Il riordino delle accise sui carburanti è subito un flop: il prezzo del diesel è salito, ma quello della benzina non è sceso abbastanza
Il prezzo del diesel è salito, ma quello della benzina non è sceso. O almeno non quanto avrebbe dovuto. Dopo il riordino delle accise introdotto dal decreto interministeriale, la sua applicazione non segue quanto previsto dalla legge. A denunciarlo è l’Unione nazionale consumatori, che ha valutato gli effetti del decreto e ha scoperto che non sono quelli attesi. Il gasolio sarebbe dovuto aumentare di 1,50 centesimi al litro, per un totale di 1,83 centesimi conteggiando anche l’Iva al 22%. La benzina sarebbe dovuta scendere della stessa cifra, ma “non è così”, spiega il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona.
“Il gasolio – precisa – è salito ma la benzina non è praticamente scesa, rimanendo al palo. Per esempio in autostrada la benzina è scesa solo di 0,1 centesimi (risparmio di soli 5 centesimi su un pieno) mentre il gasolio è rincarato di 1,5 centesimi al litro (+75 cent per un pieno): “Ossia 15 volte tanto”. Nelle regioni, la benzina è diminuita di “appena 0,4 cent” (20 cent risparmiati a piano) mentre il gasolio è aumentato di 1,3 cent al litro (+66 cent per un piano).
Il riordino delle accise è un flop: il diesel sale, ma la benzina non scende
Nell’analisi effettuata a pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto, l’Unione nazionale consumatori sottolinea che le regioni peggiori, in termini di divario tra i due pezzi, sono la Calabria (1,4 cent al litro), la Sardegna (1,2 cent) e l’Emilia-Romagna con la Lombardia (entrambe 1,1 cent al litro). Per quanto riguarda solamente la benzina, le regioni in cui la riduzione è stata minore (solo 0,1 cent) sono Campania, Molise e Sicilia, sullo stesso livello della rete autostradale. I rialzi maggiori per il gasolio si sono registrati in Calabria (1,7 cent), Lombardia e Liguria (1,6 cent). La conclusione è semplice: ad aumentare i prezzi del gasolio ci hanno messo pochissimo, ma a scendere quelli della benzina sembrano richiedere tempi molto più lunghi.
Fonte LANOTIZIAGIORNALE.IT di Stefano Rizzuti

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