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Altro che “Sogno di una notte di mezza estate”: oggi 14 luglio assistiamo al grande silenzio

By Sergio Cirlinci 112 Views 7 Min Read
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Caltanissetta 14/07/2026. Altro che Shakespeare. Quello a cui stiamo assistendo non è il raffinato “Sogno di una notte di mezza estate”, ma il risveglio brusco, sudato e decisamente irritato di un luglio torrido.

Oggi è il 14 luglio e, a conti fatti, sono passati ben due mesi e mezzo dalla pomposa e sbandierata data di riapertura della piscina comunale.

Eppure, i cancelli restano sbarrati. I telefoni della ditta appaltatrice squillano a vuoto, come in un film horror di serie B.

Ma la vera messinscena non sono i cancelli chiusi, è lo strano silenzio di chi dovrebbe parlare.

Al di là del sacrosanto desiderio dei cittadini di farsi una nuotata o di praticare sport per vari motivi, a colpire dritto allo stomaco è l’apparente disinteresse della politica locale.

Diciamo apparente, perché sappiamo perfettamente che nelle stanze dei bottoni se ne parla, seppur a porte ben chiuse e sottovoce, perchè anche le mura hanno orecchie.

Anche perché, pian pianino, iniziano a uscire voci sempre più insistenti secondo le quali ci si sarebbe accorti di una perdita importante, senza che si comprenda dove vada a finire l’acqua che manca e parliamo di diverse mgliaia di litri, decine e decine di migliaia.

È giusto precisare che si tratta, allo stato attuale, di informazioni che non hanno trovato alcuna conferma ufficiale.

Proprio per questo motivo e per evitare che circolino voci, che a noi sono state confidenzialmente rivelate già i primi giorni di luglio, ma non avendone certezza ufficiale, non abbiamo divulgato pur lasciandole intendere nei nostri articoli, ecco perchè è quanto mai urgente e attesa una comunicazione limpida ed esaustiva da parte dell’amministrazione comunale o della ditta, che possa finalmente chiarire le ragioni del ritardo.

Questo atteggiamento di facciata, questo far finta di nulla mentre la città aspetta, sa di puro e semplice disprezzo nei confronti dei cittadini.

C’è un vecchio adagio che recita: “chi paga prima mangia pisci fitusu”. I cittadini, tramite la politica, hanno pagato anticipatamente già 400mila euro dei 700 previsti dall’accordo di transazione.

Oggi, la “pietanza” che viene servita è un misto di promesse non mantenute, bocche cucite, porte sbarrate e prese in giro.

Ci attanaglia un dubbio atroce, tra il fastidioso ed il curioso

Ma perché siamo rimasti solo noi a fare domande? Com’è possibile che in questa città nessuno gridi allo scandalo? Dove sono finiti tutti coloro che fino a pochi mesi fa avevano le trombe in bocca per annunciare il “grande rilancio”?

E non ci riferiamo solo ai politici, il cui mestiere primario, si sa, è promettere oggi per poi inventare scuse domani. Ci riferiamo anche ai cittadini stessi, improvvisamente anestetizzati e rassegnati.

Abbiamo forse preso un abbaglio noi? Sbagliamo a chiedere con insistenza come, quando e soprattutto perché una struttura pubblica resti un fantasma urbano a estate inoltrata?

Il sospetto, che ormai ha la solidità di una certezza, è che dietro questa coltre di mutismo si nasconda qualcosa di veramente grave. Basti pensare che ieri, in consiglio comunale, di tutto si è parlato ma nessuno ha avuto il coraggio di alzare la mano e dire “ma la piscina?”.

Oggi ci saremmo aspettati che qualche politico locale dicesse: “scusate ieri eravamo troppo presi dal tema collina Sant’Anna da non pensare di tirar fuori il discorso piscima, ma oggi ne parliamo”, invece nulla felici e contenti di quanto stabilito ieri, nulla di nuovo o eclatante, e si va avanti come se nulla fosse.

Un silenzio imbarazzante che come un virusi ha contagiato anche l’opposizione. Schieramento che proprio per sua natura solitamente si strappa le vesti e solleva, giustamente, polveroni epici per una fioriera fuori posto o un tombino intasato, oggi invece sulla piscina balbettano tacciono, contagiati dal “virus” del mutismo.

Cosa c’è sotto che i cittadini non devono assolutamente sapere? Non vorremmo essere portati a pensare che questo silenzio bipartisan puzzi di un coinvolgimento a 360 gradi, di un accordo tacito dove l’unico obiettivo comune è far passare la tempesta estiva sperando che la gente si dimentichi della piscina tra un cono gelato e una gita fuori porta e sperando che da settembre in poi o si sia dimenticato o che il problema, che c’è, venga in qualche modo risolto.

Ci definiscano pure ripetitivi e scocciatori, ma no di certo non cadremo nel furbesco giochino di chi spera che il non parlarne equivalga a cancellare il problema.

Continueremo a chiedere conto di ogni singolo giorno di ritardo, di ogni chiamata senza risposta e di ogni promessa tradita.

Perché la verità, prima o poi, verrà a galla e poi tireremo le somme e faremo le nostre considerazioni senza sconti, come è nostra abitudine fare

Un detto recita “Aria netta nun si scanta di li trona.” , bene chi ha la coscienza a posto non teme le domande mentre chi si nasconde dietro i cancelli chiusi e i telefoni staccati, evidentemente, ha ottimi motivi per temere anche un semplice sussurro.

Rimanendo in attesa che qualcuno che davvero “nun si scanta di li trona” decida finalmente di rompere questo silenzio di tomba e informi la città su come stanno le cose, non ci resta che chiudere con il classico Ad Maiora.

Anche se, a dire il vero, augurare “a cose più grandi” in questa palude di silenzi e cancelli sbarrati suona quasi come una beffa fuori luogo. Di questo passo, e con questa classe politica, l’unica cosa “più grande” che rischiamo di vedere è solo la dimensione del danno subito dai cittadini, sia economico che morale.

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