Uno dei più rilevanti problemi che sono emersi in questi ultimi decenni è la progressiva desertificazione socio-economica-sanitaria che si registra nelle aree interne e periferiche.
Questo fenomeno si verifica in tutto il territorio nazionale, reso pubblico da diversi studi e articoli, ma non vi è dubbio che nel nostro territorio, da sempre caratterizzato da significativa emigrazione, è particolarmente grave. Esso coinvolge settori importanti della vita sociale quali il mondo del lavoro, l’ambito della formazione universitaria, l’offerta sanitaria assistenziale, gli ambiti che riguardano i servizi sociali.
Possiamo rimanere inermi di fronte a tutto questo? Noi pensiamo che è un dovere civico adoperarsi affinché si verifichi una inversione di tendenza che metta nelle condizioni i cittadini delle aree interne e periferiche di avere le stesse opportunità dei centri metropolitani. Al Nord del nostro paese si è già attuata in diverse regioni una progettualità finalizzata a raggiungere questo obiettivo.
Traendo spunto da un articolo pubblicato dal Prof. Gianmaria Palmieri, Rettore dell’Università del Molise, e dal Prof. Rossano Pazzagli, Associato di Storia Moderna dell’Università del Molise, riportiamo alcune loro riflessioni:
“L’Università è, sia in relazione alle funzioni didattiche e di ricerca, che a quella ineludibile cosiddetta di terza missione, un ambito privileged per costruire scenari partendo dalle vocazioni territoriali, dalle risorse e dalla sostenibilità del loro uso. Il che si traduce immediatamente nella necessità di incidere sulla formazione del capitale umano e del capitale sociale. Formazione, fiducia e innovazione sono gli elementi attraverso i quali noi possiamo contribuire e rendere più solido il sistema economico nazionale, contrastando gli strutturali divari regionali. La presenza e il radicamento nei territori, quindi, da un lato consente all’Università di svolgere la sua missione sociale; dall’altro aumenta il tasso di innovatività, dall’altro ancora, argina i fenomeni in corso di inurbazione, di spopolamento e di marginalizzazione di vaste aree del Paese, al sud ma anche al nord.”
Alla luce di queste importanti riflessioni del Rettore Palmieri e del Prof. Pazzagli viene da chiedersi se possa essere utile ragionare in termini di area vasta del centro Sicilia (Caltanissetta-Enna-Agrigento) elaborando strategie e progetti che traggano anche spunto da quanto realizzato nei centri vicini e stipulando accordi programmatici sinergici.
È evidente che è di fondamentale importanza creare un clima di leale collaborazione e non di competizione con i centri viciniori affinché si possa creare finalmente realizzare un modello organizzativo frutto di sinergie che valorizzi tutto il contesto del centro Sicilia.
È altresì evidente che l’Ospedale S. Elia va potenziato attivando anche quei reparti di alta specializzazione che devono essere presenti in un DEA di II Livello.
In questi ultimi giorni vi è stato un appassionato dibattito circa la istituzione del quarto Policlinico siciliano, dibattito che ha registrato diverse prese di posizioni che non hanno contribuito a mettere a fuoco quelle che sono le vere priorità delle nostre comunità quali la garanzia del rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, di una piena applicazione del DM 70/2025 che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’Assistenza Ospedaliera, di una efficace attuazione del DM 77/2022 che ridefinisce gli standard strutturali, organizzativi e quantitativi dell’Assistenza Sanitaria Territoriale finanziata e legata agli obiettivi del PNRR.
Bisogna partire da dati di fatto certi.
Il Decreto del 5 Maggio 2005 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha assegnato ad Enna il ruolo di Quarto Polo Universitario con il riconoscimento dell’Università Pubblica non Statale KORE (Ministro Letizia Moratti).
La Legge Regionale n°30 del 3 Novembre 1993 sancisce il ruolo di Quarto Polo Sanitario di Caltanissetta e individua il Quarto Bacino Sanitario costituito da Enna- Caltanissetta- Agrigento.
