Una vasta ondata di cyberattacchi sta mettendo a dura prova la filiera alimentare in Europa e in Italia. Nel mirino dei pirati informatici sono finiti i sistemi di refrigerazione e congelamento dei supermercati, con l’obiettivo di alterare le temperature da remoto, causare il deperimento dei prodotti e interrompere la catena degli approvvigionamenti.
La situazione in Italia: colpiti punti vendita e aziende di filiera
L’allarme è scattato ufficialmente anche nel nostro Paese. A subire i danni maggiori sono stati alcuni punti vendita a marchio Coop, in particolare tre a Catania e uno a Palermo, come confermato da Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza. I malviventi sono riusciti a modificare i parametri di temperatura dei banchi alimentari, costringendo a gettare via ingenti quantità di cibo.
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha lanciato un avviso urgente a tutti gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale. Al momento, l’ACN ha registrato:
- Una notifica d’incidente da parte di un’azienda toscana attiva nella ristorazione collettiva.
- Un attacco (non ancora ufficialmente notificato) ai danni di un’impresa emiliana specializzata nella produzione di surgelati.
Per far fronte all’emergenza, si è mossa direttamente la politica: a Palazzo Chigi è stata convocata una riunione d’urgenza coordinata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, con i vertici dell’intelligence e dell’ACN. Anche il Copasir ha avviato accertamenti, programmando le audizioni dei direttori dell’Aisi e dell’Agenzia per la Cybersicurezza.
L’escalation in Europa: Paesi Bassi, Svezia e Belgio nel caos
L’Italia non è un caso isolato. Il modus operandi ricalca quanto già avvenuto nei giorni scorsi in Francia e in diversi Stati europei, tra cui Svezia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda.
- In Svezia, i frigoriferi dei colossi della distribuzione come Ica e Coop sono stati portati a temperature elevatissime (fino a 70 gradi), provocando danni stimati in centinaia di migliaia di corone e la chiusura temporanea di numerosi negozi.
- In Belgio, la procura federale ha aperto un’indagine formale dopo che i cybercriminali – sfruttando presunte vulnerabilità nei vecchi sistemi di controllo Danfoss – hanno innescato cicli di sbrinamento prolungato in decine di punti vendita.
- In Estonia e Irlanda, la manomissione ha causato il surriscaldamento dei congelatori fino a 50 gradi, bloccando gran parte delle attività commerciali locali.
La reazione dell’Unione Europea
La portata internazionale del fenomeno ha spinto Bruxelles a intervenire con fermezza. Il commissario UE all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha definito l’accaduto «profondamente preoccupante», parlando di un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare europeo e di minare la fiducia dei consumatori. Sebbene la sicurezza alimentare generale non sia al momento compromessa, l’impatto economico sulle imprese e l’enorme spreco alimentare registrato impongono risposte immediate e coordinate a livello comunitario.
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