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Bando Rai per le agenzie di stampa, la denuncia: “Vengono escluse alcune testate”

Last updated: 30/06/2026 18:30
By Redazione 34 Views 12 Min Read
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PREPARATIVI RAI A PALAZZO CHIGI PER L'INSEDIAMENTO DEL NUOVO GOVERNO TROUPE TECNICO TECNICI MEZZO MEZZI FURGONE FURGONI
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La4 News e l’Agenzia Dire evidenziano che “per come è strutturato, il bando mette a gara una molteplicità di servizi che difficilmente può essere soddisfatto da una o più agenzie di stampa italiane, anche ricorrendo ad Rti”

Non c’è pace per il bando di ‘Gara europea a procedura aperta, articolata in 7 lotti, per l’affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura dei servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici da parte di agenzie di stampa e fotografiche’ pubblicato dalla Rai.

Il 5 giugno scorso il sindacato dei giornalisti Figec, con il dipartimento Unirai, ha chiesto e ottenuto dalla Rai, l’8 giugno, la rettifica dei capitolati tecnici dei cinque lotti ‘con eliminazione del requisito dell’iscrizione alla Fnsi’ per i giornalisti che producono i contenuti e prorogato all’8 luglio il termine per la presentazione delle offerte. Adesso, Giornalisti Italia registra altre due significative osservazioni: la prima arriva da numerosi giornalisti pubblicisti che contestano la condizione, contenuta nel bando, secondo cui ‘i contenuti devono essere prodotti da giornalisti professionisti’.

I colleghi pubblicisti evidenziano, infatti, che persino nei programmi di punta numerosi pubblicisti vengono regolarmente utilizzati per svolgere mansioni giornalistiche. La seconda è relativa, invece, al disappunto espresso da diverse medie e piccole agenzie di stampa che, analizzando i lotti di gara del bando Rai, rilevano ‘alcune criticità di sistema e una lunga lista di criticità tecniche specifiche’ osservando che ‘il combinato disposto rende molto complicata la preventivazione dei servizi e quindi la possibilità di partecipare’.

Sia La4 News, la prima rete di imprese italiane formata dalle agenzie di stampa Italpress, MFNewswire, 9Colonne e Nova, che l’Agenzia Dire evidenziano, infatti, che ‘per come è strutturato, il bando mette a gara una molteplicità di servizi che difficilmente può essere soddisfatto da una o più agenzie di stampa italiane, anche ricorrendo ad Rti’. Tra i servizi richiesti, sono infatti compresi: notiziari testuali, in italiano e in inglese, rassegne stampa internazionali, in italiano e in inglese, rassegne social in formato video, servizi di media office, testuali, video e fotografici sui programmi Rai, servizi di grafica, servizi di immagini, servizi video chiusi, immagini in diretta anche con droni, notiziario Dow Jones (sic).

‘Questa complessità- spiegano- obbligherebbe le agenzie di stampa (e in particolare le medie e le piccole), ad acquistare i servizi di media office, di rassegna stampa, di dronisti da aziende esterne ed estere, senza poter valorizzare le professionalità interne. L’esempio più lampante è il notiziario Dow Jones, richiesto espressamente dal Lotto 3: questo notiziario può essere acquistato solo da Dow Jones International (se si intende il notiziario Dow Jones in lingua inglese), oppure dall’azienda Il Sole 24 Ore – Radiocor, se si intende il servizio in italiano. Inoltre, ad eccezione del lotto 6 (che, come il lotto 7, richiede esclusivamente foto, video e immagini), tutti gli altri lotti richiedono una copertura pressoché mondiale, non alla portata di molte agenzie’. Quanto alla copertura geografica minima, richieste per l’Italia: nazionale e regionale (con copertura di tutte le regioni); per l’Estero: Ue (copertura strutturata quotidiana), aree strategiche (Mediterraneo, Medio Oriente, Nord America, America Latina, Asia-Pacifico, Africa).

Per quanto riguarda sempre il bando Rai, esaminando la specifica Struttura Editoriale, il capitolato tecnico del lotto n. 1 prevedeva: ‘(…) giornalisti professionisti iscritti al Fnsi con presenza, in tutte le 22 regioni/province autonome italiane, di giornalisti professionisti inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69. I corrispondenti esteri devono essere almeno 20 con contratto di lavoro giornalistico ed inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69’. Dal lotto n. 2 al lotto n. 5, invece prevedeva: ‘(…) giornalisti professionisti iscritti al Fnsi e deve garantire la presenza di giornalisti professionisti inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69’. Condizione, quella dell’iscrizione alla Fnsi, ricordiamo cancellata grazie all’intervento del sindacato dei giornalisti Figec e rettificata con: ‘(…) giornalisti professionisti, operanti in tutte le 22 regioni/province autonome italiane, iscritti all’Albo dei giornalisti (Ordine dei Giornalisti) di cui all’art. 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69, titolari di rapporti di lavoro che garantiscano adeguati livelli di continuità e stabilità del servizio’, non meglio chiarito dalla Stazione Appaltante.

‘Tale struttura richiesta- sottolineano le agenzie di stampa- è discriminante su tutti i lotti in quanto prevede un impegno e una presenza alla portata di grandi agenzie’. Passando ai criteri di valutazione e ai punteggi, l’offerta tecnica prevede 50 punti discrezionali su 80 punti complessivi. Vi è, dunque, una prevalenza di punti discrezionali. Alla Rai le agenzie di stampa hanno rivolto un quesito in merito al criterio relativo Team di lavoro, che prevede la produzione dei curricula vitae delle risorse in formato europeo. In particolare, è stato evidenziato che ‘l’operatore economico dispone di sistemi informativi aziendali che consentono la produzione di curricula in formato standardizzato aziendale, strutturati e completi di tutte le informazioni richieste dal Disciplinare (esperienza professionale, qualifiche, formazione, ruoli), garantendo uniformità e piena leggibilità dei dati ai fini valutativi. Tale formato aziendale è stato accettato e ritenuto conforme anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella Gara a procedura aperta per l’affidamento di servizi di carattere specialistico, anche videofotografico, ai sensi dell’art. 17, comma 5, del d.l. 29 dicembre 2022, n. 198, suddivisa in 11 lotti, in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e delle altre Amministrazioni dello Stato’.

