C’era una volta il politico nei palazzi, quello inafferrabile che si celava dietro la porta della sua stanza con il vetro smerigliato.
Oggi non è più così. Oggi con l’avvento di internet e dei social, il nostro amato amministratore pubblico è democraticamente a portata di click.
Lo troviamo su Facebook, Instagram, TikTok e persino nei video mentre partecipa a riunioni, conferenze, sorseggia caffè con la gente elargendo perle di saggezza.
Eppure, proprio in questo idillio di vicinanza digitale, sorge spontanea la classica domanda da un milione di dollari.
Ma i display dei nostri politici sono dotati di un particolare filtro che cancella automaticamente le notifiche non appena contengono una critica o una domanda scomoda, o si tratta semplicemente di una prodigiosa applicazione di “nascondiglio” digitale?
Il fenomeno merita uno studio sociologico approfondito. Osservare la sezione commenti sotto i profili dei nostri rappresentanti è diventata un’esperienza mistica, divisibile in due mondi paralleli.
Il primo è il regno dei complimenti, se la signora Maria scrive “Sei il/la migliore, grazie di esistere”, la risposta arriva alla velocità della luce. Emoticon con cuori, mani giunte, ringraziamenti commossi e una profusione di umiltà, si fa per dire.
Il secondo invece e quando il cittadino Michele chiede spiegazioni su un cantiere fermo da anni, sui buchi nell’asfalto, sui marciapiedi impraticabili, l’erba alta due metri e sullo stato di abbandono di alcuni luoghi pubblici, ville o cimitero, per non parlare dell’intervenire su questioni che riguardano direttamente i cittadini e le loro tasche.
Ecco che accade la magia. silenzio stampa, deserto tattico, solo il rumore del ventilatore.
Nei casi più disperati, quando l’arroganza supera la prudenza, assistiamo persino alla risposta creativa, la menzogna palese, affermando un qualcosa del tutto errato.
Sono tutte cose che un politico non dovrebbe mai fare, ma che ormai vengono propinate con la disinvoltura di chi pensa che il cittadino medio abbia la memoria di un pesce rosso o creda ciecamente alle loro affermazioni.
La vetta insuperabile del sarcasmo si raggiunge però quando il politico di turno, messo all’angolo da critiche circostanziate, sfodera la sua arma segreta.
Con candore quasi commovente, dichiara “Scusate ma non sono molto attivo sui social” e di preferire il contatto reale al virtuale.
Peccato che lo stesso politico, nelle 36/48 ore precedenti, abbia pubblicato foto e dirette streaming e una serie di selfie a eventi dove riceveva strette di mano e applausi o pubblicato post dove si vantava di quanto fatto, non parlando però del tanto altro da fare.
La diagnosi è chiara, non è inesperienza digitale, è pura strategia.
Si è connessi e iperattivi quando c’è da prendersi i complimenti per qualcosa realizzato, ma stranamente disconnessi quando bisognerebbe dare conto del proprio operato o peggio rispondere alle domande o richieste di intervento a tutela dei cittadini.
I nostri amministratori sono convinti che questo atteggiamento sia “tattica politica”, pensano che ignorare una critica equivalga a farla sparire, o che rispondere solo alla tifoseria organizzata costruisca una percezione di consenso. Peccato che sia una tattica che ormai non funziona più.
I cittadini hanno mangiato la foglia da un pezzo. La risposta mancata non viene percepita come un distacco o il non aver visto, ma per quello che è, l’incapacità di rispondere.
Ricordino inoltre che la menzogna postata per arrampicarsi sugli specchi non copre il problema, ma ne raddoppia la gravità.
Cari politici tutti, continuare a selezionare post e commenti non vi rende furbi, vi rende solo poco credibili.
E la prossima volta che vi nasconderete dietro un “non seguo molto i social” o “non ne ho saputo nulla” ricordatevi che i cittadini, invece, leggono e sanno benissimo tutto. Specialmente quando vi vengono poste certe domande precise e puntuali, come quelle fatte in questi giorni dai cittadini, e sparite tutti nel nulla pur di non ammettere dirette responsabilità o omissioni.
Ma soprattutto i cittadini notano le vostre brutte figure e il non voler mettere il naso dove è meglio non metterlo, ovviamente per voi.
La prossima volta che vi nasconderete dietro un “non leggo molto i social”, ricordatevi che i cittadini, invece, leggono benissimo, soprattutto le vostre assenze. Ad Maiora

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