Nonostante le frizioni diplomatiche tra Roma e Washington, i dati sui movimenti aerei raccontano che la base di Aviano è il fulcro di un massiccio ponte aereo verso il Regno Unito.
Mentre il dibattito pubblico si concentra sulle possibili distanze tra la Presidenza del Consiglio e la Casa Bianca, il supporto logistico militare dell’Italia agli Stati Uniti non sembra aver subito battute d’arresto.
Come riporta ilFattoQuotidiano, il nostro Paese ha continuato a garantire un’assistenza strategica fondamentale nelle ultime settimane, smentendo l’immagine di un’Italia defilata rispetto ai conflitti in corso nel Golfo e in Medio Oriente.
Il ponte aereo Aviano-Fairford
I numeri parlano chiaro: tra il 27 marzo e il 13 aprile, sono stati tracciati almeno 23 voli militari di cargo C-130J-30 Hercules della US Air Force in partenza dalla base friulana di Aviano.
La destinazione? La base inglese di Fairford, un hub cruciale che, per le caratteristiche della sua pista, è l’unica in grado di ospitare l’intera triade di bombardieri a lungo raggio americani (B-1, B-2 e B-52).
Secondo le rilevazioni effettuate tramite piattaforme di tracking come AirNav, sono stati registrati picchi di tre voli al giorno (in particolare il 2 e l’8 aprile).
Una frequenza simile non era mai stata registrata in tutto l’anno precedente.
Il carico trasportato dai C-130 può variare da truppe e munizioni fino a veicoli leggeri come gli Humvee.
Analisi militare: si prepara un “Build-up”
Come riportato sempre da ilFattoQuotidiano, interpellando un analista militare rimasto anonimo per ragioni di sicurezza, questa impennata di voli indica chiaramente un build-up, ovvero un ammassamento di forze e infrastrutture di supporto. Nonostante si parli ufficialmente di “cessate il fuoco”, l’accumulo di equipaggiamento suggerisce che la macchina bellica si stia preparando a ogni eventualità, considerando che lo stato attuale delle ostilità è tutt’altro che risolto definitivamente.
Il caso delle basi: Sigonella e Fairford
Mentre alcune testate nazionali diffondevano la notizia di un presunto diniego del governo italiano all’uso della base di Sigonella per i bombardieri, la realtà dei fatti mostra un quadro più complesso. Erano già stati documentati voli cargo da Sigonella verso Souda Bay (Grecia) e movimenti di C-5M Super Galaxy da Aviano proprio a ridosso delle operazioni in Iran.
Parallelamente, nel Regno Unito, il premier Keir Starmer ha vissuto tensioni simili. Dopo un iniziale diniego, Starmer ha autorizzato l’uso delle basi britanniche per attacchi definiti “difensivi”, una distinzione che molti esperti considerano puramente formale.
Ombre e segretezza
La base di Fairford è ormai blindata: le strade circostanti sono chiuse e sono stati installati pannelli per impedire agli attivisti di documentare il carico di ordigni. Curiosamente, mentre i voli dei cargo sono tracciabili, i movimenti dei bombardieri pesanti sembrano spariti dai radar civili e le piattaforme di monitoraggio non forniscono spiegazioni in merito.
L’Italia, dunque, si conferma un partner logistico imprescindibile per l’amministrazione Trump, agendo come un vero e proprio “magazzino” e trampolino di lancio per il materiale bellico diretto verso i teatri operativi più caldi.