In particolare, Italpress, MFNewswire, 9Colonne, Nova e Dire rappresentano che ‘la richiesta riguarda un numero significativo di risorse, con conseguente rilevante impatto in termini di mole documentale. Inoltre, la rielaborazione dei profili nel formato europeo (non sempre disponibili) comporta un’attività meramente formale, non incidente sui contenuti sostanziali oggetto di valutazione, ma suscettibile di determinare criticità operative nei tempi ristretti della procedura. Per i suindicati motivi, il reperimento e l’uniformazione dei CV individuali secondo tale formato risulta complesso sotto il profilo organizzativo, anche in ragione della pluralità dei soggetti coinvolti’. Pertanto, le agenzie di stampa hanno chiesto di ‘confermare la possibilità di presentare, in alternativa al formato europeo, curricula redatti in formato aziendale, purché idonei a garantire la completezza e la piena confrontabilità delle informazioni richieste dal Disciplinare di gara e dai criteri di valutazione previsti’.

Alle agenzie di stampa, la Rai ha risposto confermando ‘la possibilità di presentare curricula vitae redatti in formato diverso da quello europeo, purché riportino in modo chiaro, completo e facilmente verificabile tutte le informazioni richieste dalla documentazione di gara ai fini dell’assegnazione del relativo punteggio’. Le agenzie di stampa, inoltre, hanno rilevato elementi contraddittori nel Lotto 2: Il servizio A richiede: ‘Flusso testuale di notizie internazionali, nazionali, regionali e locali’ (pag. 5 del Capitolato Lotto 2), ma al settimo punto si chiedono: ‘Programmi video in diretta o on demand che approfondiscono temi di attualità e cultura, aggiungendo valore al contenuto informativo e interattivo’; all’ottavo: ‘Un servizio che fornisca contenuti istituzionali, con grafiche professionali e aggiornamenti sulle politiche europee e italiane, una risorsa preziosa per la Rai in ambito internazionale’; al nono: ‘Video schede informative che riassumono i fatti più importanti della giornata con un mix di testo e immagini, utile per una veloce comprensione dei fatti più rilevanti’; all’undicesimo: ‘Un riflettore sul sistema universitario, con il proposito di valorizzarne le funzioni e il potenziale, motore per sviluppare e rafforzare il capitale umano locale, la crescita dell’occupazione e del sistema produttivo, sito web dedicato, podcast tematici, eventi, video e contenuti social’. 

 In sintesi, a giudizio delle agenzie di stampa ‘appare evidente l’incoerenza tra la richiesta iniziale di flussi testuali e, in seguito, di video, grafiche, sito web, podcast tematici’. Criticità anche nel Lotto 3: il servizio A richiede: ‘Flusso testuale di notizie nazionali e locali’ (pag. 5 del Capitolato Lotto 3), ma al sesto punto si chiede: ‘Focus su andamento di borsa e mercati finanziari nazionali e globali’. Inoltre, il servizio B richiede ‘Copertura informativa mediante notiziari internazionali e locali a carattere economico finanziario e di attualità’ (senza alcuna specifica di orario), ma al primo punto vengono richiesti ‘notiziari generali 7 giorni su 7 H24 (…)’. Giunti al quarto punto, come anticipato, viene richiesto il ‘Notiziario DowJones’ (non meglio specificato, ndr), mentre il Lotto 6 non prevede flussi testuali, ma ‘Fornitura di materiale fotografico e video a carattere nazionale ed internazionale’.

Infine, il Lotto 7 non prevede flussi testuali, ma “Fornitura video a copertura di fatti di cronaca con immagini riprese da droni, più interviste ai protagonisti, utilizzabili in formato verticale per la distribuzione sui social e con contenuti ad hoc per piattaforme. Le criticità rilevate dai colleghi e da Italpress, MFNewswire, 9Colonne, Nova e Dire (e non solo, considerato che anche altre agenzie di stampa hanno espresso perplessità in merito)- afferma il sindacato dei giornalisti Figec– non possono che trovarci d’accordo sul fatto che un bando dal valore complessivo dell’appalto di 29 milioni e 720mila euro dovrebbe garantire il massimo coinvolgimento di quanti, quotidianamente, sono impegnati a garantire al nostro Paese un’informazione professionale di qualità”.

“È ovvio- sottolinea la Figec- che le agenzie più grandi, ovvero quelle che impiegano il più alto numero di giornalisti per la realizzazione dei servizi, in virtù dei numeri meritano di ottenere punteggi, quindi, risorse maggiori, ma dovere del Servizio Pubblico dovrebbe essere quello di garantire a tutti la possibilità di partecipare. Se assicurano i servizi richiesti e, soprattutto, rispettano la dignità umana e professionale dei giornalisti- ricorda la Figec- anche i piccoli editori hanno il diritto di diventare grandi. Perché pluralismo e democrazia sono anche e soprattutto questo: garantire pari opportunità a chi, con serietà e professionalità, chiede solo di lavorare onestamente”. 

Fonte Agenzia Dire www.dire.it

PREPARATIVI RAI A PALAZZO CHIGI PER L’INSEDIAMENTO DEL NUOVO GOVERNO TROUPE TECNICO TECNICI MEZZO MEZZI FURGONE FURGONI

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