Il dibattito internazionale sul conflitto in corso nella Striscia di Gaza ha raggiunto una svolta drammatica che mette alle strette le cancellerie occidentali, inclusa quella italiana. Quella parola che la diplomazia internazionale e i leader politici hanno a lungo evitato di pronunciare, cercando di aggirarla con eufemismi e formule di prudenza geopolitica, è stata infine messa nero su bianco dalle Nazioni Unite. Per l’Onu, quanto sta accadendo a Gaza configura lo scenario di un vero e proprio genocidio.
Secondo quanto riportato in un’analisi a firma di Andrea Sparaciaru per il quotidiano La Notizia, questo formale e durissimo posizionamento internazionale priva l’esecutivo italiano di qualsiasi ulteriore margine di ambiguità o di silenzio. Fino ad oggi, il governo guidato da Giorgia Meloni ha mantenuto una linea improntata alla cautela e al sostanziale allineamento diplomatico, evitando di condannare con fermezza la sproporzione della risposta militare israeliana e le devastanti conseguenze umanitarie sulla popolazione civile palestinese.
Tuttavia, di fronte alle relazioni ufficiali degli organismi e degli esperti delle Nazioni Unite, la tesi dell’omertà politica o della semplice “crisi umanitaria” non è più sostenibile. L’accusa formale sollevata in sede internazionale costringe l’Italia e i suoi alleati a fare i conti con la realtà dei fatti e con le proprie responsabilità sul piano del diritto internazionale e degli accordi di cooperazione militare.
Come evidenziato nell’articolo de La Notizia, la Presidente del Consiglio non può più fare finta di niente: ignorare la presa di posizione delle Nazioni Unite significherebbe declassare il ruolo diplomatico dell’Italia e rendersi complici, quantomeno sotto il profilo dell’inerzia politica, di una catastrofe che l’Onu stessa ha ormai definito con il termine più grave e definitivo del diritto internazionale.
Fonte principale: Articolo di Andrea Sparaciaru, pubblicato sul quotidiano “La Notizia”.

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