BOLOGNA – A 46 anni dalla strage della stazione ferroviaria del 2 agosto 1980, Bologna torna a unirsi nel ricordo e nell’impegno civile. Nel cortile di Palazzo D’Accursio, l’incontro tra il sindaco Matteo Lepore, le istituzioni e l’Associazione dei familiari delle vittime ha dato il via alle commemorazioni per l’anniversario dell’attentato neofascista che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.
Lepore: “Il corteo è un pilastro della democrazia”
A celebrare l’importanza della memoria è stato in primis il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, definendo il 2 agosto come “la giornata più importante nella storia della nostra città”.
“Il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone e ci sono stati oltre 200 feriti. È stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza”, ha affermato Lepore. “Bologna ha raccolto le sue macerie e da allora la nostra storia è cambiata. A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il corteo di oggi rappresenta uno dei pilastri più solidi delle nostre istituzioni.”
Alla cerimonia era presente anche il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, oltre a numerosi primi cittadini e amministratori locali giunti da ogni parte d’Italia. Durante i saluti introduttivi, il sindaco Lepore ha anche promossa un applauso rivolto alle forze dell’ordine per il loro operato quotidiano.
Schlein: “Verità e giustizia, vicini ai familiari delle vittime”
Presente alle commemorazioni anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha evidenziato il forte valore politico e civile della mobilitazione:
“Vedo moltissimi sindaci e amministratori da tutta Italia, è una bellissima risposta. Siamo e continueremo a essere al fianco dell’associazione dei familiari delle vittime, che da 46 anni lotta per far emergere tutta la verità. Non consentiremo a nessuno di provare a riscrivere la storia.”
La segretaria dem ha ribadito la matrice dell’attentato, richiamando l’importanza delle sentenze giudiziarie ottenute negli anni grazie all’impegno dei familiari e della Procura generale di Bologna:
“È scritto in quelle sentenze che si è trattato di una strage di matrice neofascista, con un chiaro intento eversivo e condotta anche con la complicità di apparati deviati. Ora occorre che, a partire da questi pronunciamenti, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, garantendo inoltre la piena attuazione della legge in favore delle vittime.”

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