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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Cronaca Internazionale > Attacco con drone nella base italiana di Ali Al Salem, in Kuwait. Crosetto: “Nessun riflesso sulla sicurezza”
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Attacco con drone nella base italiana di Ali Al Salem, in Kuwait. Crosetto: “Nessun riflesso sulla sicurezza”

Last updated: 16/03/2026 7:40
By Redazione 65 Views 18 Min Read
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Lo fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa con un messaggio su X. Tutti i soldati presenti sono al sicuro e nessuno è stato coinvolto

Contents
ORE 21 – L’IRAN EMETTE AVVISO DI EVACUAZIONE NELLE AREE DI DUBAI E DOHAORE 19:30 – ISRAELE ANNUNCIA LA RIAPERTURA DEL VALICO DI RAFAHORE 19:15 – CROSETTO: “CON PERDITA VELIVOLO IN KUWAIT NO RIFLESSI SU SICUREZZA MILITARI”ORE 18:00 – UNIFIL: “I CASCHI BLU BERSAGLIATI DA COLPI DI ARMA DA FUOCO”. NESSUN FERITOORE 15:50 – TAJANI: “SU HORMUZ NO TRATTATIVE CON IRAN, AL LAVORO PER DE-ESCALATION”ORE 15:45 – TAJANI: “IN KUWAIT SOLDATI ITALIANI AL SICURO, NON CI FACCIAMO INTIMORIRE”ORE 15:30 – ATTACCO CON DRONE ALLA BASE ITALIANA IN KUWAITORE 12:20 – PAPA LEONE XIV: “GRANDE PREOCCUPAZIONE PER SITUAZIONE LIBANO, SERVE DIALOGO”ORE 12:15 – PAPA LEONE XIV: “APPELLO A RESPONSABILI CONFLITTO, CESSATE IL FUOCO”ORE 10 ARAGHCHI: “MOJTABA STA BENE”ORE 9:30 – LA COREA DEL SUD VALUTA LA RICHIESTA DI TRUMP PER HORMUZORE 6 – I PASDARAN: “UCCIDEREMO NETANYAHU”ORE 2:14 – TRUMP: “SANZIONI SUL PETROLIO RUSSO TORNERANNO”1:45 – TRUMP: “NON SO SE MOJTABA KHAMENEI SIA VIVO”ORE 1 – TRUMP: “NON ANCORA PRONTO PER UN ACCORDO”ORE 00:30 ESPLOSIONI IN BAHREINSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Sedicesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata.

Dopo l’attacco statunitense all’isola di Kharg, l’Iran ha minacciato ritorsioni contro i Paesi della regione (Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita), puntando a colpire i porti degli Emirati e i terminal petroliferi dell’area. Donald Trump ha definito questi attacchi azioni “del tutto immotivate” e se ne è detto sorpreso. Quanto alla fine della guerra, il presidente americano ha detto di non essere ancora pronto ad un accordo. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Rgc), intanto, ha annunciato il lancio della sua “cinquantesima ondata” di operazioni contro le basi statunitensi nella regione. Non solo. Ha anche minacciato apertamente il primo ministro israeliano Beanjamin Netanyahu.

ORE 21 – L’IRAN EMETTE AVVISO DI EVACUAZIONE NELLE AREE DI DUBAI E DOHA

“Avviso urgente ai residenti delle aree specificate di Dubai e Doha: poiché in queste zone si nascondono soldati dell’esercito americano, potrebbero essere attaccate nelle prossime ore. Vi preghiamo di allontanarvi da queste zone il prima possibile. I vostri governanti hanno dato rifugio a terroristi americani e hanno permesso che il vostro territorio venisse utilizzato per lanciare attacchi contro l’Iran“, si legge in un avviso per alcune aree di Dubai e Doha.

ORE 19:30 – ISRAELE ANNUNCIA LA RIAPERTURA DEL VALICO DI RAFAH

“Il valico di Rafah riaprirà al transito in entrambe le direzioni a partire da mercoledì prossimo (18 marzo), consentendo solo un numero limitato di persone”. A scriverlo è il Coordinamento delle attività governative nei Territori (Cogat). “La decisione è stata presa a seguito di una valutazione della sicurezza e di un esame delle condizioni che consentono la ripresa delle operazioni al valico, mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza alla luce della situazione attuale e delle minacce presenti nella zona- si legge in una nota-. Il funzionamento del valico sarà effettuato secondo il meccanismo in vigore prima della sua chiusura e nel rispetto delle relative direttive di sicurezza. Di conseguenza, l’uscita e l’ingresso dei residenti attraverso il valico di Rafah saranno agevolati in coordinamento con l’Egitto, previa approvazione di sicurezza da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell’Unione Europea”.

