Svolta normativa a Montecitorio sul fronte della sicurezza negli impianti natatori italiani. In risposta ai recenti e drammatici casi di cronaca che hanno riacceso i riflettori sui rischi di annegamento e intrappolamento in acqua, l’Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza bipartisan (244 voti favorevoli) un emendamento cruciale inserito nel Decreto Sport. La nuova misura stabilisce standard stringenti per prevenire il temuto “effetto ventosa”, prevedendo sanzioni severe che arrivano fino alla sigillatura e chiusura immediata degli impianti non a norma.
I dati dell’emergenza
- 37 decessi registrati in piscina tra il 2024 e il 2025 dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
- Oltre il 50% delle vittime aveva un’età inferiore ai 14 anni.
- 75 vittime totali negli impianti natatori italiani a partire dal 2022.
- 4,7 milioni di euro il fondo stanziato per il 2026 per l’adeguamento delle piscine pubbliche.
Stop all’effetto ventosa: cosa prevede la nuova norma
Il provvedimento approvato interviene sull’architettura tecnica e sulla manutenzione delle piscine sia pubbliche sia private aperte al pubblico o ad uso collettivo. Nel dettaglio:
- Adeguamento delle prese di aspirazione: Bocchettoni, griglie di fondo e condotti di filtraggio dovranno garantire specifici parametri tecnici volti a impedire l’effetto ventosa, causa principale di blocco sul fondo per i bagnanti, in particolare i più piccoli.
- Chiusura immediata: Qualora gli impianti non risultino conformi o non eseguano gli interventi richiesti, scatta il blocco e la chiusura immediata della struttura fino alla certificazione della completa messa in sicurezza.
- Fondo per gli impianti pubblici: Per sostenere i Comuni e gli enti proprietari nell’ammodernamento delle strutture pubbliche, la norma istituisce un fondo dedicato di 4,7 milioni di euro per il 2026.
Salta all’ultimo l’obbligo di cuffia sotto i 16 anni
Nella bozza del testo circolata nella mattinata era presente una proposta, firmata dalla deputata della Lega Laura Cavandoli, che avrebbe introdotto l’obbligo tassativo della cuffia da nuoto per tutti gli under 16. Tuttavia, a seguito di un confronto tecnico-politico all’interno della maggioranza, l’emendamento è stato ritirato prima del voto finale in Aula, consentendo una convergenza trasversale sul pacchetto principale delle misure di sicurezza.
Lo scontro politico: voto bipartisan ma piovono le accuse delle opposizioni
Nonostante l’approvazione a larga maggioranza, il dibattito in Aula ha visto un serrato scontro politico tra governo ed opposizioni.
- La maggioranza (FdI, Lega, FI): I rappresentanti di Fratelli d’Italia (il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, il capogruppo Alessandro Amorese e il relatore Gimmi Cangiano) hanno sottolineato l’urgenza dell’intervento:«I drammatici dati dell’ISS dimostravano che la messa in sicurezza non era più rinviabile. In attesa del DDL organico del ministro Musumeci previsto per l’autunno, c’era l’urgenza di intervenire subito. Ringraziamo le opposizioni per aver sostenuto questo emendamento in tempi brucianti.»
- Le opposizioni (M5S, PD, AVS): Hanno votato a favore “per senso di responsabilità”, criticando tuttavia duramente le modalità dell’esecutivo.
- Gilda Sportiello (M5S) ha parlato di «operazione di propaganda», evidenziando che nel testo si citano controlli e sistemi di sicurezza senza specificare l’autorità competente né i dettagli operativi.
- Luana Zanella (AVS) ha denunciato una gestione «dell’ultimo minuto, dopo quattro anni in cui il governo poteva intervenire».
- Ilenia Malavasi (PD) ha evidenziato le molteplici anomalie dell’iter parlamentare, chiedendo perché non si sia data priorità alla legge quadro già in discussione.
Verso la legge quadro: accelerazione sul DDL Piscine
L’emendamento approvato nel Dl Sport rappresenta un primo tampone d’emergenza. Parallelamente, sta accelerando l’iter del Disegno di Legge Quadro sulla salute e sicurezza delle piscine (n. 2576), ddl di iniziativa governativa di cui è relatrice la deputata Annarita Patriarca.
Il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Ugo Cappellacci, ha dichiarato che l’esame degli emendamenti è in fase di conclusione, in attesa della chiusura delle verifiche finanziarie da parte del MEF. Il testo della legge quadro approderà a breve nell’Aula della Camera per poi passare al Senato entro l’autunno. Resta aperto il nodo sollevato dalla Conferenza delle Regioni, che chiede di applicare le nuove prescrizioni sia alle nuove costruzioni che a tutti gli impianti già esistenti.

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