C’è qualcosa di quasi romantico, in senso tragico, nel rapporto tra il cittadino nisseno e il sacchetto di immondizia abbandonato.
Si incontrano all’angolo della strada, sotto un muretto di periferia o accanto a un cestino già colmo, come due amanti che non riescono a dirsi addio.
Verrebbe da intonare Battisti: “Ancora tu… ma non dovevamo vederci più?”.
Eppure, eccolo lì, nero, gonfio, sprezzante delle regole e del buonsenso.
Nonostante gli altolà, i proclami e i ripetuti appelli dell’assessore Marcello Mirisola, il sacchetto selvaggio resta il protagonista indiscusso del panorama urbano di Caltanissetta.
Da mesi la musica è la stessa. Abbiamo ascoltato dichiarazioni sulla “linea dura”, sulla “tolleranza zero” e sulla “certezza della sanzione”.
L’assessore ha ribadito più volte che la lotta all’inciviltà è una priorità assoluta del suo mandato.
Sono stati annunciati potenziamenti delle telecamere, controlli a tappeto della Polizia Municipale e una guerra aperta contro chi scambia le strade per discariche a cielo aperto.
–Ottobre 2025: Durante un sopralluogo in alcune aree periferiche colpite dal degrado, Mirisola aveva dichiarato che la pazienza era finita, annunciando l’imminente attivazione di nuove “fototrappole” mobili per incastrare gli zozzoni.
–Novembre 2025: “La nostra linea politica è chiara: legalità, decoro e sicurezza”.
–Dicembre 2025: In occasione del bilancio di fine anno sulle attività della Polizia Municipale, aveva sottolineato come il contrasto agli illeciti ambientali fosse raddoppiato in termini di pattugliamenti rispetto all’anno precedente.
–Gennaio 2026: Dopo le festività natalizie, di fronte all’accumulo di rifiuti straordinari, l’assessore era intervenuto chiedendo maggiore collaborazione ai cittadini e promettendo sanzioni esemplari per chi non rispettava il calendario della differenziata.
–Febbraio 2026: È l’ultimo intervento in ordine cronologico, quello del “basta” definitivo, dove ha ribadito che l’amministrazione non farà un solo passo indietro, definendo l’abbandono dei rifiuti un “insulto a tutta la città”.
Parole scolpite nel marmo, che però sembrano scritte sulla sabbia di fronte alla realtà dei fatti.
Se la parole dell’amministrazione sono ferme e decise, le azioni non lo sono altrettanto, visto che una parte della cittadinanza è sorda agli appelli e la situazione non cambia.
Il problema è che la pazienza dei cittadini rispettosi ha un limite e il leggere periodicamente di “giri di vite” che non portano a una pulizia tangibile e duratura genera un senso di rabbia.
Viene da chiedersi: Ma le telecamere funzionano davvero? Se sì, quanti sono i verbali elevati ogni settimana? Le sanzioni vengono riscosse? Il controllo del territorio è costante o si tratta di fiammate d’entusiasmo post-conferenza stampa?
La paura della multa è l’unico deterrente rimasto per chi non possiede senso civico.
Caltanissetta non ha bisogno di slogan d’effetto, ha bisogno di vedere sparire quell’odioso sacchetto. ha bisogno di una repressione che non sia solo annunciata, ma applicata con una sistematicità tale da rendere l’abbandono dei rifiuti un “rischio” troppo alto da correre.
Fino ad allora, continueremo a girare l’angolo e a trovarci davanti quel solito sacchetto nero e ci chiederemo ancora una volta perché sia ancora lì, nonostante ci avessero assicurato che non lo avremmo rivisto mai più.
Di fatto rimane l’impegno comunicativo e, anche se a noi certi comunicati non arrivano, apprendiamo che c’è, come c’è ancora il sacchetto di immondizia abbandonato che purtroppo non sparisce con le parole, per non incontrarlo più ci vogliono i fatti concreti. Ad Maiora
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La foto in copertina risale al luglio 2025 quando l’assessore era Oscar Aiello
