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Ato CL1, Bilanci nel mirino: “Nulli dal 2013 al 2018, altro che conti in ordine”. Il chiarimento dell’avv. Antonio Campione

Last updated: 03/05/2026 10:37
By Sergio Cirlinci 185 Views 6 Min Read
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Il caso esplode dopo le dimissioni della liquidatrice Elisa Ingala, chiamata in Giunta regionale. I Comuni di Serradifalco e Mussomeli, attraverso il legale Campione, smentiscono il quadro di “risanamento totale”, dopo le dichiarazioni rese alla stampa del neo assessore regionale che hanno fatto da molla ad una necessaria precisazione.

Il chiarimento dell’avv. Campione: “Il neo assessore regionale Ingala ha dichiarato che i Comuni che assisto hanno fatto ricorso contro i bilanci dell’ATO Ambiente e che c’è una causa in corso.
Non è così.
Il Tribunale delle Imprese di Palermo, con sentenza n. 646 del 30 gennaio 2026, ha dichiarato la nullità dei bilanci 2013-2018 dell’ATO Ambiente in quanto redatti in violazione di legge.
Subito dopo la diffusione della notizia, pubblicata sulla stampa, il liquidatore dell’ATO Ambiente aveva dichiarato che la sentenza non inficiava i bilanci in quanto si sarebbe riferita a meri aspetti formali e non sostanziali.
Insomma, per il liquidatore era tutto a posto.
Ha pertanto stupito il fatto che in data 4 marzo u.s. ATO Ambiente abbia proposto appello contro la suddetta sentenza che, evidentemente, non aveva riguardato soltanto profili formali ma sostanziali.
Ne consegue: allo stato, i bilanci 2013-2018 sono nulli e non si profila la situazione ottimale affermata dal liquidatore (che presumo dimissionario) in una sua recente intervista.
C’è infatti una notevole differenza tra un “giudizio ancora in corso” e un giudizio già definito con sentenza di primo grado contro la quale è stato proposto un appello malgrado detta sentenza sia stata ritenuta dall’appellante ininfluente”

Non si placa quindi discussione attorno alla gestione dell’Ato Ambiente CL1.

Nonostante l’ex commissario liquidatore, la dottoressa Elisa Ingala, abbia recentemente salutato l’ente, direzione Palermo, sponda Giunta regionale, rivendicando il merito di aver azzerato un debito di circa 28 milioni di euro, la realtà processuale sembra raccontare una storia diversa.

A gelare gli entusiasmi è arivata la precisazione dell’avvocato Antonio Onofrio Campione, legale dei Comuni di Serradifalco e Mussomeli, che mette i punti sulle “i” riguardo alla reale situazione contabile della società d’ambito.

Il cuore della contesa risiede in una decisione dello scorso gennaio. Il Tribunale delle Imprese di Palermo, con la sentenza n. 646 del 30 gennaio 2026, ha infatti dichiarato la nullità dei bilanci relativi al quinquennio 2013-2018. Secondo il giudice, i documenti contabili sarebbero stati redatti in palese violazione di legge.

“Allo stato attuale, precisa l’avv. Campione, quei bilanci sono nulli. Non si può parlare di una situazione ottimale quando c’è una sentenza di primo grado che demolisce l’impianto contabile di sei anni di gestione”.

Uno dei punti di maggiore attrito riguarda l’interpretazione della sentenza data dalla liquidazione.

Se inizialmente l’Ato aveva minimizzato il provvedimento parlando di “meri vizi formali” che non avrebbero intaccato la sostanza dei conti, la mossa successiva ha smentito tale narrazione.

Il 4 marzo scorso, infatti, l’Ato Ambiente ha presentato appello contro la sentenza. Un passo necessario, secondo il legale dei Comuni, proprio perché i profili contestati sono sostanziali e non semplici sviste burocratiche. “C’è una notevole differenza, incalza il legale, tra un giudizio ancora in corso e uno già definito in primo grado contro il quale si è costretti a ricorrere”.

“L’appello amplierà i termini per la chiusura della liquidazione e quindi appare strana la scelta di impugnare la sentenza dopo aver dichiarato ai quattro venti che essa non spostava nulla.
Invece a quanto pare sposta”
, conclude l’avv. Campione.

La battaglia contro i bilanci definiti “non veritieri” era partita originariamente da un fronte più ampio di comuni. Tuttavia Montedoro e Milena hanno scelto la via della transazione, abbandonando il contenzioso dopo accordi con la società, mentre Serradifalco e Mussomeli, al contrario, hanno tirato dritto, ottenendo la vittoria in primo grado.

Ora la partita si sposta nelle aule della Corte d’Appello. Mentre la dottoressa Ingala inizia il suo percorso assessoriale rivendicando il risanamento, i giudici dovranno stabilire se quei 28 milioni di debito siano il frutto di un’operazione contabile legittima o se le ombre del periodo 2013-2018 continueranno a pesare sul futuro dei Comuni soci.

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