Di fronte alla richiesta di Ascani di utilizzare la formula corretta («”Signora presidente” o “solo presidente”, chiede lei»), Pozzolo ha insistito, arrivando a fare appello alla Crusca per sostenere la propria battaglia lessicale: «Mi sono rotto le palle con il politicamente corretto».

Nel finale, Sasso ha respinto al mittente le accuse di razzismo con un ultimo affondo contro le opposizioni e la tv di Stato, colpevole a suo dire di censurare il movimento: «Se l’estrema sinistra e parte del centrodestra ci danno dei razzisti perché chiediamo di mettere nell’assegnazione delle case popolari prima gli italiani e voi no, voi siete razzisti contro gli italiani. Finché siamo qui lo rivendicheremo sempre: prima gli italiani».

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