“Inoltre, ulteriori procedure di controllo e identificazione saranno condotte presso il valico di ‘Regavim’, gestito dalle forze di difesa israeliane nell’area sotto controllo, nell’ambito delle necessarie misure di sicurezza”, conclude il Cogat.

ORE 19:15 – CROSETTO: “CON PERDITA VELIVOLO IN KUWAIT NO RIFLESSI SU SICUREZZA MILITARI”

“Questa mattina in Kuwait, presso la base di Al Salem, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana. Tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell’attacco. Dell’evento ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei Ministri, i vicepresidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Insieme al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo seguo con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo. La Difesa italiana svolge in quell’area un’importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell’Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell’ambito dell’operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il Daesh) e in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto. Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area“.

ORE 18:00 – UNIFIL: “I CASCHI BLU BERSAGLIATI DA COLPI DI ARMA DA FUOCO”. NESSUN FERITO

“Oggi, i caschi blu dell’Unifil sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni, mentre svolgevano pattugliamenti intorno alle loro basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah”. Lo fa sapere Unifil, Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite, con un messaggio su Telegram.

“A Yatar, i colpi sono arrivati ​​a soli cinque metri dai caschi blu. Negli altri due episodi, le fonti di fuoco si trovavano rispettivamente a circa 100 e 200 metri di distanza. Due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo un breve scambio di colpi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun militare è rimasto ferito“, assicurano.

“La presenza di armi non sotto il controllo statale nell’area di operazioni dell’Unifil costituisce una violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. È inaccettabile che i caschi blu impegnati in compiti sanciti dal Consiglio di Sicurezza siano presi di mira“, sottolinea Unifil.

“Ricordiamo con forza a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, ai sensi del diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite in ogni momento e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni ai civili“, si legge nella nota. “Qualsiasi attacco contro i caschi blu dell’Unifil costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 e può configurarsi come crimine di guerra”, conclude Unifil.

ORE 15:50 – TAJANI: “SU HORMUZ NO TRATTATIVE CON IRAN, AL LAVORO PER DE-ESCALATION”

“Non siamo coinvolti nello stretto di Hormuz, non è vero che eravamo in trattative con l’Iran e non è vero che stavamo inviando navi miliatari. Dobbiamo lavorare per una de-escalation”. Lo dice il ministro degli esteri, Antonio Tajani intervenuto a ‘Il diario della domenica’ su Rete4.

ORE 15:45 – TAJANI: “IN KUWAIT SOLDATI ITALIANI AL SICURO, NON CI FACCIAMO INTIMORIRE”

Quella attacata in Kuwait “era una base attaccata più volte dove era stato già ridotto il numero del personale. Con questo attacco non c’è stato nessun rischio per i nostri militari che sono al sicuro. Non è che ci facciamo intimorire perché arriva un drone ma dobbiamo mettere al sicuro il nostro personale”. Lo dice il ministro degli esteri, Antonio Tajani intervenuto a ‘Il diario della domenica’ su Rete4.

ORE 15:30 – ATTACCO CON DRONE ALLA BASE ITALIANA IN KUWAIT

“Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto”. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa con un messaggio su X.

“Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il Ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

ORE 12:20 – PAPA LEONE XIV: “GRANDE PREOCCUPAZIONE PER SITUAZIONE LIBANO, SERVE DIALOGO”

“È motivo di grande preoccupazione la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso, per il bene comune di tutti i libanesi”. Papa Leone XIV lo dice al termine dell’Angelus in piazza San Pietro.

ORE 12:15 – PAPA LEONE XIV: “APPELLO A RESPONSABILI CONFLITTO, CESSATE IL FUOCO”

“A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo. La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”. Papa Leone XIV lo dice al termine dell’Angelus in piazza San Pietro.

“Da due settimane i popoli del Medio Oriente soffrono l’atroce violenza della guerra. Migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case“, ricorda il Pontefice. “Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e centri abitati”, dice Papa Leone XIV.

