Iil ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia la prenotazione delle risorse europee, stimando un uso effettivo tra i 6 e i 9 miliardi entro fine anno. Dura la reazione di Giuseppe Conte, mentre la Commissione UE sollecita Roma a stringere i tempi.
L’Italia muove un passo significativo nella definizione delle proprie politiche di difesa e sicurezza nell’ambito del contesto europeo, ma la gestione delle risorse destinate al settore riaccende lo scontro politico interno e alza la tensione con Bruxelles.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che il governo italiano ha formalmente prenotato 14,9 miliardi di euro nell’ambito del programma europeo Safe (Security Assistance and Financing for Europe), la linea di credito pensata dall’Unione Europea per sostenere gli investimenti nella difesa e nella sicurezza degli Stati membri.
La posizione del governo: “Prenotati 14,9 miliardi, ma ne useremo meno”
Nel chiarire la strategia dell’esecutivo, Tajani ha precisato che l’importo attualmente bloccato non corrisponde necessariamente a quanto verrà effettivamente speso.
«Abbiamo prenotato 14,9 miliardi delle risorse Safe. Ora abbiamo tempo fino alla fine dell’anno per decidere quanti utilizzarne realmente», ha spiegato il titolare della Farnesina. «Riteniamo che la cifra finale si attesterà tra i 6 e i 9 miliardi. I 14,9 miliardi servono a garantire il margine, ma le risorse effettivamente impiegate saranno inferiori.»
Attacco frontale del M5S: Conte contro le priorità dell’esecutivo
Le dichiarazioni del vicepremier hanno immediatamente scatenato la dura reazione dell’opposizione. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato la scelta del governo, accusandolo di dare priorità alle spese militari a scapito delle esigenze quotidiane di famiglie e imprese travolte dall’inflazione e dal caro-carburante.
«Zero euro sui rincari della benzina e briciole sul diesel, ma sul riarmo si va avanti a passo di carica», ha contestato Conte, richiamando anche le recenti stime del ministro della Difesa Guido Crosetto su un possibile scostamento di bilancio dello 0,9% del PIL a settembre.
«Tajani prima annuncia 14,9 miliardi di prestiti europei Safe e subito dopo fa retromarcia parlando di ‘semplice prenotazione’. La direzione intrapresa dal governo Meloni a Bruxelles e in ambito NATO è chiarissima: un’ipoteca sul futuro del Paese senza aver trattato con l’UE risorse a tutela del potere d’acquisto o dell’industria».
Il monito di Bruxelles: “Non c’è tempo da perdere”
Se sul fronte interno la polemica si infiamma, sul versante europeo a fare pressione è la stessa Commissione Europea, che chiede all’Italia di sciogliere le riserve in tempi brevi.
Il portavoce dell’esecutivo comunitario, Thomas Regnier, è intervenuto per sottolineare l’urgenza di arrivare alla firma dell’accordo di prestito:
- Piena disponibilità: L’UE ha già approvato la richiesta italiana per l’intero importo di 14,9 miliardi di euro, considerando l’industria della difesa italiana un asset strategico per la sicurezza dell’intero blocco.
- Necessità di chiarezza: Un ridimensionamento o una revisione formale dell’importo da parte dell’Italia richiederebbe una complessa riprogettazione procedurale per riassegnare le risorse non utilizzate agli altri Paesi membri interessati.
«Non c’è tempo da perdere», ha avvertito Regnier. «Nella situazione ideale auspichiamo che l’Italia confermi la somma prenotata per sbloccare i finanziamenti e avviare i progetti nei tempi previsti».
Entro la fine dell’anno Roma sarà quindi chiamata a formalizzare la cifra definitiva, bilanciando i vincoli di bilancio, le direttive comunitarie e le forti tensioni politiche sul fronte interno.
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