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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Governo, il CdM approva la stretta sull’imputabilità dei minori. Meloni: «Chi sbaglia deve rispondere»
CronacaPolitica

Governo, il CdM approva la stretta sull’imputabilità dei minori. Meloni: «Chi sbaglia deve rispondere»

Autore: Redazione Visualizzazioni: 96 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 24/07/2026
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Ministro Carlo Nordio durante gli Stati generali della ripartenza, Bologna, 27 novembre 2025. ANSA/ FILIPPO RUBIN (NPK)
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Nuove norme sulla giustizia minorile e sulla responsabilità penale degli under 18: il Consiglio dei Ministri dà il via libera al provvedimento. Il premier rivendica la linea della fermezza e della rieducazione responsabile.

Giro di vite sulla giustizia minorile e principio di responsabilità al centro dell’azione di governo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo provvedimento normativo volto a revisionare le norme sull’imputabilità dei minori e sugli interventi sanzionatori nei casi di reati commessi da giovani e giovanissimi.

Contents
Nuove norme sulla giustizia minorile e sulla responsabilità penale degli under 18: il Consiglio dei Ministri dà il via libera al provvedimento. Il premier rivendica la linea della fermezza e della rieducazione responsabile.Le linee guida della nuova misuraLe parole di Giorgia MeloniLe reazioni e il dibattito politicoProssimi passi

A chiarire l’orientamento politico e normativo dell’esecutivo è stata la stessa Premier Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di un cambio di passo di fronte ai recenti fatti di cronaca: «Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. La tutela dei cittadini e la crescita dei nostri giovani passano anche dal riconoscimento del limite e della responsabilità personale».

Le linee guida della nuova misura

Il provvedimento mira a intervenire in modo mirato su fenomeni sempre più diffusi quali le baby gang, i reati violenti commessi da minorenni e i comportamenti antisociali reiterati. La misura si muove su due direttrici principali: fermezza sanzionatoria e percorsi rieducativi effettivi.

Tra i punti cardine emersi dal provvedimento:

  • Revisione dell’imputabilità e delle soglie di punibilità: Una ridefinizione dei criteri attraverso cui valutare la capacità di intendere e di volere dei minori, in particolare per i reati di maggiore gravità (aggressioni, rapine, spaccio e porto abusivo di armi).
  • Misure cautelari e prevenzione: Estensione dell’applicabilità di misure preventive e cautelari anche nei confronti dei minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni per sventare la reiterazione del reato.
  • Coinvolgimento e responsabilità delle famiglie: Coinvolgimento attivo e sanzioni per i genitori o i tutori nei casi di manifesta omessa vigilanza o inosservanza dell’obbligo scolastico.
  • Percorsi di reinserimento e lavori di pubblica utilità: Rafforzamento dell’obbligo di frequentare percorsi formativi, di recupero e di lavoro sociale per favorire una reale presa di coscienza del danno arrecato alla comunità.

Le parole di Giorgia Meloni

Nel corso della conferenza stampa post-CdM, il Presidente del Consiglio ha sottolineato come la norma non intenda avere un mero intento punitivo, bensì formativo e di prevenzione sociale.

«Non possiamo permettere che la giovanissima età diventi una zona franca per l’impunità o una giustificazione per la violenza», ha dichiarato Meloni. «L’obiettivo del Governo non è quello di punire per il gusto di farlo, ma di recuperare ragazzi che rischiano di imboccare una strada senza ritorno. La vera tutela dei minori si fa insegnando loro che ogni scelta ha delle conseguenze. Chi commette un reato deve rispondere davanti alla legge, ma la società deve essere pronta a offrire gli strumenti per riscattarsi.»

Le reazioni e il dibattito politico

L’approvazione del provvedimento ha riacceso il dibattito tra le forze politiche e gli addetti ai lavori nel settore della giustizia minorile:

  • La maggioranza accoglie con favore il testo, definendolo una risposta concreta e doverosa alle richieste di sicurezza dei cittadini e alle criticità emergenti nelle periferie urbane.
  • L’opposizione e le associazioni di settore richiamano invece l’attenzione sull’importanza di non limitarsi alla sola risposta penale, sottolineando la necessità di investire prioritariamente nella scuola, nel sociale, nell’assistenza psicologica e nei centri di aggregazione giovanile per prevenire il disagio all’origine.

Prossimi passi

Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri passerà ora all’esame delle Camere per la discussione parlamentare e la definitiva conversione in legge, fase nella quale potranno essere introdotti emendamenti e correttivi prima dell’entrata in vigore ufficiale.

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