ORE 10 ARAGHCHI: “MOJTABA STA BENE”

“La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese“: sono le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo i dubbi e i rumors che aveva provocato la sua mancata comparizione in video giovedì, quando la tv iraniana ha diffuso il suo primo messaggio. Le parole di Araghchi sono state riportate dall’agenzia Irna. “La situazione nel Paese è stabile”, ha aggiunto.

ORE 9:30 – LA COREA DEL SUD VALUTA LA RICHIESTA DI TRUMP PER HORMUZ

La Corea del Sud sarebbe in stretto contatto con gli Stati Uniti. E starebbe valutando se “inviare navi da guerra” nello Stretto di Hormuz, come chiesto da Donald Trump di per “garantire che rimanga aperto”: lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall’agenzia Yonhap.
“La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell’interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale”, ha dichiarato il funzionario coreano. “Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità”.

ORE 6 – I PASDARAN: “UCCIDEREMO NETANYAHU”

In un comunicato ufficiale diffuso dall’agenzia Fars, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che continueranno a “dare la caccia e a uccidere con tutte le forze” Benjamin Netanyahu. I Pasdaran citano anche le presunte voci sul missile che avrebbe colpito il “criminale Primo Ministro sionista”, che da un paio di giorni si rincorrono e rivelano, secondo loro, la “crisi e l’instabilità” dello Stato ebraico.
Al contempo, le Guardie rivoluzionarie esaltano l’operazione che ha colpito i settori industriali di Tel Aviv e tre basi statunitensi nella regione: la base aerea di Harir a Erbil e quelle di Ali Salem e Arifjan. “Il suono continuo delle sirene delle ambulanze”, scrivono i Pasdaran, confermerebbe la “profondità dell’impatto” dell’attacco. Eppure Usa e Israele starebbero nascondendo il reale numero di morti e feriti.

ORE 2:14 – TRUMP: “SANZIONI SUL PETROLIO RUSSO TORNERANNO”

Donald Trump ha fatto sapere che le sanzioni sul petrolio russo torneranno non appena sarà finita al guerra. La decisione di sospenderle è stata dettata dall’urgenza assoluta del momento. “Voglio ci sia petrolio per il mondo. Voglio che ci sia petrolio”, ha detto il presidente Usa alla Nbc, assicurando che le restrizioni del 2022 “saranno ripristinate non appena la crisi sarà terminata”. E ha nuovamente ribaito la necessità di un accordo sul fronte della guerra in Ucraina, mandando a dire a Zelensky: “Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo”.

1:45 – TRUMP: “NON SO SE MOJTABA KHAMENEI SIA VIVO”

Donald Trump, sempre parlando alla Nbc, ha messo in dubbio il fatto che la nuova Guida suprema scelta dall’Iran, Mojtaba Khamenei, primogenito del defunto ayatollah Khamenei, sia ancora in vita. Il riferimento è al fatto che giovedì, quando la tv iraniana ha mandato in onda il suo pimo discorso da leader, lui non è apparso. Il suo messaggio è stato letto da un giornalista. “Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo”, ha detto Trump. Che poi ha aggiunto: “Se fosse vivo, «dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi”.

ORE 1 – TRUMP: “NON ANCORA PRONTO PER UN ACCORDO”

Nessuna tregua immediata, è troppo presto. Nonostante i segnali di apertura arrivati da Teheran, il Presidente americano Donald Trump, intervistato dalla Nbc, ha spiegato che non ci sono le condizioni per ipotizzare un accordo di cessazione della guerra. “I termini non sono ancora abbastanza buoni“, ha detto Trump. Elemento imprescindibile è l’abbandono totale delle ambizioni nucleari da parte dell’Iran.
Trump ha anche sostenuto che dopo le offensive dei giorni scorsi, in Iran “non è rimasto praticamente nulla da colpire“. E il paese di Khamenei non avrebbe più molta possibilità di azione, anche perchè ormai privato di mezzi e armi: “Abbiamo neutralizzato la maggior parte dei loro missili e droni”, ha concluso Trump. E presto arriveranno nuovi attacchi, visto che nel giro di 48 ore “ogni residua capacità produttiva iraniana sarà totalmente annientata”.

ORE 00:30 ESPLOSIONI IN BAHREIN

Forti esplosioni si sono verificate, nella notte, a Manama, capitale del Bahrein. Lo hanno riferito due giornalisti dell’Afp. Il Bahrein ha dichiarato di aver intercettato 125 missili e 203 droni dall’inizio degli attacchi iraniani, che hanno causato due morti nel regno e altri 24 nei paesi limitrofi del Golfo.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it

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