Il Decreto Legislativo N°517 del 21 Dicembre 1999 disciplina i rapporti tra Servizio Sanitario Regionale ed Università. Questo Decreto prevede la possibilità di creare in un Ospedale DEA di II° Livello come il S. Elia reparti clinicizzati dove coesistono personale universitario e personale del SSN. In questi casi una quota dei posti letti è riservata all’istituzione universitaria con proprio personale e specializzandi (questo tipo di organizzazione prevede la istituzione delle specializzazioni). Si comprende bene che questi giovani medici una volta conclusa la loro esperienza formativa in alta percentuale rimarrebbero nel territorio con notevole beneficio dell’assistenza sanitaria. Ma aggiungiamo che il realizzarsi di questo progetto comporterebbe notevoli benefici in termini di sviluppo socio-economico dei territori.
Il DPCM del 24 Maggio 2001. Linee guida concernenti i protocolli di intesa da stipulare tra regioni e università per lo svolgimento delle attività assistenziali delle università nel quadro della programmazione nazionale e regionale.
Queste sono le coordinate intorno alle quali bisogna muoversi per sviluppare ragionamenti credibili che possano portare a formulare proposte attuabili.
Di fondamentale importanza è, quindi conoscere l’art.2 del Decreto Legislativo N° 517 del 1999 che riguarda le Aziende Ospedaliere Universitarie. Infatti recita: “la collaborazione fra Servizio Sanitario Nazionale e Università, si realizza attraverso aziende ospedaliere universitarie”.
Fatte queste considerazioni preliminari riteniamo che poiché università e sanità sono strettamente correlati, avanziamo una proposta coerente con la necessità di rendere il bacino sanitario Enna-Caltanissetta-Agrigento inquadrato concettualmente come Area Vasta del Centro Sicilia (comprende circa 820.000 residenti, dati aggiornati al 1/1/2023).
Per meglio comprendere come potrebbe realizzarsi un progetto di area vasta abbiamo preso come punto di riferimento il Documento di Programmazione Integrata della Regione Toscana (area vasta sud-est) che comprende le provincie di Arezzo, Siena e Grosseto per un bacino di 813.669 abitanti.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Santa Maria alle Scotte” è una struttura di alta specializzazione di rilievo nazionale con 700 posti letto e 10 Dipartimenti ad attività integrata e rappresenta l’Ospedale di riferimento per la Zona Senese ed il presidio di alta specializzazione per tutta l’Area Vasta per le funzioni di Cardiochirurgia, Chirurgia Toracica, Neurochirurgia.
Al fine di rendere efficace l’attuazione di una Area Vasta si rende necessario lo sviluppo di modelli organizzativi integrati tra le ASP (Caltanissetta-Enna-Agrigento) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria sia in ambito medico che chirurgico.
Bisogna implementare e potenziare l’integrazione e la cooperazione di Area Vasta nella costruzione dei percorsi clinico-organizzativi e dei modelli di erogazione dei servizi al fine di migliorare l’offerta sanitaria, in ambito medico e chirurgico, nell’ottica di una maggiore equità di accesso a standard di cura sempre più elevati, di prossimità e tempestività di risposta al paziente, di continuità della presa in carico, di produttività, di sviluppo continuo delle competenze professionali.
Elenchiamo le principali linee di azione:
Formulare progetti inter-aziendali strategici che possono essere sviluppati attraverso un impegno delle tre ASP e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata:
- Definizione ed avvio di sperimentazioni gestionali che consentano la progettazione e realizzazione di percorsi sempre più “paziente-centrici”, attraverso l’adozione di modelli organizzativi funzionali a garantire la presa in carico dei pazienti da parte delle migliori professionalità, al fine di offrire ai cittadini dell’Area Vasta omogenee opportunità di accesso alle cure; PDF
- Ricognizione delle reti di Area Vasta previste dalla normativa e dalle indicazioni regionali finalizzata ad individuare opportunità di miglioramento e potenziamento delle reti esistenti e ad avviare la costituzione di quelle ancora da strutturare; PDF
- Previsione di modalità di gestione unitaria delle liste di attesa per l’accesso alle prestazioni. PDF
Un importante obiettivo che si deve perseguire è la valorizzazione del personale in una ottica inter-aziendale che si traduce nell’accrescere e strutturare le occasioni e i momenti di confronto tra professionisti consolidando la collaborazione multi e interdisciplinare e multi e inter professionale, l’arricchimento di conoscenze e competenze, gli approcci di gestione, tutela e valorizzazione del personale, alla base dello sviluppo di percorsi clinici-assistenziali integrati.
