Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
mi rivolgo alla Sua redazione perché noto con piacere come il Suo giornale sia rimasto praticamente l’unico a trattare con costanza il tema delle tariffe pubbliche e a chiedere risposte concrete a chi di dovere.
Ieri ho letto proprio sulla vostra testata dell’interrogazione presentata per spingere l’amministrazione a calmierare i prezzi. Spero vivamente che ciò avvenga e che, soprattutto, le tariffe vengano riviste al ribasso o che si mettano in campo convenzioni e sconti dedicati alle persone con disabilità.
Desidero portare alla Sua attenzione il mio caso personale, con la speranza che questa lettera venga letta da chi di dovere.
Nei giorni scorsi mi sono recato presso la piscina comunale per richiedere informazioni sui costi per mio figlio, un ragazzo autistico con alcune difficoltà motorie, per il quale l’attività in acqua è fondamentale.
Dalla reception mi è stato comunicato che, per le sue esigenze, è obbligatorio il rapporto uno a uno con un istruttore. I costi proposti sono i seguenti: 25 euro a seduta (della durata di soli 45 minuti) sottoscrivendo un abbonamento da 250 euro valido per 10 ingressi da usufruire in massimo due mesi, la cifra sale invece a 30 euro per il singolo ingresso senza abbonamento.
A quanto mi risulta, trattandosi di un impianto comunale, seppur dato in gestione a un privato, il tariffario dovrebbe essere regolamentato e approvato dalla Giunta comunale, proprio per garantire tutele, agevolazioni e prezzi accessibili a tutti.
Mi chiedo e chiedo quindi. In questo modo la salute e il benessere non diventano un privilegio per pochi? Non tutte le famiglie possono permettersi di spendere 250 euro (o persino di più) ogni due mesi per un servizio che ha una valenza essenziale e terapeutica. Se queste tariffe dovessero rimanere tali, sarò costretto a ridurre le sedute di mio figlio, pur sapendo che questo andrà a discapito della sua salute.
Abbiamo atteso a lungo la riapertura della struttura e voglio sperare che qualcuno in Comune si metta una mano sulla coscienza e intervenga, magari tramite voucher, per andare incontro a famiglie che già faticano ad arrivare a fine mese. Oltre alle sedute di nuoto riabilitativo, infatti, ci sono tantissime altre spese da sostenere che solo chi vive quotidianamente queste realtà può comprendere.
Tali cifre non sono semplicemente elevate, sono umanamente inconcepibili per un servizio pubblico e insostenibili per molti nuclei familiari. È urgente che il Comune intervenga al più presto per ripristinare giustizia ed equità.
Ringrazio di cuore Lei e la Sua testata per lo spazio e la voce che date costantemente a noi cittadini.
Distinti saluti,
Lettera firmata
Allego foglio con le tariffe dove ho evidenziato quelle a cui sono interessato

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