La mobilitazione dell’autotrasporto vive ore di forte spaccatura in Sicilia. In seguito all’incontro tra le principali sigle di categoria e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è stata annunciata la revoca del fermo nazionale e lo stop alla protesta da parte del Comitato siciliano guidato da Salvatore Bella. Tuttavia, nel Catanese la protesta non si è placata: il blocco dei mezzi alla barriera autostradale di San Gregorio è proseguito, tenendo alta la tensione sul fronte viario e logistico.
La svolta al tavolo ministeriale e la revoca del blocco
L’incontro romano ha portato all’accordo tra il governo e le associazioni di categoria (tra cui Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti e Fiap). Al centro dell’intesa, il pacchetto di risorse sbloccato dall’esecutivo – stimato in oltre un miliardo di euro di fondi rimasti precedentemente bloccati per questioni burocratiche – mirato a sostenere le imprese del settore.
Tra i punti principali figurano:
- Il rimborso immediato del 70% del maggior costo del carburante sostenuto tra il 1° marzo e il 31 agosto sotto forma di credito d’imposta, con pagamenti avviati a partire da oggi per le aziende che avevano già presentato domanda.
- L’impegno a stanziare ulteriori 60 milioni per i mesi di settembre e ottobre, con la riapertura della piattaforma per le richieste a novembre.
- Misure di moral suasion sulle compagnie petrolifere per calmierare il prezzo del gasolio e l’aggiornamento della clausola di adeguamento automatico dei costi di trasporto.
- La liquidazione delle annualità pregresse del Sea modal shift (l’incentivo per il trasporto intermodale e marittimo) entro il 10 novembre.
Grazie a questi impegni, in gran parte della Sicilia – compresa l’area di Vittoria (Ragusa), dove il Comitato spontaneo ha espresso soddisfazione per la ripresa dei viaggi – i porti e le piattaforme logistiche hanno ricominciato a movimentare le merci, allentando i timori di una paralisi della filiera agroalimentare e della grande distribuzione.
La fronda nel Catanese: il blocco continua
Nonostante l’allentamento della stretta in gran parte dell’isola, a Catania la situazione è rimasta incandescente. L’Aias, guidata da Giuseppe Richichi, ha deciso di mantenere il blocco dei tir alla barriera autostradale di San Gregorio, provocando pesanti disagi e lunghe code sulla Tangenziale in direzione dei caselli.
La frangia autonoma catanese chiede garanzie più forti e immediate, concentrandosi in particolare su tre punti ritenuti cruciali e non pienamente risolti dalle misure governative: un tetto strutturale al prezzo del gasolio, la defiscalizzazione dei contributi per i dipendenti e l’istituzione di un osservatorio permanente sui prezzi delle tariffe di trasporto.
Sebbene Richichi abbia cercato un confronto diretto con il ministro Salvini a margine degli incontri a Milano, presentando le istanze della categoria, la spaccatura nel fronte dei trasportatori rimane evidente. Mentre le sigle nazionali e i comitati favorevoli all’accordo premono per la rimozione definitiva di ogni blocco e l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la libera circolazione, i manifestanti del Catanese continuano a oltranza in attesa di ulteriori assemblee e riscontri concreti, fissando al 27 ottobre (giorno in cui è previsto un nuovo tavolo di verifica al Ministero a Roma) un appuntamento cruciale per il futuro del settore.
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