Mentre il centrodestra si avvita nell’ennesimo scisma a Caltanissetta, i veri problemi del territorio restano al palo. I cittadini esigono chiarezza, non il solito “politichese”.
Dopo l’ennesimo terremoto politico tra le mura di Palazzo del Carmine, culminato nella nascita del nuovo gruppo consiliare “Identità e Futuro” dall’uscita in blocco di quattro esponenti da Fratelli d’Italia, rappresenta un film già visto che i cittadini di Caltanissetta sono ormai stanchi di guardare.
Il dibattito pubblico si surriscalda, le stanze del potere si animano di lunghi vertici di Giunta e consultazioni febbrili, ma fuori da quei palazzi la realtà quotidiana della città racconta una storia drammaticamente diversa.
Caltanissetta affronta da tempo criticità strutturali che richiederebbero una concentrazione totale, uno sforzo corale e un impiego immediato di tempo ed energie da parte di chi è stato eletto per amministrare.
Dalla gestione delle infrastrutture carenti, dal rilancio economico alla cura del decoro urbano, le priorità della comunità sono scritte nell’agenda del buon senso, eppure passano costantemente in secondo piano rispetto ai posizionamenti dei singoli e delle fazioni politiche.
I cittadini assistono basiti davanti ai giochi di potere che appaiono distanti anni luce dai bisogni reali delle famiglie e delle imprese nissene.
Questo grottesco valzer delle poltrone, mascherato da “riflessioni interne” o da “riposizionamenti strategici”, consuma risorse preziose che dovrebbero essere destinate al bene comune.
Quello che ferisce maggiormente la cittadinanza è la totale assenza di chiarezza e trasparenza.
Di fronte a uno strappo così netto, l’opinione pubblica si trova sommersa dai soliti comunicati felpati e dalle solite formule che nulla dicono.
È tempo che la classe politica locale abbandoni la cortina fumogena del “politichese” e trovi finalmente la decenza di spiegare i veri, reali motivi di queste spaccature.
Chi amministra ha il dovere della chiarezza, se si tratta di scontri personali o di spartizione di pesi specifici e deleghe assessoriali, lo si dica apertamente, senza nascondersi dietro a paraventi ideologici o formule retoriche sulla stabilità amministrativa.
La città non può più permettersi di rimanere ostaggio di dinamiche interne ai partiti. C’è un urgente bisogno di invertire la rotta, rimettendo al centro dell’azione amministrativa le emergenze di Caltanissetta.
I cittadini chiedono risposte concrete, fatti tangibili e, soprattutto, il rispetto e la serietà che una comunità laboriosa e da troppo tempo penalizzata merita pienamente. Ad Maiora
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