Al fine di realizzare gli obiettivi ricercati di valorizzazione del personale, trasversali alle diverse progettualità di miglioramento, le tre ASP (Enna-Caltanissetta-Agrigento) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata orientano le loro azioni ad individuare ed adottare strumenti non solo relativi alla dimensione prettamente formativa, ma anche alle dimensioni di gestione delle risorse umane e di coinvolgimento dei professionisti in attività integrative a quella clinica (come la ricerca) nell’ottica di continuo sviluppo e arricchimento professionale.
In conclusione riteniamo che il bacino sanitario Enna-Caltanissetta-Agrigento in un clima di collaborazione e non di competizione debba darsi un obiettivo importante per il raggiungimento del quale la nostra associazione sarà in prima fila.
L’obiettivo deve essere la creazione di una Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata articolata nei seguenti dipartimenti:
- Dipartimento materno-infantile PDF
- Dipartimento diagnostica di laboratorio PDF
- Dipartimento di chirurgia d’urgenza PDF
- Dipartimento patologie emergenti PDF
- Dipartimento di oncologia PDF
- Dipartimento di medicina interna (malattie cardiovascolari e nefro-urologiche) PDF
- Dipartimento chirurgie speciali PDF
- Dipartimento di emergenza e neuroscienze PDF
Ricordiamo altresì che l’Area Vasta deve garantire la presenza delle seguenti Unità Operative:
- Centri di riferimento regionale per le malattie rare PDF
- Servizio centralizzato diagnostica per immagini PDF
- Dermatologia PDF
- Clinica urologica PDF
- Medicina orale e odontoiatria per pazienti fragili PDF
- Cardiologia con Emodinamica PDF
- Cardiochirurgia PDF
- Clinica ortopedica e traumatologica PDF
- Reumatologia PDF
- Nefrologia e dialisi PDF
- Pediatria con UTIN PDF
- Psichiatria otorinolaringoiatria PDF
- Pneumologia PDF
- Oncologia medica PDF
- Ematologia con trapianto midollo PDF
- Ostetricia e ginecologia PDF
- Neonatologia PDF
- Ematologia con trapianto midollo PDF
- Oculistica PDF
- Neurologia e neurofisiopatologia PDF
- Neurochirurgia PDF
- Medicina vascolare PDF
- Malattie infettive PDF
- Geriatria PDF
- Medicina interna PDF
- Medicina interna con stroke care PDF
- Medicina interna e cardioangiologia PDF
- Medicina interna e ipertensione PDF
- Medicina interna e malattie metaboliche PDF
- Medicina interna -nefrologia e ipertensione PDF
- Medicina odontostomatologica PDF
- Gastroenterologia e epatologia PDF
- Endocrinologia PDF
- Dermatologia PDF
- Chirurgia plastica e ricostruttiva PDF
- Chirurgia vascolare PDF
- Chirurgia mini invasiva dell’obesità PDF
- Chirurgia pediatrica PDF
- Chirurgia generale e oncologica PDF
- Chirurgia generale d’urgenza PDF
- Anestesia e rianimazione PDF
- Anatomia patologica PDF
- Pronto soccorso PDF
- Chirurgia toracica PDF
In conclusione riteniamo che questa debba essere il percorso da intraprendere nel breve e medio termine con decisione valutando le potenzialità che si possono valorizzare e consentendo quindi di invertire il grave fenomeno della migrazione sanitaria passiva.
In conclusione l’auspicio è che il Legislatore adotti provvedimenti legislativi che siano finalizzati a garantire ai cittadini delle provincie di Agrigento-Enna e Caltanissetta condizioni di pari opportunità rispetto ai centri metropolitani a tutela del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Per quanto attiene la nostra posizione, riteniamo che per le riflessioni fatte e per le evidenze verificate dove questa scelta è stata fatta, noi siamo favorevoli alla istituzione di una Area Vasta in sanità che comprenda le provincie di Enna-Caltanissetta e Agrigento.
Giuseppe Pastorello – Presidente A.P.S. “Noi per la salute” Tina Anselmi
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