I media statali iraniani accolgono con freddezza l’ottimismo di Donald Trump: “Dichiarazioni incomplete e lontane dalla realtà. Lo status del canale non tornerà a quello precedente alla guerra”Si accendono i riflettori sui negoziati in corso tra Washington e Teheran, ma l’entusiasmo iniziale viene bruscamente frenato dalle diplomazie mediorientali. Il messaggio diffuso sul social network Truth dal presidente statunitense Donald Trump – in cui annunciava la riapertura dello Stretto di Hormuz nell’ambito di un accordo “ampiamente negoziato” e in via di finalizzazione – è stato accolto con marcata freddezza e scetticismo in Iran.
La replica di Teheran: “Dichiarazioni incoerenti”
Le agenzie di stampa statali iraniane, tra cui Fars e Tasnim, hanno definito le parole dell’inquilino della Casa Bianca come “incomplete e incoerenti con la realtà”. Secondo quanto trapela dagli ultimi scambi di messaggi tra le due potenze, la gestione strategica del canale rimarrà saldamente nelle mani della Repubblica Islamica. Le autorità di Teheran hanno infatti chiarito che la situazione nello Stretto “non tornerà alle condizioni precedenti alla guerra”, precisando che l’Iran intende continuare a esercitare la propria sovranità sulle acque di Hormuz attraverso “diverse modalità” che verranno dettagliate in seguito.
Il nodo del blocco navale e le condizioni per il transito
I media ufficiali iraniani aprono a una parziale normalizzazione, ma pongono condizioni stringenti: il flusso delle imbarcazioni autorizzate a transitare potrebbe riprendere i ritmi pre-conflitto nell’arco di 30 giorni, a patto però che Washington revochi contestualmente il blocco navale americano. In caso contrario – avvertono da Teheran – lo stallo rimarrà totale e “non cambierà nulla”.
Il destino di una delle rotte commerciali e petrolifere più importanti del pianeta resta quindi legato a un delicato braccio di ferro geopolitico: se da un lato la diplomazia statunitense spinge per una rapida de-escalation, dall’altro l’Iran rivendica il controllo geopolitico dello Stretto come punto di forza non negoziabile ai tavoli delle trattative.
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