Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci dal Segretario Provinciale Forza Italia Giovani, Dott. Marcello Fabrizio Mirisola
Quanto accaduto durante la discussione sulla relazione del Sindaco rappresenta, a mio giudizio, uno dei punti più bassi del modo di intendere la politica e le istituzioni da parte del primo cittadino e dei suoi “fedeli scudieri”.
Nel corso del dibattito ho constatato che tutte le attività svolte durante i miei otto mesi da Assessore sono state completamente espunte dalla ricostruzione amministrativa, non un minimo cenno, e sostituite da relazioni tecniche integrative predisposte sotto la direzione del Sindaco, per le quali il nuovo assessore ha rinunciato ad esercitare l’autonomia che il ruolo gli imponeva, scegliendo di avallare una ricostruzione amministrativa che considero politicamente scorretta e istituzionalmente inaccettabile, adducendo la “mancanza di tempo” come scusa che, purtroppo per lui, crolla di fronte all’evidenza dei 5 mesi (più di 150 giorni!) già trascorsi dal suo insediamento.
Non considero questa una semplice dimenticanza, ma una scelta precisa, consapevole e politicamente orientata.
È una decisione che alimenta in me un profondo senso di amarezza, perché ritengo inaccettabile che si possa tentare di cancellare mesi di lavoro, progetti, risultati e impegno istituzionale semplicemente eliminandone ogni riferimento.
La continuità amministrativa non è una concessione del Sindaco di turno: è un dovere nei confronti della città. Ogni amministrazione eredita quanto costruito da chi l’ha preceduta e dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Negare questo principio significa piegare la pubblica amministrazione a logiche di propaganda e svilire il ruolo delle istituzioni.
Questo episodio si aggiunge a quanto avvenuto quando fui estromesso dalla Giunta, nonostante fossi il consigliere comunale che aveva ricevuto il maggiore consenso popolare. Una scelta che allora apparve incomprensibile a molti cittadini e che oggi sembra trovare un’ulteriore conferma nel tentativo di cancellare non soltanto una persona, ma il lavoro svolto nell’interesse della comunità.
La vicenda assume un significato ancora più amaro se si considera che il Sindaco appartiene, come me, a Forza Italia e richiama pubblicamente gli stessi valori e gli stessi principi che il nostro partito afferma di rappresentare. Proprio per questo mi sarei aspettato rispetto istituzionale, lealtà e il riconoscimento del lavoro svolto nell’interesse della città, al di là delle dinamiche interne e delle divergenze personali.
Se qualcuno pensa che il ruolo che oggi ricopro all’interno del partito possa indurmi al silenzio, si sbaglia, anzi, mi impegnerò ancora di più affinché Forza Italia torni a essere rappresentata da persone che ne incarnino realmente i valori e i principi. La mia lealtà non è rivolta alle persone né alle correnti, ma ai principi, alle istituzioni e ai cittadini.
Quando assisto a comportamenti che, a mio giudizio, mortificano la sana politica, alimentano personalismi e antepongono gli interessi di parte al bene comune, considero un dovere politico e morale denunciarli, indipendentemente da chi li metta in atto. Il silenzio, in questi casi, equivarrebbe a una forma di complicità.
Mi rammarica constatare come, troppo spesso soprattutto all’interno della maggioranza, prevalgano l’opportunismo e il conformismo, mentre molti preferiscono tacere per timore di contraddire chi oggi detiene il potere. È proprio la capacità di esercitare uno spirito critico anche all’interno della propria comunità politica a distinguere chi crede realmente nei valori che proclama da chi li richiama soltanto quando risultano convenienti.
Oggi è accaduto a me. Domani potrebbe accadere a chiunque amministri con serietà ma non sia più funzionale alla narrazione del momento. Per questo la questione non riguarda soltanto la mia persona: riguarda il rispetto delle istituzioni, della correttezza amministrativa e della verità dei fatti.
Non rivendico meriti per vanità personale. Rivendico un principio che considero essenziale: la verità amministrativa non appartiene a un Sindaco, a una maggioranza o a un partito. Appartiene ai cittadini.
Le relazioni possono essere riscritte. I nomi possono essere omessi. I meriti possono perfino essere attribuiti ad altri. Ma non si possono cancellare il lavoro svolto, i risultati raggiunti e la memoria di una comunità.
La propaganda può durare una stagione. La verità amministrativa resta. Ed è sui fatti, non sulla narrazione costruita a tavolino, che i cittadini giudicheranno chi ha amministrato con serietà e chi, invece, ha preferito “giocare” per convenienza politica.
Il Segretario Provinciale Forza Italia Giovani
Dott. Marcello Fabrizio Mirisola
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